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Rignano, scarcerate le maestre indagate per pedofilia. Sconcerto delle famiglie dei bimbi

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11 maggio 2007

«Annulla l'ordinanza in epigrafe e ordina l'immediata scarcerazione degli indagati se non detenuti per altra causa». Sono le parole del dispositivo del tribunale del riesame di Roma che ha deciso la libertà per cinque dei sei arrestati per presunti abusi sessuali nei confronti di 16 bimbi della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. Parole che hanno significato la libertà, per Patrizia Del Meglio, suo marito Gianfranco Scancarello, le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti ed il benzinaio Kerum Da Silva. Per la sesta arrestata, la bidella Cristina Lunerti, l'appuntamento con la prevedibile libertà è fissato per il 15 maggio, visto il ritardo con cui ha presentato il ricorso al tribunale della libertà. Le sei persone erano state arrestate il 24 aprile, dopo un'indagine iniziata il 16 luglio dello scorso anno, e dopo l'iscrizione, in febbraio, dei sei nel registro degli indagati.

L'unica appendice amara, in un giorno che doveva essere di gioia, è stata vissuta dal cingalese Kerum Da Silva: sprovvisto di permesso di soggiorno, con un decreto di espulsione già emanato, una volta uscito dal carcere di Rebibbia è stato portato in questura e poi trasferito nel centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria.
Intanto l'arrivo delle maestre nella piazza di Rignano Flaminio, a scarcerazione avvenuta, si è trasformato in una sorta di rito di liberazione dalla rabbia e dalla frustrazione accumulate in queste ultime settimane. Una ressa di abbracci e di telecamere, le insegnati non si sono sottratte nè alla folla nè alle telecamere affamate di immagini. Non si vogliono nascondere, vogliono gridare forte quello che hanno subito. Da qui la scelta di festeggiare non in casa, ma nel centralissimo «Bar dello sport» della famiglia di Silvana Magalotti.

Cocente, invece, la delusione dei familiari dei bambini vittime dei presunti abusi, che contenstano l'operato del pm e non riescono a comprendere cosa sia successo. Se la prendono con il pubblico ministero Marco Mansi, accusato di avere condotto male le indagini: «Prima hanno arrestato delle persone e detto che i nostri figli erano stati vittime di violenze terribili. Adesso queste persone tornano in paese da vincitori». L'insoddisfazione è molta in chi ha dovuto "interrogare" i propri figli per capire se qualcosa era avvenuto. C'e il rancore per una storia che ha turbato la tranquillità di una vita lontano dalla città, ma che continua ad avere a che fare con psicologi e psichiatri.
L'Agerif, l'associazione genitori di Rignano, per bocca di Roberta Lerici fa sapere, in una nota, di avere «fiducia nella magistratura: per noi non è cambiato nulla. I nostri bambini stavano male prima e stanno male adesso, e le ultime perizie consegnate, parlano di danni irreversibili. È una storia di grande dolore e pretendiamo rispetto per le famiglie e i loro bambini a cui è stata distrutta l'infanzia». Ma basta fare qualche domanda per vedere che non c'è più il tempo della diplomazia. «Qualcuno ha sbagliato le indagini. E non siamo certo noi che abbiamo denunciato quello che abbiamo visto, quello che soffriamo giorno dopo giorno».

La decisione del tribunale dei riesame
Una decisione, quella del tribunale del riesame, che ha fatto cantare vittoria agli avvocati degli indagati, mentre dalla parte avversa, i legali delle vittime dei presunti abusi, i segnali sono di attesa per le motivazioni del provvedimento.
L'insussistenza di gravi indizi di colpevolezza, secondo l'interpretazione degli avvocati, sarebbe alla base della decisione dei giudici del collegio, presieduto da Bruno Scicchitano. Insomma una vera e propria «bocciatura» dell' impianto accusatorio.
«Speriamo ora che questa decisione induca a qualche riflessione sulla tutela della libertà», ha commentato l'avvocato Franco Coppi, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello. Il difensore di Silvana Magalotti, l'avvocato Giosuè Naso,
sottolinea che «il dettato costituzionale prevede la presunzione di innocenza. E questi cittadini sono stati stritolati dall'indagine fatta con approssimazione e leggerezza e non con il rigore e la professionalità necessari in questi casi».
«Non è affatto un'assoluzione, ma solo una valutazione che riguarda la legittimità della limitazione della libertà personale degli indagati»: Ettore Randazzo, legale di due dei bambini della scuola di Rignano Flaminio, circoscrive la portata della decisione del tribunale. «Probabilmente è fondata sull' assenza di esigenze cautelari - osserva Randazzo - ma anche se riguardasse la mancanza di gravi indizi, si tratta sempre di una valutazione sommaria che viene fatta con lo studio di un paio di giorni di migliaia di carte. E non è una risposta sulla fondatezza dell'accusa».
E mentre il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha chiesto agli ispettori di acquisire copia dell' ordinanza di scarcerazione dei cinque indagati, («per una valutazione di quanto è accaduto alla luce delle competenze del Dicastero»), si attendono ora le prossime mosse dell'accusa. Il Pm di Tivoli Marco Mansi, una volta conosciute le motivazioni del provvedimento, che sarebbe stato accolto con comprensibile disappunto, potrebbe ricorrere in Cassazione. In ogni caso, l'inchiesta prosegue: le sei persone scarcerate sono ancora indagate, le maestre continuano aad essere sospese dall'incarico, i carabinieri continueranno gli accertamenti, e non è da escludere che il pm decida di chiedere il rinvio a giudizio per i sei indagati.

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