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Il multijet 1.3 frena la corsa Fiat. 4 mila addetti in libertà

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22 Febbraio 2008

L'interruzione della produzione del motore diesel multijet 1.3, prodotto in Polonia, sta avendo pesanti ripercussioni anche negli stabilimenti Fiat italiani. Ieri circa 4mila operai sono stati messi in libertà per mancanza di lavoro. Perchè il motore viene montato su numerose vetture del gruppo piemontese. A partire dalla Grande Punto, che esce dalle linee di Melfi e Mirafiori, per proseguire con la Punto "classica" (cioé il vecchio modello prodotto solo a Mirafiori), la Cinquecento, la Lancia Musa e la Fiat Idea (sempre nello stabilimento torinese) nonché la Lancia Ypsilon (Termini Imerese). Il propulsore è montato anche sulle Opel Agila e Corsa.

Ovviamente non è l'intera linea a bloccarsi poiché tutti i modelli hanno anche altre motorizzazioni che vengono prodotte regolarmente. Ma l'annuncio della mancata produzione ha contribuito (insieme alla nomina di Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, alla vicepresidenza dell'Ubs) al calo in Borsa del titolo Fiat (-1,1%). D'altronde il ritardo nelle consegne delle vetture che montano il multijet – fabbricato nello stabilimento congiunto con Gm – penalizzerà ulteriormente le immatricolazioni del gruppo Fiat a febbraio. Perché i modelli penalizzati sono tra quelli più venduti (oltre 224mila Punto e quasi 70mila Ypsilon nel 2007, considerando anche i motori a benzina) e il problema si aggiunge alle fermata dello stabilimento di Pomigliano, dove è in corso la ristrutturazione dell'unità produttiva. Senza dimenticare che il Centro studi Promotor ha segnalato che le consegne dei primi 15 giorni del mese registravano un netto calo rispetto allo scorso anno.
Mancano, inoltre, certezze sui tempi necessari per risolvere l'inconveniente. Al Lingotto ricordano che il motore viene prodotto da alcuni anni e non si sono mai registrati problemi particolari. Potrebbe dunque trattarsi di un piccolo particolare difettoso in una consegna. Oppure, come sostengono gli scettici, il problema potrebbe essere più grave e strutturale, legato alla temperatura del motore.
Per il momento, però, il Lingotto non ritiene di dover avviare una campagna di richiamo delle vetture. E questo farebbe pensare appunto a una partita difettosa, con un problema facilmente risolvibile e che comporterebbe solo ritardi nelle consegne. Tra l'altro in Fiat si assicura che la fermata è puramente cautelare, perché non è per nulla sicuro che il difetto comporti delle conseguenze nell'utilizzo del motore. Ma per precauzione si è deciso di bloccarlo e per ragioni di trasparenza lo si è comunicato al pubblico.
Anche sul fronte sindacale si preferisce attendere e si evita anche di infierire sottolineando che da tempo gli stessi sindacati avevano inutilmente chiesto di destinare a Mirafiori la produzione di un propulsore per completare il ciclo dell'auto.
(di A.Gr.)

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