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Perù: sono più di 500 i morti
per il terremoto. Nuova forte
scossa nella regione di Ica

di Piero Fornara

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17 agosto 2007

DOCUMENTO / L'area colpita dal sisma


In Perù due lunghe scosse di terremoto a partire dalle 18.41 locali di mercoledì 15 agosto (le ore 1,41 italiane di giovedì), rispettivamente di magnitudo 7,9 e 7,5 della scala Richter, hanno seminato morte e terrore: sono 510 le vittime accertate e 1.500 i feriti. L'epicentro del sisma è stato localizzato in mare, a circa 200 chilometri a sud di Lima e di fronte alle città di Pisco e di Ica, ma il terremoto è stato avvertito in quasi tutto il Paese. Dopo le scosse in Perù, Ecuador, Cile e Colombia era stato lanciato un allarme tsunami, rientrato dopo qualche ora.

Venerdì è avvenuta alle 8.18 (le 15.18 italiane) una forte scossa di assestamento, di magnitudo 5,5 gradi della scala Richter, nella Regione peruviana di Ica, la più colpita dal terremoto di Ferragosto. Il movimento tellurico è stato percepito anche nella capitale Lima, dove ha provocato nuovo allarme nella popolazione. L'epicentro della nuova scossa è stato localizzato a 70 chilometri a ovest di Pisco, a una profondità di 23 chilometri, secondo l'Istituto geofisico del Perù. Sono state oltre 300 le scosse di assestamento registrate in due giorni.

Tanta paura anche a Lima. Mercoledì sera gli edifici di Lima hanno tremato per almeno 20 secondi, provocando il panico fra la popolazione che è corsa in strada. Molti gridavano, piangevano e si abbracciavano per darsi coraggio. Le sirene delle ambulanze hanno risuonato tutta la notte per le strade della capitale peruviana.

La città di Pisco, la più vicina all'epicentro del terremoto, è distrutta al 70%: lo ha riferito il sindaco Juan Mendoza Uribe. A Ica, per tutta la notte totalmente immersa nel buio, la gente, disorientata ed impaurita per il timore dei gruppi di sciacalli che sono entrati in azione, si è raccolta in zone aperte con le poche cose che ha potuto recuperare dalle case crollate. Qui è inoltre crollato il santuario del Senor de Luren, una costruzione del XVI secolo al cui interno si trova tra l'altro la venerata immagine del patrono della città. «Al momento del sisma - spiega il sacerdote Carlos Henao - i fedeli stavano uscendo dalla chiesa al termine dell'eucarestia, ancora non sappiamo con certezza se ci sono state vittime; nonostante i crolli - ha proseguito padre Henao - che hanno fatto cadere le numerose immagini della chiesa, quella del Signore di Luren è rimasta incredibilmente intatta».

È difficile raggiungere la zona del sisma perché parte dell'autostrada panamericana, lungo la costa, è impraticabile e malviventi aggrediscono chi arriva, come hanno raccontato i soccorritori alla radio. Un'emittente televisiva ha reso noto anche la fuga di oltre 660 detenuti dalla prigione di Tambo de Mora a Chincha, altra località fortemente colpita dal movimento tellurico.

Sisma del 1970 a Huaraz fece 70mila morti. Si tratta del terremoto più forte registrato in Perù da quasi 40 anni, avvertito su tutta la Cordigliera andina. Il presidente peruviano Alan Garcia ha dichiarato lo stato di emergenza e chiuso le scuole nella regione di Ica, mentre i soccorritori cercano di raggiungere anche le zone più isolate del sud. In un discorso alla tv nazionale, Garcia, senza citare numeri, ha cercato di riportare la calma e ha dichiarato che «fortunatamente» non c'è stato un elevato numero di vittime per un evento di tale portata. Garcia ha ricordato il sisma del 1970 che colpì la località montuosa di Huaraz (capoluogo della regione di Ancash) quando rimasero uccise più di 70mila persone.

Il nostro ministero degli Esteri quantifica in 29mila gli italiani, la maggior parte dei quali con doppia cittadinanza, residenti in Perù; 500 sono viaggiatori temporanei che si sono registrati al sito www.dovesiamonelmondo.it, ma sulla base di altre informazioni provenienti anche dai tour operator si calcola che siano circa 2.500 i turisti al momento presenti nel Paese latinoamericano.

Rimpratriata un'italiana lievemente infortunata. Nel primo pomeriggio di giovedì 16 agosto l'ambasciatore italiano a Lima Fabio Claudio De Nardis ha confermato a SkyTg24 che non ci sono notizie che possano indicare vittime italiane. L'ambasciatore ha poi ricordato i concitati attimi del terremoto. «È iniziato verso le 18.40 ed è durato oltre due minuti: anche se la città di Lima è purtroppo in zona sismica era più di un anno che non si registrava una scossa. La gente è stata ovviamente presa di sorpresa». La popolazione, però, ha saputo come comportarsi. «Devo dire che non ci sono state scene di panico, la gente di Lima ha visto che non ci sono stati crolli, anche se nelle case si sono aperte delle fessure provocate dal movimento sismico - ha concluso De Nardis - Per fortuna non ci sono stati neanche incidenti stradali, anche se dalle colline che sono dentro la città, i cosiddetti serros, cadevano dei sassi che ingombravano alcune strade. Gli automobilisti hanno saputo mantenere il sangue freddo».

Venerdì si è saputo che sono feriti, ma in maniera lieve, due degli italiani che si trovavano nella zona di Ica: lo ha riferito la responsabile dell'Unità di crisi della Farnesina Elisabetta Belloni. Si tratta di una donna e di un ragazzo, ma è «solo un lieve infortunio», afferma la Belloni, «la signora ha riportato una storta e sta già tornando in Italia con un volo di linea». L'altro connazionale si trova tuttora in albergo. Al momento del terremoto, circa un centinaio di italiani si trovavano nella zona di Ica, secondo la portavoce della Farnesina.

«Non possiamo nascondere un pizzico di preoccupazione, perché «la situazione sul posto è difficile, ma continuiamo a lavorare con professionalità» ha proseguito Elisabetta Belloni, secondo cui è stato già predisposto un piano per il rimpatrio degli italiani, che scatterà però solo se fossero trovati italiani feriti gravemente o deceduti. Le autorità italiane hanno mobilitato il console e l'ambasciatore in Perù, le operazioni di ricerca sono condotte non solo dallo staff consolare, ma anche da personale locale assunto specificatamente. Ieri erano stati individuati due gruppi di italiani, nella zona di Ica grazie alle segnalazioni dei Tour operator e delle famiglie dei turisti.

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