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Pd, costituite le prime correnti. Prodi: «Assemblea costituente a ottobre». Rutelli «Meglio giugno».

di Sara Bianchi

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4 maggio 2007

Romano Prodi mette un altro paletto nella discussione sul Partito democratico: l'assemblea costituente resta fissata a ottobre, non ci sarà nessuna anticipazione a giugno, come adombrato dai Dl. Il premier pensa «ad una grande assemblea a metà ottobre, nella quale si eleggeranno 200, 500 o mille membri con il principio una testa, un voto» e si dice contrario a fissare quote per eleggere i membri della Costituente. Unica porzione certa, ribadisce, sarà quella riservata alle donne: il 50%, come annunciato.
Non ci sta Francesco Rutelli, che considera i cinque mesi che ci separano ad ottobre «troppo lunghi». Perchè, sottolinea il vicepremier «tra l'esigenza di fare bene e quella di fare anche presto io non ne scarterei nessuna: possiamo fare bene e possiamo anche fare presto».
Le due preoccupazioni, quella di Prodi da un lato e quella di Rutelli dall'altro, sembrano distinguersi proprio per questi due orientamenti: fare bene e fare presto. E chi un partito non ce l'ha, come il premier appare più attento alla prima necessità; mentre chi ha già decretato lo scioglimento della formazione che guida, come il leader Dl, resta propenso a non perdere tempo e a considerare i mesi che ci separano dalla nascita della nuova formazione, come un contenitore vuoto, o poco più. Se il sospetto è che un percorso abbreviato possa produrre come rischio la chiusura degli spazi per coloro che stanno fuori dai partiti, Rutelli risponde: «dobbiamo avviare un processo democratico e aperto. Non dobbiamo nemmeno dare l'idea che ci rivolgiamo solo a chi aderisce a Ds e Margherita. Dobbiamo fare un cammino in cui coinvolgere tantissimi cittadini alla pari degli iscritti ai partiti».
E la leadership? Romano Prodi spera in «una bella contesa democratica», perchè «sarebbe un bel modo per far capire che la politica è per tutti e non per pochi». Per questo il Presidente del Consiglio auspica che i candidati leader siano numerosi.
Il leader della Margherita non vuole commentare la proposta di D'Alema di istituire la figura del coordinatore del Pd, affidandola a Piero Fassino. «Non mi sentite mai parlare di soluzioni perchè non vorrei presentare quelle che prediligo, ma il più possibile soluzioni che sono condivise», dice Francesco Rutelli che spiega «siamo entrati in un cammino di unità, occorre ora costruire soluzioni assieme».
Intanto, è già nata la prima corrente interna al Partito democratico: è quella dei componenti dell'area "Democratici, laici, socialisti", in cui sono confluiti i firmatari della terza mozione congressuale Ds che non hanno seguito Angius nella Sinistra democratica, come Massimo Brutti e Mauro Zani. Il battesimo ufficiale si è celebrato nel corso di una riunione che ha approvato un documento in 11 punti. Obiettivo, ha spiegato Massimo Brutti «continuare la nostra battaglia politica dentro la fase costituente». Battaglia che sarà condotta su alcune linee guida: primato del lavoro, laicità dello Stato e delle leggi, collocazione internazionale nel Pse. Il gruppo resta convinto che il manifesto del Pd vada profondamente modificato e dice un netto no alla proposta della Margherita di anticipare la Costituente a giugno, perchè illustra Brutti «significherebbe ratificare semplicemente l'unione del ceto politico, quando invece serve tempo per portare le persone a votare». Metodo elettivo: il sistema proporzionale, «con tutte le garanzie democratiche, in base al principio una testa un voto».
Ma ci sono anche gli ambientalisti per il partito democratico che si candidano alla leadership. Il loro coordinamento, precisano i promotori Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Gianni Mattioli, Ermete Realacci, Edo Ronchi, Massimo Scalia e Fabrizio Vigni, pesa 3.500-4.000 adesioni e ora andrà a misurarsi sul territorio, dove incrocerà la costituente del Pd.
Il Ministro Giuliano Amato invita nel frattempo anche i socialisti a confluire nel Pd: «correre da soli - dice - non è vincente ma c'é chi sembra non averlo capito. Tre anni fa i socialisti erano tra i principali fautori del Partito Democratico. Non capisco perché hanno cessato di esserlo». Dal consiglio nazionale del suo partito Enrico Boselli ripete che: «il Pd, così come si sta costruendo, è una scelta sbagliata, inadeguata e tale da indebolire la sinistra italiana». Perchè, dice il segretario Sdi «ci sono differenze persistenti tra Ds e la Margherita che non sarà facile comporre e superare». Sabato Boselli incontra il gruppo che fa capo a Fabio Mussi e Gavino Angius «sono nostri interlocutori - spiega - non so la strada che prenderanno, vedremo».

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