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L'Unione cerca uno sbocco.
Colloqui con Follini che sollecita una svolta centrista

di Nicoletta Cottone

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22 febbraio 2007

Iniziate le consultazioni al Quirinale. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha ricevuto nella mattinata il presidente del Senato Franco Marini e il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che hanno lasciato il Colle senza rilasciare dichiarazioni. Vista la complessità della situazione il Capo dello Stato ha consentito ai presidenti dei gruppi parlamentari di associare alle consultazioni i leader dei rispettivi partiti. Alle 16,30 le consultazioni sono riprese con il presidente del gruppo parlamentare misto del Senato Nello Formisano che ha chiesto per i senatori a vita, che fanno parte del gruppo misto, condizioni di civiltà e serenità nella pratica dei loro diritti e dei loro doveri. Chiude la maratona della giornata alle 18,30 la rappresentanza parlamentare delle autonomie. Domani le consultazioni riprenderanno alle 9 con la rappresentanza parlamentare della Democrazia cristiana-Partito socialista. Alle 11 i rappresentanti di Allenza nazionale, alle 11,30 quelli di Forza Italia, mentre alle 18 giungeranno al Colle i rappresentanti dell'Ulivo. Dalle 19, saranno ricevuti gli ex Capi di Stato Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Ore di intenso lavoro, dunque, al Quirinale, dopo che ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto dopo 281 giorni di vita.

Sulle dimissioni del premier Romano Prodi il Capo dello Stato, come recita una nota del Quirinale, «si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti». È il momento dell’ascolto, dunque, da parte del Presidente della Repubblica per una crisi al buio, con approdi imprevedibili che vanno dal Prodi-bis, alle larghe intese, al ritorno alle urne. La strettoia di Palazzo Madama ha rappresentato una trappola per il Governo Prodi che è caduto per due voti sulla politica estera: è mancato il sostegno di Franco Turigliatto (Prc) e di Fernando Rossi (ex Pdci), mentre fra i senatori a vita si sono astenuti Giulio Andreotti e Sergio Pininfarina.

Il centrosinistra lavora a un Prodi-bis: è possibile che la maggioranza accolga l'apporto di singoli parlamentari del centrodestra, purché ci sia una condivisione del programma dell'Unione, ma «nessun salto nel buio». Il coordinatore della Margherita Antonello Soro sul possibile allargamento a singoli parlamentari del centrodestra è chiaro nel precisare che è possibile solo a «chi accetta di condividere l'azione innovativa del governo Prodi» senza ambiguità. Anche il coordinatore della segreteria Ds Maurizio Migliavacca, spiega che l'allargamento deve avvenire «sulla base del programma dell'Unione che va rilanciato e chiarito sui punti che sono stati oggetto di discussione in queste settimane». Il problema tutto da valutare è l'eventuale prezzo politico dell'operazione. Per il capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani «via Prodi, sì a governo di transizione. A Napolitano chiederemo di non rinnovare l'incarico al Professore». Dal canto suo il ministro della Giustizia Clemente Mastella chiede di togliere i Dico dall'agenda di un eventuale Prodi-bis. Per Alleanza nazionale «Prodi è ormai archiviato», mentre il leghista Roberto Calderoli vuole votare subito o dare due mesi di tempo al governo del Professore «per fare la legge elettorale e andare al voto». Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa ribadisce «non saremo mai la stampella di questa maggioranza. Noi siamo disponibili a parlare con il centrosinistra ma a patto che ci sia una discontinuità».
Ecco il ventaglio di ipotesi possibili: un reincarico al premier Romano Prodi per formare un Governo; un mandato esplorativo a una personalità istituzionale per sondare la possibilità di costituire un Governo; un Governo tecnico di larghe intese o le elezioni politiche anticipate, da abbinare al voto di primavera. L'articolo 89 della Costituzione consente anche lo scioglimento di una sola Camera. La risposta del Quirinale arriverà al termine delle consultazioni.

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