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Sarkozy vince con il 53%: «Sarò il presidente di tutti i francesi». Scontri e proteste nella notte

di Piero Fornara

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7 maggio 2007

Meno di dieci minuti dopo la chiusura dei seggi in Francia, domenica sera alle 20, la candidata socialista Ségolène Royal ha ammesso la sconfitta e «augurato al prossimo presidente della Repubblica di portare avanti la sua missione al servizio di tutti i francesi». Nicolas Sarkozy è stato eletto con il 53,06% dei voti contro il 46,94% della sua rivale e succederà all'Eliseo a Jacques Chirac. Molto alta anche nel ballottaggio l'affluenza alle urne: oltre l'85 per cento. Gli elettori del centrista François Bayrou, buon terzo nel primo turno del 22 aprile con il 18,5% dei suffragi, si sarebbero suddivisi in parti uguali al secondo turno tra Sarkozy e la Royal, un 40% ciascuno, mentre il 20% di loro si è astenuto o ha votato scheda bianca, secondo un sondaggio Sofres per Tf1 e «Le Figaro». I due-terzi degli elettori di Jean-Marie Le Pen avrebbero votato per Sarkozy, il 15% per la Royal, mentre solo il 19% di loro avrebbe seguito l'indicazione del candidato dell'estrema destra astenendosi dal voto.

Figlio di immigrati. Il nuovo presidente francese è il primo a sedere sulla poltrona più alta di Francia pur senza avere genitori francesi. A 52 anni Nicholas Sarkozy, figlio di ungheresi, nipote di un greco di fede ebraica, è uno degli «enfant prodige» della politica d'Oltralpe. In cima ai sondaggi da metà gennaio, si è imposto con relativa agilità sulla candidata socialista nonostante - o forse proprio grazie a - la sua fama di sceriffo che ha domato con il pugno di ferro la rivolta delle Banlieue. E proprio la linea dura contro l'immigrazione clandestina e la criminalità, sono stati il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, con la quale ha cercato di intercettare il voto della base del leader di estrema destra Jean-Marie Le Pen.

Del suo programma fa discutere la proposta di riformare il diritto di sciopero (vuole introdurre il voto a scrutinio segreto per la prosecuzione di una protesta e un servizio minimo garantito nel caso di sciopero del trasporto pubblico). Per le sue posizioni filo-statunitensi si è avvalso l'appellativo di «Sarko l'americano», ma negli ultimi mesi non ha mancato di riaffermare la sua autonomia di giudizio. Sul piano personale è stato più d'una volta preso di mira a causa della crisi con la seconda moglie, Cécilia, peraltro piuttosto defilatasi nell'ultima parte della campagna elettorale. Madame Sarkozy si è fatta comunqe vedere al fianco del marito solo al termine della lunga giornata elettorale che lo ha portato alla conquista dell'Eliseo sul palco allestito per la grande festa in Place de la Concorde, dove dove circa 30mila sostenitori sono venuti ad appluadire e acclamare il nuovo capo dello Stato, danzando e cantando per tutta la notte.

L'economia.
Il leader neogollista sui temi economici si ispira alla tradizione liberista: chiede l'abbassamento delle imposte indirette, con un occhio vigile sul debito pubblico, che intende far rientrare al di sotto della soglia del 60% del Pil entro il 2012. In materia di politiche del lavoro è favorevole al mantenimento delle 35 ore come soglia minima, ma intende detassare gli straordinari (con guadagni del 25% in più per i lavoratori). Per quanto riguarda la politica estera, Sarkozy propone l'approvazione da parte del Parlamento francese di un "mini Trattato" per risolvere l'impasse, dopo il no francese nel referendum del maggio 2005 sulla Costituzione europea, ed è contrario all'adesione della Turchia all'Unione, proponendo in alternativa un partnernariato privilegiato con Ankara.

Ségolène Royal, dopo aver reso gli onori al vincitore del ballottaggio, ha affermato che il prossimo impegno del Partito socialista sono le elezioni legislative, nelle quali «avrà da svolgere tutto il suo ruolo». Lei continuerà la sua battaglia politica per il «rinnovamento della sinistra e la ricerca di nuove convergenze al di là della sinistra». Ai suoi ha detto di «conservare la fiducia, di conservare intatto l'entusiasmo». Ma il confronto nella «gauche» è già cominciato, con una scelta fra la linea sinistra-sinistra e quella sinistra-centro: un esempio c' è stato nello studio televisivo di Tf, dove erano stati chiamati a commentare la vittoria di Nicolas Sarkozy due dirigenti storici del partito socialista, Dominique Strauss-Kahn e Jack Lang - entrambi ex ministri di passati governi socialisti. Esponente dell'ala socialdemocratica del partito, apprezzato anche dal centrista François Bayrou, Strauss-Kahn - che era stato uno dei pretendenti alla candidatura socialista insieme a Laurent Fabius, entrambi battuti da Ségolène Royal - ha duramente criticato il modo in cui è stato guidato il Partito socialista negli ultimi cinque anni - con la segreteria Hollande, compagno nella vita della Royal - che non ha imboccato a suo dire la strada di una «sinistra moderna in un mondo che è cambiato».

Incidenti a Parigi e in provincia.
Atteso e un po' scontato l'impegno di Nicolas Sarkozy nel suo primo discorso ai francesi dopo la vittoria: «Sarò il presidente di tutti» ha detto, parlando ai sostenitori nel suo quartier generale, «amo la Francia e penso ai milioni di francesi che mi hanno votato». Il popolo francese, ha aggiunto «ha scelto di rompere con i comportamenti del passato e voglio renderlo orgoglioso» delle sue scelte, «lo farò con uno spirito d'unione e fratellanza, in cui ognuno si senta riconosciuto nella sua dignità di cittadino e di uomo».

Ma nella tarda serata a piazza della Bastiglia, in pieno centro di Parigi, sono scoppiati scontri e sono volati ciottoli e lacrimogeni. Migliaia di persone sono scese in piazza in diverse altre città della Francia contro la vittoria di Sarkozy: a Tolosa, Lione, Rennes, Nantes, Marsiglia, Bordeaux, Lilla, Strasburgo. In alcune manifestazioni ci sono stati anche incidenti con la polizia. Scontri ed auto bruciate, dopo l' annuncio dei risultati, anche nella banlieue parigina.

Dopo la cerimonia di investitura fra una decina di giorni, Sarkozy nominerà subito un primo ministro: circola da mesi il nome di François Fillon, ma per convincere i centristi era stato fatto anche quello dell'Udf Jean-Louis Borloo, e per mostrare l'attenzione alla parità, anche quellAa della "ministra" della Difesa uscente Michele Alliot-Marie. Il presidente nominerà poi un Governo ristretto: 15 ministri, fra cui, ha promesso in campagna, almeno sette donne. Ha parlato della creazione di un ministero dell'Immigrazione e dell'Identità nazionale. Poiché la popolazione lo ha eletto, Sarkozy ovviamente conta di ottenere una maggioranza alle legislative in programma il 10 e 17 giugno.

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