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| Un'agenda vincolante per la politica e le imprese |
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Costruire una strategia di regole e di consenso per riportare il Paese su un percorso di
crescita: è questo l'obiettivo del decimo convegno organizzato dai Giovani imprenditori a Capri venerdì 7 e sabato 8 ottobre.
Titolo dell'incontro di quest'anno è «Futuro aperto. La governance del coraggio per l'Italia che vorremmo». Da uno stesso presente può infatti scaturire più di un futuro, secondo gli «under 40» di Confindustria. «Rilancio o declino, apertura al mondo o chiusura nei recinti domestici: il destino dell'Italia nei prossimi anni (...) dipende dal coraggio con cui il ceto dirigente del Paese si assumerà la responsabilità di scelte nette e non necessariamente popolari».
A Capri, nella relazione di apertura, il presidente dei Giovani imprenditori Matteo Colaninno chiederà alle forze politiche della maggioranza e dell'opposizione di adottare un'agenda vincolante per l'innovazione e lo sviluppo, offrendo in cambio l'impegno delle imprese a fare la loro parte sulla stessa strada. Dopo Colaninno, nel pomeriggio di venerdì, sono previsti gli interventi del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e del leader della Margherita Francesco Rutelli. La mattinata di sabato vedrà invece la partecipazione, tra gli altri, del segretario generale dei Ds Piero Fassino e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, oltre che del numero uno di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Invitata come ospite straniera Laurence Parisot, che dal luglio scorso ha assunto le redini del Medef (l'associazione degli industriali francesi, che per la prima volta nella sua storia è adesso guidata da una donna). A chiusura dei lavori, come di consueto, ci sarà la replica di Colaninno.
«L'Italia soffre di una grave crisi di governance, che determina l'inedeguatezza e l'inefficienza degli strumenti per affrontare la recessione e, conseguentemente, aggrava la perdita di credibilità delle classi dirigenti preso l'opinione pubblica» ha detto la presidente degli industriali campani Carmen Verderosa, che farà gli onori di casa a Capri, nella presentazione alla stampa del convegno. «I problemi si accentuano nel Mezzogiorno, dove la bassa competitività d'impresa e l'inefficienza della Pubblica amministrazione rischiano di provocare un corto circuito, deprimendo un'economia già asfittica». Servono, dunque, nuove regole che facciano rispettare la trasparenza e il ripristino della legalità, oltre a una nuova rete di infrastrutture per vendere la propria professionalità anche all'estero.
Il bacino del Mediterraneo, spiega al «Sole 24 Ore online» Carmen Verderosa, «nei prossimi anni è destinato ad acquisire una nuova centralità economica e geopolitica e il Sud Italia, in questo contesto, potrà giocare una carta molto importante, anche se oggi presenta ancora una fotografia a tinte fosche: gap da recuperare, mancanza di infrastrutture, nanismo imprenditoriale». C'è poi un'ultima opportunità da cogliere: i fondi strutturali europei. «Noi pensiamo - prosegue Verderosa - a una visione unitaria che parta in sede Ue a Bruxelles, passi attraverso il Governo centrale e arrivi alle regioni interessate del Mezzogiorno». Nel novembre 1995, con la dichiarazione finale della conferenza di Barcellona, fra i quindici Paesi allora membri della Ue e dodici Paesi della riva Sud è nato un partenariato euromediterraneo per creare uno spazio comune di pace e di stabilità e instaurare gradualmente un'area di libero scambio entro il 2010. In occasione del decennale ci sarà una riunione straordinaria ad alto livello sempre a Barcellona, dal 27 al 29 novembre. Finora se il bilancio è stato deludente per quanto riguarda gli investimenti e il livello di vita nei Paesi della riva Sud (rimasti pressoché quelli di alora), gli scambi commerciali hanno ricevuto un forte incremento. «Mentre altri Mezzogiorni d'Europa, dalla Spagna ai nuovi Paesi dell'Est europeo, già si sono attrezzati, valorizzare in un'ottica mediterranea - conclude Verderosa - le tante potenzialità e i giacimenti nascosti del nostro Mezzogiorno è la sfida che abbiamo di fronte e di cui vogliamo parlare a Capri».