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Crescita europea dimezzata
nel quarto trimestre 2007

di Beda Romano

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Venerdí 15 Febbraio 2008

L'economia europea ha chiuso il 2007 in rallentamento, forse meglio del previsto ma sempre frenata da un prezzo del petrolio elevato e da una congiuntura mondiale indebolita dalla crisi negli Stati Uniti. Nel suo bollettino mensile pubblicato ieri, la Banca centrale europea è tornata a mettere l'accento su un doppio binario: la crescita debole e l'inflazione elevata.
Secondo i dati di Eurostat, il braccio statistico dell'Unione europea, il prodotto interno lordo della zona euro è cresciuto dello 0,4% nel quarto trimestre dell'anno scorso, dallo 0,8% messo a segno tra luglio e settembre. Su base annua, l'Unione monetaria è crescita nel 2007 del 2,7%, in leggero rallentamento rispetto al 2006 (2,8%).
Questi dati mostrano come l'economia europea sia in una fase di frenata, peraltro ammessa dalla stessa Bce nel bollettino pubblicato ieri. All'inizio di marzo, l'istituto monetario dovrebbe rivedere al ribasso le sue previsioni di crescita per il 2008. Per ora punta su un'espansione dell'economia del 2,2%, una stima destinata probabilmente a scendere intorno all'1,8 per cento.
A colpire in modo particolare è il rallentamento tedesco: il Pil è cresciuto di appena lo 0,3% tra ottobre e dicembre, mentre nel terzo trimestre la crescita era stata dello 0,7 per cento. A influenzare l'andamento dell'economia tedesca sono stati i consumi deboli, su cui ha pesato l'inflazione elevata.
Nella Repubblica federale, i prezzi al consumo stanno aumentando in questo periodo del 3% annuo. Alcuni prodotti indispensabili, come il burro, sono saliti del 45 per cento. In altri settori, invece, la situazione è rimasta solida: gli investimenti continuano ad aumentare e il contributo delle esportazioni è rimasto positivo nel quarto trimestre del 2007.
Male è andata anche la Francia. Molto meglio invece i Paesi minori della zona euro, come l'Olanda o l'Austria. «Le piccole economie hanno salvato quelle grandi», spiega Holger Schmieding, economista di Bank of America, che si aspetta nei primi sei mesi di quest'anno una crescita di appena lo 0,2% su base trimestrale.
«La fase di decelerazione dell'economia spagnola sarà breve e non impedirà nei prossimi anni al Pil di crescere velocemente», ha detto ieri il ministro dell'Economia, Pedro Solbes, che incoraggia a credere in un rilancio della Spagna a breve e nel suo potenziale di crescita «che è - ha detto - più vicino al 3,5% che al 3 per cento». Nel 2007, l'espansione dell'economia è stata del 3,8 per cento.
Secondo Silvia Pepino, economista di Jp Morgan, l'Europa sta assistendo a «una decelerazione, graduale ma visibile» della crescita del Pil. L'economista della banca d'affari americana ammette che il dato del quarto trimestre è migliore del previsto, ma teme una revisione al ribasso allo 0,3% per via di dati italiani che potrebbero essere peggiori del previsto (l'Istat li pubblicherà il 29 febbraio).
Secondo queste prime stime, l'Eurozona ha comunque fatto meglio degli Stati Uniti nel 2007, crescendo del 2,7% rispetto al 2,2% americano (per la prima volta dal 2001), ma le cose potrebbero peggiorare prima di migliorare. Nel suo bollettino mensile, la Bce ha reso note le stime degli economisti di mercato, che hanno rivisto al ribasso le previsioni 2008 dal 2,1 all'1,8 per cento.
L'istituto monetario ha ammesso tra le righe una situazione di leggera stagflazione nella zona euro, dove l'economia è caratterizzata da un'inflazione relativamente elevata e una crescita in chiaro indebolimento. In questo senso, ha messo l'accento su un leggero aumento delle aspettative sui prezzi a lungo termine, salite in tre mesi dall'1,93 all'1,95 per cento.
Dalla lettura del bollettino emerge evidente la continua preoccupazione della Bce di una spirale prezzi-salari nella zona euro. Quest'ultima paura sembra per ora prevalere sui timori relativi alla crescita. Un appello di Berthold Huber, il presidente del sindacato metalmeccanico dell'Ig Metall, per una rapida riduzione del costo del denaro, oggi al 4%, rischia di rimanere inascoltato.
beda.romano@ilsole24ore.com

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