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Undici anni per un'opera pubblica

di Alessandro Arona

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8 Aprile 2008

Per realizzare un'opera pubblica di valore superiore ai 50 milioni di euro nel settore dei trasporti ci vogliono in Italia mediamente 3.942 giorni, quasi 11 anni (10 anni, 9 mesi e 15 giorni). Per la progettazione se ne vanno in media 1.204 giorni (3 anni e 4 mesi), per l'appalto (gara e aggiudicazione) 365 giorni (un anno preciso), mentre per realizzare materialmente l'opera ci sono voluti 2.372 giorni, sei anni e mezzo. I tempi migliorano invece per le opere medie, 7 anni, due mesi e 15 giorni per quelle tra 10 e 50 milioni di euro, e per quelle piccole, 4 anni e mezzo per quelle tra 5 e 10 milioni. Per quasi tutte, comunque, emerge una pressoché sistematico sforamento delle previsioni temporali iniziali, in media del 30-40%.
I dati emergono dallo studio «I tempi di attuazione delle opere pubbliche» elaborato dal Dipartimento politiche di sviluppo (Dps) del Ministero dello Sviluppo Economico. È la prima volta che lo studio viene realizzato dal Dipartimento sviluppo (che fino a metà 2007 faceva capo al ministero dell'Economia), e soprattutto è la prima volta che un'indagine sulle opere pubbliche riguarda non un campione di alcune centinaia di casi, come avviene di consueto, ma su ben 14mila casi.
Lo studio ha per oggetto le opere pubbliche contenute in Accordi di programma quadro (Apq), il meccanismo introdotto a fine anni novanta dall'allora Ministro dell'Economia Carlo Azeglio Ciampi per definire in un documento tra lo Stato, la Regione e gli enti locali interessati, tutte le opere finanziate in tutto o in parte con risorse statali o europee. Ci rientrano dunque i programmi con fondi strutturali per il Sud, ma anche i programmi Anas o Rfi o altre opere finanziate dallo Stato. Non invece le opere della legge obiettivo, che il Governo Berlusconi escluse dall'ambito degli Apq. Ma troviamo comunque nello studio opere che sono anche in legge obiettivo: ad esempio un macrolotto della Salerno-Reggio Calabria e uno della 106 Ionica, la Catania-Siracusa, due tratte della Variante di Valico Firenze-Bologna, l'alta capacità Bologna-Firenze, il nodo di Firenze, il quadruplicamento della ferrovia Palermo-Messina e della Milano-Brescia, primo tratto. Il primo dato che emerge dallo studio, oltre ai tempi lunghi, è una correlazione diretta tra importo delle opere e durata, per tutte e tre le fasi: progettazione (che comprende la Via e l'approvazione in conferenza di servizi), appalto, lavori.
In media, per tutte le 14mila opere monitorate, «ci vuole – osserva il ministero dello Sviluppo Economico – circa lo stesso tempo per progettare e appaltare un'opera che per realizzarla materialmente». Con alcune differenze, però. Per le grandi opere di trasporto, quelle sopra i 50 milioni, i tempi dei lavori, 6,5 anni in media, superano di gran lunga quelli di progettazione e appalto, 4,3 anni in tutto. Ma la quota dei lavori sul totale del tempo scende man mano che scendono gli importi. Nel settore ambientale, invece, avviene il contrario: mentre per le opere di importo maggiore, oltre i 50 milioni, i lavori pesano per il 40% del tempo, questa quota sale al 50% circa, stabile, per le opere sotto i 10 milioni.
Lo studio del Ministero dello Sviluppo economico avanza anche una originale proposta per velocizzare i tempi di realizzazione: stabilire un “Benchmark”, un valore obiettivo, cioè, per ogni fase e per ogni classe di importo, e per categorie di opere. Rispetto a tempi dello studio, il Benchmark sarebbe fissato al 25° percentile partendo dalle migliori performance, le opere più veloci. Sarebbe cioè il tempo impiegato dall'opera numero 25 in una classifica di 100, che ha fatto cioè peggio del 24% più veloce e meglio del 74% più lento. Per le grandi opere di trasporto, ad esempio, si tratterebbe di passare da 10,8 anni medi a 7,3, per quelle 10-50 milioni da 7,2 a 4,5 anni. «L'altra importante innovazione – sostiene Aldo Mancurti, curatore dello studio e attuale direttore per la vigilanza del ministero dello Sviluppo – potrebbe essere l'accorpamento dei tre ministeri delle Infrastrutture, dei Trasporti e dell'Ambiente, misura in grado di incidere su una delle fasi più delicate della vita di un'opera, quella di approvazione».

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