ILSOLE24ORE.COM > Notizie Economia e Lavoro ARCHIVIO

Con 39 giorni a testa Roma capitale delle assenze facili

di Gianni Trovati

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
3 Marzo 2008

A Roma se n'è accorto anche l'assessore al personale Lucio D'Ubaldo, che quest'inverno ha denunciato: «L'assenteismo ci costa 100 milioni all'anno, quasi come una manovra del bilancio comunale».

Quello che forse ancora non sapeva è che il Campidoglio è il primo Comune capoluogo d'Italia in fatto di diserzioni da parte dei dipendenti: 38,9 giorni pro capite nel 2006. Mettendo nel conto anche le ferie e i permessi retribuiti, la cifra decolla fino a 68,5 giorni: il dipendente medio del Campidoglio, statisticamente, evita l'ufficio più di 27 volte in 100 giorni lavorativi. E con Rieti (al secondo posto con 37,3 giorni per dipendente) e Viterbo (33,4 giorni), la Capitale completa un podio tutto laziale nell'assenteismo comunale.

Ma Roma non è un caso isolato nel mondo delle autonomie. Che nelle ultime rilevazioni dell'Economia, riferite al 2006, vedono le assenze spiccare il volo e portare il comparto verso le vette delle classifiche degli uffici vuoti. Nei Comuni capoluogo di provincia le giornate lontano dalla scrivania si sono impennate nel 2006 sopra quota 4,2 milioni, cioè 25,6 per ogni dipendente in servizio (contando per metà i part time), con un aumento del 7,3% rispetto all'anno prima. Ma si difendono bene anche i quasi 30mila dipendenti delle Province, che in media hanno abbandonato i colleghi (chi c'era) per 22,7 giorni all'anno. L'aumento in un anno, per loro arriva al 13,3 per cento. Più «virtuosi», a quanto pare, i 50mila regionali, che fanno marcia indietro e riducono gli abbandoni alla scrivania sotto i 20 casi l'anno. Stakanovisti. Della Sicilia, invece, non è dato sapere, perché la Regione continua a non rispondere ai monitoraggi di Via XX Settembre.

Ma se dal Campidoglio ci si sposta in Via Cristoforo Colombo, dove gli uffici hanno lo stemma della Regione Lazio, la situazione non cambia. Anche lì i 32,5 giorni lontano dalla scrivania totalizzati per dipendente regalano il primo posto in classifica. Anche in Regione, dopo il primato emerso lo scorso anno (si veda Il Sole 24 Ore del 27 aprile 2007) l'assessorato ha provato a correre ai ripari, affidando al dipartimento di Pietro Ichino un progetto per aumentare l'efficienza. I risultati, però, si vedranno nei prossimi anni. Solo in Provincia le vette dei tassi di assenza trascurano il Lazio, e con l'eccezione di Pescara (medaglia d'argento, con 27,8 giorni a testa) puntano dritti a Sud: Brindisi primeggia (32,4 giorni), seguono Vibo Valentia, Ragusa e Crotone.

A gonfiare i dati dell'assenteismo «legale» (cioè quello riportato nelle tabelle ufficiali) sono i certificati medici. Una pioggia in tutti gli enti ai primi posti delle graduatorie, che diventa torrenziale al Comune di Vibo Valentia: anche nel 2006 i 284 dipendenti del municipio calabrese hanno totalizzato 25,1 giorni di malattia a testa, riuscendo nell'impresa di battere (anche se di poco) il record assoluto del 2005 e di relegare al secondo posto i 22,5 giorni passati ufficialmente con il termometro in bocca da ogni lavoratore del Campidoglio.

Ma dietro a questi numeri c'è anche l'assenteismo-ombra, che non compare nelle rilevazioni perché mancano i controlli (in alcuni Comuni, anche grandi, compaiono ancora i vecchi fogli presenza) o perché l'unica spinta ad andare in ufficio è il cartellino, timbrato il quale ci si può anche dedicare ad altro. Lo strumento più classico è ancora il blitz. I carabinieri (di solito, ma c'è anche la Guardia di Finanza) arrivano di buon'ora negli uffici, spulciano i registri delle presenze e denunciano a piede libero chi è in ufficio solo sulla carta (l'ultimo si è verificato lunedì scorso a Grazzanise, provincia di Caserta).

Ma non mancano i tentativi di intervenire prima delle guardie. C'è chi, come il leghista Paolo Speranzon quando era assessore al Personale alla Provincia di Treviso (oggi è allo Sport), decise di spalancare tutte le porte degli uffici per tenere sotto controllo i potenziali assenteisti e allontanarli dalla tentazione di «imboscarsi per ore». Oppure chi ha puntato sulla tecnologia, come il sindaco di Giugliano in Campania (110mila abitanti in provincia di Napoli), con l'aiuto di badge che riconoscono le impronte digitali dei dipendenti (ma il Garante della privacy nel luglio scorso ha bocciato l'uso dei dati biometrici in funzione antifrode, autorizzandolo solo per disciplinare l'accesso in «aree sensibili»).

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 aprile 2010
6 maggio 2010
 
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-