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Un passo avanti, ma per la completa liberalizzazione passeranno altri otto anni

di Jacopo Giliberto

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26 giugno 2007

I princìpi delineati dal Governo per i distributori di benzina erano già stati esaminati - e scartati per timidezza - otto anni fa dall’allora ministro dell’Industria Pierluigi Bersani e dall'allora sottosegretario Umberto Carpi. Princìpi che possono essere riassunti in quattro concetti: nessun vincolo di distanza minima tra i distributori; nessun vincolo sulle merci che possono essere vendute dal negozio (o dal bar) del distributore; già al casello dell’autostrada mettere un tabellone con i prezzi praticati dalle aree di servizio sul percorso; facilitazione per la costruzione di distributori nei piazzali degli ipermercati.
Queste decisioni piacciono più ai consumatori che ai benzinai, i quali temono la concorrenza dei carburanti a basso prezzo degli ipermercati. Per la verità, già oggi è possibile costruire i distributori con il marchio della catena di supermercati, sul modello di quanto succede in Francia. Esistono già in Italia i distributori di carburanti con le insegne Auchan, Leclerc-Conad, Carrefour. Comprano la benzina e il gasolio direttamente in raffineria.
Ciò produrrà sui carburanti lo stesso effetto che si è visto negli altri settori del commercio, dove molti negozi di prossimità hanno chiuso (o hanno cambiato settore d’attività) sostituiti dai supermercati di zona e dagli ipermercati. Così la concorrenza renderà poco conventienti molti dei benzinai più piccoli. Ciò non significa che tutti i piccoli spariranno: rimarranno i distributori piccoli e più cari la cui presenza ha comunque un significato in termini di domanda.
Come avviene oggi con il panettiere o il fruttivendolo, domani il consumatore potrà scegliere tra la comodità e il servizio curato del benzinaio vicino a casa, più caro; oppure se risparmiare e rifornirsi da un anonimo, lontano ma economico ipermercato.
L’apertura delle tabelle merceologiche - cioè la possibilità di vendere prodotti diversi dai soliti carburanti, lubrificanti, deodoranti e panni di finto daino - punta a dividere su più servizi la fonte di guadagno del distributore, in modo da ridurre il margine di ricavi dei soli carburanti e fare scendere così il prezzo del rifornimento. La tendenza è verso il distributore alla tedesca: in Germania il negozio del benzinaio è sempre aperto, e anche a notte fonda si può comprare latte fresco. Perché la liberalizzazione sia completa, il ministro Bersani dovrebbe abbandonare ogni timidezza e togliere ai benzinai anche i vincoli sugli orari d’apertura. Ma si scatenerebbero contro tutte le altre categorie commerciali. Forse per avere la liberalizzazione completa dovranno passare altri otto anni.

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