ILSOLE24ORE.COM > Notizie Italia ARCHIVIO

Una lobby trasversale gestiva i fondi pubblici. Dalla Calabria perquisizioni in tutta Italia

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
18 giugno 2007

«Uno scenario devastante»: è questa la situazione che sta prendendo forma dopo le perquisizioni ordinate stamattina prima a Catanzaro e poi in altre città dal Pm del capoluogo calabrese Luigi De Magistris, nell'ambito dell'operazione "Why Not". L'ipotesi del decreto di perquisizione (cui sarebbero allegate trascrizioni di intercettazioni ambientali), che prende in esame compagini societarie e flussi economico-finanziari, è che dal 2001 esista una vera e propria «lobby» in grado di gestire illegalmente ingenti finanziamenti pubblici, sia statali che europei. E questa lobby ruoterebbe a sua volta intorno alla Loggia massonica coperta di San Marino, della quale avrebbe fatto parte la maggiore parte degli indagati. L'inchiesta è stata avviata dopo che il Pm De Magistris ha interrogato una testimone informata dei fatti, che però ha voluto mantenere l'anonimato.

Gli indagati. Le perquisizioni hanno interessato in primo luogo gli uffici della Giunta regionale della Calabria, oltre agli uffici e alle abitazioni di alcuni esponenti politici. E non solo in Calabria, ma anche a Roma, Padova e Milano. Le persone indagate sono in tutto venti: tre politici della Giunta regionale calabrese - il vicepresidente della Giunta e assessore al Turismo Nicola Adamo (Ds), l'assessore all'agricoltura Mario Pirillo (Partito democratico meridionale) ed il consigliere regionale Antonio Acri (Ds) - e altre diciassette persone.

Ha subìto una perquisizione anche il generale Paolo Poletti, attuale capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza: Poletti è accusato di avere fatto parte all'epoca dei fatti in questione (dal 2001 in avanti) di un presunto gruppo di potere che avrebbe gestito affari con truffe basate sull'utilizzo di finanziamenti pubblici, statali e comunitari.
Fra i nomi delle persone raggiunte da avviso di garanzia, quelli di imprenditori come Franco Bonferroni, consigliere di amministrazione di Finmeccanica, e Pietro Macrì, presidente della società Met Sviluppo e del settore terziario della Confindustria di Vibo Valentia; politici calabresi di entrambi gli schieramenti politici, come Francesco De Grano, dirigente della Regione Calabria e responsabile del settore finanziamenti Por 2007-2013, e Salvatore Domenico Galati, componente dello staff del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli e coordinatore regionale del partito; Gianfranco Luzzo, ex assessore alla Sanità della Regione Calabria e Mario Pirillo, attuale assessore all' Agricoltura; uomini come Massimo Stellato, capocentro del Sismi di Padova, e Piero Scarpellini, imprenditore emiliano e persona indicata dal pm come «consulente» di Romano Prodi. Più precisamente, a quanto si è appreso successivamente da fonti di Palazzo Chigi, Pietro Scarpellini è un consulente, non pagato, dell'ufficio del consigliere diplomatico della Presidenza del Consiglio per i Paesi africani.

L'ipotesi di reato. Il Pm De Magistris ha ipotizzato per gli indagati, a vario titolo, reati che vanno dall'associazione per delinquere, alla truffa, alla corruzione, alla
violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete, al finanziamento illecito dei partiti. «Dall'analisi delle compagini societarie e dei flussi economico-finanziari emerge uno scenario devastante circa la gestione di denaro pubblico»: è quanto scrive il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris nelle prime pagine del «decreto di perquisizione personale e locale» eseguito dai carabinieri nei confronti dei venti indagati. «Emerge - scrive ancora De Magistris - una pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali. Le indagini preliminari hanno anche evidenziato comuni colleganze affaristiche - riscontrate anche da altra attività investigativa e dall' esame di materiale sequestrato all'esito di precedenti perquisizioni - tra società e persone riconducibili, anche indirettamente, ad amministratori pubblici facenti parte di opposti schieramenti in tal modo delineandosi un controllo, si potrebbe dire, "blindato" di fette rilevanti della spesa pubblica in settori determinanti per lo sviluppo. È emersa la costituzione di vere e proprie lobby affaristiche costituite con modalità tali da rimenere occulte , con attività dirette ad interferire sull'esercizio delle funzioni di istituzioni, amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale».


RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
8 maggio 2010
8 maggio 2010
08 Maggio 2010
8 maggio 2010
8 maggio 2010
 
Prendeva la pensione della madre morta. Arrestato
L'Indagine del Cnr nei mari italiani
IL PUNTO / Il dopo Scajola e gli interrogativi sul governo
Addio a Giulietta Simionato
VIDEO / Le dimissioni di Scajola (da C6.tv)
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-