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I commenti alle considerazioni finali del Governatore

a cura di Nicoletta Cottone

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31 maggio 2008

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Antonio Marzano, presidente del Cnel. Una relazione quella di Draghi che sottolinea «la necessità di regolare meglio il mercato ma soprattutto una relazione che denuncia i ritardi strutturali sui quali intervenire per aumentare il tasso di sviluppo del paese. Dalle infrastrutture alla liberalizzazione dei servizi, insomma, tutto quello che serve per rilanciare il sistema Paese».

Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Fiat e Ferrari. «Condivido dalla prima all'ultima parola». Secondo Montezemolo, è stato importante l'accento su produttività, riduzione della spesa pubblica e all'importanza dei giovani per il Paese. «Credo che il richiamo ai giovani, il richiamo alla voglia di questo paese e alle grandi capacità che ci sono, siano uno stimolo per il Governo di fronte a una stabilità politica che mi auguro permetta importanti e necessarie riforme».

Francesco Pionati, portavoce nazionale Udc. «Quella di Draghi é una fotografia perfetta della realtà e delle cose da fare. Emerge chiaramente la priorità: alleggerire la pressione fiscale (cresciuta con il governo prodi) sia per aiutare le famiglie, sia per rilanciare la produttività».

Renata Polverini, segretario generale Ugl. «Ho apprezzato l'attenzione dedicata al Mezzogiorno, di cui si parla sempre troppo poco, per il quale occorre ripristinare maggiori condizioni di sicurezza e legalitá se si vuole rimettere in moto lo sviluppo del Sud e quindi, come ha indicato anche Draghi, di tutto il Paese. Importante in tema di mutui, «il richiamo del governatore alle banche affinché, e questo per l'Ugl è un punto centrale, sappiano essere più responsabili nei confronti delle famiglie». Per Polverini "non è più rinviabile un'azione di alleggerimento della pressione fiscale e di compensazione dello squilibrio esistente tra salari e prezzi».

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. «L'analisi puntuale e precisa del
governatore conferma la gravità dei mali del paese, soprattutto quando individua nella bassa crescita e nell'aumento della pressione fiscale le vere emergenze della nostra economia». Per Sangalli è condivisibile «la ricetta realistica che indica per far riprendere un cammino virtuoso al paese».


Maurizio Sella, presidente di Banca Sella. «Una relazione asciutta, bella, che ha raccolto l'applauso della totalità di coloro che ho sentito dopo la riunione, per aver sottolineato i punti di forza, la capacità che noi banche italiane abbiamo avuto di essere fuori dalla crisi che invece, al contrario, ha colpito illustri blasonati istituti stranieri».

Pino Sgobio, segreteria nazionale del Pdci. «La ricetta del governatore della Banca d'Italia Draghi non funziona per il paese reale, dove un terzo delle famiglie non ce la fa ad andare avanti, dove i salari e le pensioni dei lavoratori sono al palo, dove la "sindrome della terza settimana" strangola la vita delle persone e dove la quota dei profitti sulla ricchezza nazionale è salita in maniera vertiginosa, arrivando a livelli impensabili persino per gli stessi analisti finanziari».

Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli. «È una relazione che guarda a quanto successo sui mercati finanziari e all'economia reale e che indica un percorso per l'Italia e per riavviare i consumi. Un percorso difficile ma possibile che prevede un taglio delle tasse e una riduzione dei costi per le imprese per far crescere la produttività».

Michele Vietti, presidente dei deputati Udc alla Camera. «La centralità della famiglia come soggetto economico, la riduzione del debito e l'aumento del capitale, l'esigenza di crescita della produttività, un ritrovato equilibrio tra lavoro e pensioni sono concetti che ormai fanno parte di una consapevolezza condivisa, ma che devono trovare tempestiva attuazione in azioni di Governo concrete e coerenti. Quando si passerà dalle parole ai fatti, al di là dei primi intervento, i cui limiti sono ben chiari anche al governatore, l'Unione di Centro vigilerà perché sia davvero attuata questa linea di politica economica».

Giuseppe Zadra, direttore generale dell'Abi. «Una bellissima illustrazione della crisi finanziaria». Apprezzabile, per Zadra, il riconoscimento che i costi bancari per le famiglie stanno scendendo: «Tutto é in progresso sia i costi dei mutui che i costi in genere».

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