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Damiano: «La crisi ha congelato 5 tavoli di concertazione»

di Claudio Tucci

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29 gennaio 2008

La crisi di governo ha congelato cinque tavoli di concertazione che sarebbero stati avviati a
breve con le parti sociali (riforma dei contratti, rinnovi contrattuali, salari, sicurezza nei luoghi di lavoro, prezzi e tariffe). Per questa ragione, chi ha negato la fiducia all'Esecutivo si è assunto una grande responsabilità, causando un danno al paese. È il parere del ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ha illustrato a Palazzo Chigi gli interventi sul welfare del Governo Prodi. Risanamento, rilancio della competitività e riduzione del costo del lavoro. Ma non solo. Anche e, soprattutto, tutela dell'anello debole del mercato del lavoro, donne, giovani, cittadini over 50enni e pensionati a basso reddito. Senza dimenticare, infine, gli interventi strutturali di promozione della buona occupazione e la lotta senza quartiere alle varie forme di lavoro nero. Il ministro si augura, poi, che, a prescindere dal colore politico del nuovo Esecutivo, dall'agenda di Governo non scompaiano importanti temi del lavoro, che necessitano ancora di interventi strutturali, dalla riduzione della pressione fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori, all'equità, fino ad arrivare alla sicurezza del lavoro.

Tra le azioni fondamentali del Governo sul welfare, il ministro ricorda gli interventi a favore della promozione dell'occupazione femminile e sulla tutela della maternità a rischio, destinati a interessare una platea, rispettivamente, di 10 milioni di donne e 4.500 lavoratrici iscritte alla gestione separata per anno. Dal 1° gennaio 2008, da segnalare l'ampliamento temporale del congedo di maternità/paternità in caso di adozioni e affidamenti, che passa a 5 mesi (dai 3 mesi precedenti), fruibili anche in modo frazionato e, in caso di adozioni internazionali, anche prima dell'ingresso del minore nel Belpaese.

Per quanto riguarda i giovani, Damiano pone l'accento soprattutto sulla normativa di favore in tema di riscatto della laurea. Da gennaio, una neolaureata di 25 anni in cerca di lavoro e senza redditi, potrà riscattare il proprio titolo di studio senza attendere il lavoro. Prima, era impossibile in assenza di un rapporto di lavoro, oggi si versa un contributo fisso di 4.500 euro per ogni anno riscattato, rateizzabile in 10 anni senza interessi. «Il riscatto - sottolinea Damiano - è ora valido ai fini dell'importo della pensione e anche dell'anzianità contributiva, facendo raggiungere, cioè, prima il requisito per la pensione». Il contributo pagato può essere utilizzato fiscalmente (detrazione del 19%) sia direttamente dal giovane, sia dai suoi genitori.

Damiano evidenzia, poi, gli interventi sulla perequazione delle pensioni, che coinvolgono 4.530.432 pensionati, con una spesa di 1.341.000 di euro, 33 milioni in più rispetto all'anno precedente. Nel 2008, prosegue il ministro, aumenterà anche l'importo della somma aggiuntiva, una sorta di "quattordicesima", che passerà dai 317 euro pro capite del 2007, ai 388 euro, con un aumento di circa 70 euro. Novità positive, infine, anche per il bonus ai soggetti incapienti (persone con imposta netta pari a zero): accanto ad una tantum di 150 euro pro capite, previsti ulteriori 150 euro per ciascun familiare a carico.

Il ministro sottolinea, poi, le novità sul fronte degli ammortizzatori sociali, in vigore dal 1° gennaio 2008. E così, nel caso di un lavoratore, con una retribuzione annua lorda di 21mila euro, che perde il lavoro, se ha un'età inferiore a 50 anni, percepirà un'indennità di disoccupazione annua di 6.752 euro, aumentata di circa 2mila euro rispetto all'anno scorso. Se il lavoratore ha un'età superiore ai 50 anni, la sua indennità passerà da 7.689 euro a 9.552 euro.

Per quanto riguarda, infine, la riduzione del costo del lavoro, Damiano sottolinea come, grazie al cuneo fiscale, operativo da luglio 2007, un'impresa del centro nord con 10 lavoratori assunti a tempo indeterminato, con retribuzione lorda annua di 25mila euro, risparmia 533 euro l'anno per ciascun lavoratore. Il risparmio è addirittura maggiore per un'impresa del centro sud, che, dalla nuova misura introdotta, trae benefici pari a 765 euro l'anno per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato con retribuzione di 25mila euro l'anno.

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