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Con OneBip il cellulare diventa una carta di credito

di Gianluigi Torchiani

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27 marzo 2007


Il cellulare sta per diventare la nostra carta di credito per le piccole spese. La riunione odierna dei ministri economici dell'Ue varerà la nuova direttiva sui servizi di pagamento che, tra le tante cose, renderà possibile pagare le piccole spese semplicemente scalando gli addebiti dal credito del telefonino. Un sistema di questo tipo è operativo già da alcuni anni in Gran Bretagna, dove dal 2004 opera OneBip, una società interamente italiana specializzata nei micropagamenti on line. Il Sole 24 Ore.com ha sentito Diego Mortillaro e Marko Marras, rispettivamente presidente e Ceo della società.

Cosa sono esattamente i micropagamenti sul web e perché pensate che possano essere una fonte di business?

(Mortillaro): «I micropagamenti sono tutte quelle transazioni in linea di massima di valore inferiore ai 10 euro. Sul web esistono una miriade di siti medio-piccoli che offrono servizi e prodotti per cui richiedono il pagamento di somme di questo genere. Penso ad esempio ai siti di dating, ma anche ai portali che ospitano giochi di ruolo on line o persino agli artisti emergenti dotati di un blog che mettono in vendita i propri contenuti. Si tratta di un mercato in forte espansione, destinato a raggiungere i 18 miliardi di dollari di valore entro il 2010, che però sino a oggi è stato frenato dal fatto che gli utenti sono riluttanti a rivelare il numero della propria carta di credito per cifre così basse. In questo quadro si inserisce la nostra offerta».

Come funziona esattamente OneBip per l'utente comune?
(Marras) «A differenza di altri sistemi presenti sul mercato, per usare OneBip non è necessario possedere un conto bancario o una carta di credito. Nei paesi dove il sistema è già in funzione, come la Gran Bretagna, la persona che sceglie One Bip si vede addebitato il valore della transazione sulla propria bolletta telefonica, oppure l'importo viene scalato direttamente dal credito del cellulare. Una volta ricevuto l'Sms di notifica che conferma la riuscita della transazione, l'utente viene automaticamente reindirizzato alla pagina web di partenza, dove a questo punto potrà avere libero accesso al contenuto desiderato».

Non esiste quindi nessun sistema di registrazione?

(Mortillaro): «In realtà OneBip prevede un semplice sistema di configurazione on line, che dura poco più di un minuto. In questo modo siamo in grado di garantire la sicurezza dell'utente, che rivela a noi e non a un sito Internet terzo un dato sensibile come il proprio numero di cellulare. La persona registrata ha inoltre la possibilità di consultare online lo storico degli acquisti e monitorare le spese effettuate tramite il telefono cellulare. In caso di disservizi nella transazione siamo sempre noi a intervenire».

Ma è necessario possedere un tipo di telefonino particolare o essere abbonati a un certo operatore telefonico?

(Mortillaro): «No, non è necessario niente di tutto questo. Nei paesi dove questo tipo di pagamento è legale già da alcuni anni, come in Gran Bretagna e Germania, OneBip è accessibile a tutte le persone che possiedono un telefono cellulare, e infatti abbiamo stretto accordi con tutte le compagnie di telefonia mobile. Appena la normativa europea entrerà in vigore anche in Italia, offriremo lo stesso tipo di servizio anche nel nostro paese, dove abbiamo già riscontrato una buona disponibilità da parte degli operatori mobili. La nostra intenzione è quella di coprire i principali mercati Internet entro la fine del 2008».

Come funziona OneBip per i proprietari dei siti Internet che accettano di introdurre questo sistema di pagamento? Quali sono i costi e i vantaggi?

(Marras): «Uno dei vantaggi per i proprietari di siti web è che possono attivare OneBip in totale autonomia, semplicemente registrandosi al nostro sito (anche se OneBip controlla che il contenuto dei portali sia conforme alle leggi nazionali sulle transazioni, ndr), e in più il fatto che il nostro sistema non presenta in partenza costi d'attivazione. I costi variano da paese a paese, ma diciamo che alla nostra società spettano circa il 15-20% dei volumi di transazioni generati che, una volta attivato OneBip, tendono ad aumentare in maniera consistente».

Esiste la possibilità che gli utenti di OneBip tendano a ridurre il proprio traffico telefonico?

(Mortillaro): «In Inghilterra questo fenomeno non si è assolutamente verificato, i nostri utenti mantengono i loro volumi di traffico inalterati, forse proprio perché si sono abituati a considerare il cellulare come un vero e proprio sistema di pagamento, alternativo e complementare alle carte di credito o a Paypal».

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