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Fabiano Fabiani sostituisce Angelo Petroni nel Cda Rai

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10 settembre 2007

lI Ministero dell'Economia ha designato Fabiano Fabiani per sostituire Angelo Maria Petroni nel Cda della Rai. La proposta è stata accolta dall'assemblea dei soci, sbloccando di fatto il caso della tv pubblica. La richiesta di sostituzione era stata avanzata dall'azionista di maggioranza, dopo i ripetuti nulla di fatto nel consiglio di amministrazione. Nella riunione odierna, il Ministero del Tesoro (azionista di maggioranza), era rappresentato dall' avvocato Mario Stella Richter.

Angelo Maria Petroni giudica la revoca «illegittima» e annuncia che la impugnerà nelle sedi competenti. «Si tratta - denuncia Petroni - del punto di arrivo di una violenta e sistematica campagna di denigrazione e di pressione istituzionali, politiche e mediatiche, senza precedenti nella storia della Rai, che dura da più di due anni, svolta anche da parte di membri del Governo in carica, nonché di diversi membri del Consiglio di Amministrazione dell'Azienda, mirata a delegittimarmi nelle prerogative e nelle funzioni attribuitemi dalla legge».

Tuona l'opposizione. Da An l'ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri lo considera «un atto vergognoso nei confronti del quale non soltanto andranno messe in campo tutte le iniziative politiche e legali di contrasto, ma al quale si deve rispondere non pagando il canone per il 2008».
Il Coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi e il vicecoordinatore, Fabrizio Cicchitto, in una nota congiunta, chiedono «un intervento immediato del Presidente della Repubblica «in seguito ad una decisione dell'Esecutivo volta a squilibrare alla radice l'equilibrio politico della tv pubblica». E si riservano «di prendere ogni tipo di iniziative, anche le più clamorose, per reagire a questo atto così grave». Il Presidente della Repubblica ribadisce di non poter essere chiamato in causa su nessuna nomina o decisione di esclusiva competenza del Governo. Secondo quanto si apprende in ambienti del Colle, Napolitano sottolinea che se si ritiene ci siano aspetti di illegittimità in una decisione governativa è agli organi giurisdizionali che occorre rivolgersi e ai quali spetta pronunciarsi.
Per l'Udc Mario Baccini provocatoriamente suggerisce alla maggioranza: «ora che hanno rimosso Petroni, perchè non rispettano la legge Gasparri, tuttora vigente, e non procedono alla sostituzione di Petruccioli? La norma parla chiaro. Non vi può essere una parte politica che occupa tutte le poltrone».
Anche Gianfranco Rotondi (Democrazia Cristiana per le Autonomie) parla di «un atto di forza che non fa bene alla democrazia e non fa bene alla Rai», di «un blitz che lascerà il segno».

Fabiano Fabiani è presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea Spa, la municipalizzata dell'energia elettrica e della fornitura idrica di Roma, nominato l'11 maggio 2007 (la nomina è valida per un trienno), e consigliere amministrativo di Suez Environment, società del gruppo Suez che si occupa dei servizi di acqua e inquinamento. E ha già annunciato la sua decisione di rinunciare agli emolumenti spettanti alla carica di componente del Cda. In una lettera inviata al Presidente Rai, Claudio Petruccioli, Fabiani precisa inoltre l'intenzione di dimettersi da presidente dell'Associazione Produttori Televisivi.
Supermanager di grandi società italiane, Fabiano Fabiani è stato direttore generale di Iri, amministratore delegato di Cinecittà Holding, di Autostrade e di Finmeccanica, e vicedirettore generale della Rai.

Soddisfatta la maggioranza. Roberto Cuillo, responsabile informazione dei Ds definisce la nomina di Fabiani «la condizione che può ridare dignità e autonomia al servizio pubblico Rai». Giuseppe Giulietti considera Fabiano Fabiani «una figura di assoluta garanzia e, soprattutto, una persona dotata di indiscutibile autorevolezza morale e competenza professionale».
Dalla Margherita, Renzo Lusetti sottolinea come Fabiani sia «un grande uomo di grande professionalità ed un esperto di televisione». E si augura che «la sua nomina contribuisca a dare stabilità e rilanciare la Rai».
Per Sergio Bellucci, responsabile Comunicazione di Rifondazione Comunista, «il nuovo equilibrio che si è raggiunto grazie a questa nomina deve garantire il rilancio della capacità editoriale del servizio pubblico, con una particolare attenzione alla realtà sociale del Paese».
Plaude anche il Pdci: secondo Pino Sgobio, capogruppo del partito alla Camera dei Deputati «la sostituzione di Petroni pone fine ad una vera e propria anomalia» e ora la Rai può lavorare per «un effettivo pluralismo» e rilanciare «il ruolo e la natura del servizio pubblico». Soddisfatti pure i Verdi: «ci auguriamo che questa nomina segni un reale cambiamento di rotta - osserva Natale Ripamonti - affinché la Rai torni ad essere un vero e proprio servizio pubblico, non piegato da logiche di spartizione e da appetiti di privatizzazione». La scelta è condivisa da Marco Follini

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