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Iata, meno voli nel mondo per caro-greggio

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2 maggio 2008

È rallentato anche a marzo il traffico aereo nel mondo. Rispetto allo stesso mese del 2007, la domanda passeggeri è cresciuta del 5,8% con bassi coefficienti di carico al 77,7%. Ma, tenendo presente il periodo di vacanze pasquali (che l'anno scorso sono state in aprile), la reale crescita del traffico a marzo è stata del 4%, con un coefficiente di carico del 76,1%, inferiore dell'1,7% rispetto al 77,8% registrato per lo stesso mese del 2007.
Lo rende noto l'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata) osservando che il rallentamento della crescita della domanda prosegue con la flessione cominciata a dicembre scorso, quando la stretta creditizia negli Usa ha cominciato ad avere un impatto sulle compagnie aeree. Questa caduta, rileva la Iata, indica che il rallentamento della domanda si è verificato più velocemente di quanto le compagnie aeree potessero ridurre la loro capacità.
Il traffico relativo al trasporto merci internazionale è cresciuto del 3,2%, molto al di sotto del 4,3% del 2007. «Il traffico rivela solo una parte della situazione - spiega Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato della Iata - Gli astronomici prezzi del petrolio stanno colpendo forte. E l'effetto tampone di un'economia in espansione è svanito. Le sorti del settore aereo hanno assunto una grave svolta verso un peggioramento».
Le differenze nella crescita del traffico passeggeri a livello regionale sono significative: poichè i vettori del Nord America hanno ridimensionato il traffico sui mercati nazionali a basso rendimento, il loro traffico internazionale è cresciuto a marzo del 6,3%. Con l'euro forte, i vettori Usa hanno avuto nel Nord Atlantico una crescita del 10% del traffico mentre l'operatività dei vettori europei nella stessa aerea ha subito una contrazione del 2%. Complessivamente il traffico passeggeri dei vettori europei è cresciuto del 3,7%.
Rallentato anche il traffico dei vettori dell'Asia-Pacifico al 4,3% come per i vettori africani mentre i vettori del Medio Oriente hanno registrato un aumento a due cifre, pari al 15,4%, che riflette l'andamento delle economie in espansione della regione, ma comunque inferiore al 20,4% registrato nel 2007.
Il traffico dei vettori dell'America Latina continua a trarre vantaggio dalla riorganizzazione avviata nel 2007, sostenuto dalla forte domanda di materie prime prodotte nella regione. La crescita del 19,7% è molto al di sopra dello 0,5% registrato nello stesso periodo di tempo dello scorso anno.
«Di fronte a tali drammatici mutamenti dell'economia globale, la fusione delle compagnie è fondamentale» ma «non ha senso che sia limitata ai partner nazionali. I colloqui per la seconda fase dell'accordo 'Cieli Apertì Usa-Ue, che avranno inizio a maggio, devono predisporre un moderno approccio alle norme sulla proprietà», ha concluso Bisignani.

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