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D'Alema cena a lume di candela con Rice. Oggi parla all'Onu

dal nostro corrispondente Mario Platero

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20 marzo 2007


NEW YORK - La cena è a lume di candela, su invito del segretario
di Stato americano. Il ristorante, l'Aquarelle, quello del Watergate Hotel, è appena
sotto l’appartamento di Condi Rice, con le vetrate che si affacciano sul fiume
Potomac, grande fiume del sud che scorre lento. Un posto suggestivo. Ma il
ministro degli Esteri Massimo D’Alema, appena arrivato dall'Italia, finito il dolce e’ subito ripartito per New York dove oggi pronuncera’ un discorso davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Da gennaio l'Italia siede nel Consiglio permanente come rappresentante di turno, fatto questo non irrilevante per Washington. Appuntamento importante dunque quello che attende oggi D’Alema, ma
non piu’ importante di questo incontro improvvisato ieri sera con il segretario
di Stato americano: subito dopo la visita, il ministro italiano ha voluto
ringraziare il Governo afghano per il ruolo avuto nella liberazione di
Mastrogiacomo. Ma, ha sottolineato, nulla sarebbe stato possibile senza - e
queste sono sue parole - «la comprensione americana». Grazie anche alla Rice
dunque, e non soltanto per la cena. Gli americani sono contrari a negoziare con i
rapitori. Ma la diplomazia e la politica suggeriscono eccezioni all'ideologia,
soprattutto di questi tempi. Anche George W. Bush poteva immaginare cosa
sarebbe successo da noi in caso di una risposta ferma ai Talebani e di una
conseguente uccisione degli ostaggi. D’Alema, visibilmente soddisfatto per il
suo incontro con il segretario di Stato, ha anche minimizzato le complicazioni
giuridiche attorno al caso Calipari o quelle per il sequestro di Abu Omar:
ieri sembravano questioni centrali nella tensione che a volte caratterizza il
nostro rapporto transatlantico con Washington. Oggi sono diventate semplici
"questioni bilaterali". Si e’ invece parlato di Medio Oriente, di Libano. Ma il
piatto forte di questa cena e’ stato un altro: la proposta italiana di aprire un
tavolo negoziale, anzi, ha voluto precisare il ministro, una conferenza
internazionale per la stabilità in Afghanistan. Sul modello di quella per
l’Iraq. Un’idea, ci ha detto, che è piaciuta molto alla signora, pardon, a
Madam Secretary. Oggi D’Alema affronterà il problema risoluzione per
l’indipendenza del Kosovo, la Russia e’ contraria. Ma anche su questo gli Stati
Uniti hanno il nostro stesso punto di vista. E la crisi di Governo di qualche
settimana fa su missione afghana e base di Vicenza appare improvvisamente molto
lontana.

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