Piemonte
governatore uscente: Mercedes Bresso (centro-sinistra)
Candidati
Pdl: Roberto Cota
(Lega Nord)

www.robertocota.it
Pd: Mercedes Bresso
(con il sostegno dell'Udc)

www.mercedesbresso.it
Elezioni in Piemonte. Il candidato Roberto Cota, Lega Nord
Elezioni in Piemonte. La candidata Mercedes Bresso, Pd
Nelle precedenti consultazioni il Pdl aveva scelto di puntare su di lui. Così Enzo Ghigo nel 2000 garantì la vittoria del centro-destra sconfiggendo con uno schiacciante 55,95% la sua avversaria Livia Turco. Poi, cinque anni dopo, dovette inchinarsi alla "zarina" Mercedes Bresso. Che il 28 marzo proverà a conquistare il secondo mandato. Davanti, però, non ci sarà più Enzo Ghigo, ma il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota. In Piemonte, infatti, come in Veneto, la Lega è riuscita a imporre agli ex forzisti, non senza parecchi mal di pancia, il proprio candidato. Spingendo così i centristi tra le braccia del centro-sinistra.
Ma non è stato un matrimonio facile. Perché il percorso di avvicinamento tra Udc e Pd è stato tortuoso. Con i centristi decisi, fin dalla prima ora, a porre un aut aut al governatore uscente: o noi o la sinistra massimalista. Così, alla fine, la Bresso ha imbarcato i centristi con una intesa piena sul programma e ha siglato un accordo solo tecnico con la Federazione della sinistra finalizzato, come ha spiegato il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, «a far convergere il più ampio arco di forze nella battaglia per impedire la vittoria della destra».
Una mossa che ha aizzato ancor di più il centro-destra e il candidato presidente. Che ha bollato da subito la scelta della Bresso come «un accordo per le poltrone» sottolineando le diverse posizioni della sinistra estrema su temi cruciali per il futuro della regione. E ha non ha risparmiato staffilate nemmeno ai centristi. Rei, a suo dire, di aver appoggiato un governatore noto per le sue posizioni molto laiche su temi come l'aborto. La Bresso non si scompone e guarda alla sfida di fine marzo. In ballo non c'è solo la sua riconferma, ma anche il tentativo di costruire un argine contro l'avanzare al Nord del Carroccio. Dal canto suo, invece, il Pdl attende l'esito delle urne per capire quanto qui, come altrove, siano cambiati davvero i rapporti di forza tra ex forzisti e Lega.

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