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Statali, online i dati dell'«effetto Brunetta» sulle assenze. Ma allo Sviluppo economico aumentano

di Francesco Cocco

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30 luglio 2008
DOCUMENTO
L'indagine pilota della Funzione pubblica sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici

L'effetto-Brunetta, o presunto tale, sbarca sul sito del Ministero della Funzione pubblica. Da oggi 30 luglio è online l'indagine pilota sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, con il confronto fra 2008 e 2007 nei periodi di maggio e giugno. Con risultati che Renato Brunetta aveva già anticipato domenica scorsa a Cortina: «In ben sette amministrazioni le assenze si riducono di oltre il 15% - si legge nel rapporto -; negli stessi mesi, ulteriori sette amminsitrazioni registrano invece un calo superiore al 10%».

Vengono presentati i dati complessivi e quelli riferiti alle singole amministrazioni. E sono proprio questi ultimi i più interessanti, e meno anticipati. Il boom di assiduità c'è stato soprattutto all'Aran, l'agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nei contratti con i sindacati del settore. A maggio, le giornate medie di assenza per malattia calano del 47%; a giugno del 50,4%. Il vento sembra cambiato anche agli Affari esteri: meno 17,1% di assenze per malattia a maggio, meno 30,2% a giugno. E ancor di più all'Inps, con un calo del 28,6% a maggio e del 30% a giugno. Forte anche il calo di assenze dei dipendenti del Miur (Istruzione, università, Ricerca): meno 12% a maggio, meno 27% a giugno. E alla Giustizia: -13,1% nel primo mese, -25% nel secondo. Dati quasi identici alle Finanze (con un calo dell'11% a maggio). In altre amministrazioni, come il Ministero delle Infrastrutture, la variazione è minore: -7,5% a maggio, meno 10,4% a giugno. Addirittura, al Ministero dello Sviluppo economico, le assenze per malattia sono aumentate, e non di poco: +23,9% a maggio, +10,9% a giugno. Il ministero di Brunetta sembra avere avuto una duplice reazione: quasi nulla al diprtimento della Funzione Pubblica (+0,8% a maggio, -6,9% a giugno); molto più forte all'Innovazione e Tecnologie: meno 22,5% a maggio, meno 20% a giugno.

«In totale, nei due mesi considerti, le assenze nelle amministrazioni intervistate calano di oltre 38mila giornate, portando il totale dalle 250mila giornate dl 2007 alle 212mila del 2008». Il rapporto prosegue entusiasticamente: «Nel mese di maggio 2008, il calo percentuale che si osserva è dell'11%; la stessa variazione raddoppia quasi nel mese successivo, attestandosi al 20%; rapportato all'intera annualità, l'effetto comprta una riduzione dei giorni di assenza per malattia di oltre 1,5 giornate per dipendente».

Tutto merito «dell'effetto annuncio». Ovvero, «l'effetto sulla produttività dei dipendenti pubblici dell'azione di sensibilizzazione intrapresa dal Ministro fin dai primi giorni del suo insediamento (...l'effetto fannulloni)». Insomma, il merito è di Brunetta. Anche perché, si specifica nel rapporto: «La stima è operata a normativa vigente e tiene conto della sola attività di impulso e annuncio a cui si è dato vita nei primi 50 giorni ». Prima che entrassero in vigore le nuove norme anti-assenze previste in finanziaria e della circolare Brunetta sulle visite fiscali. Sarebbe bastato, dunque, l'effetto annuncio.

Torna quella parola, fannulloni, senza nemmeno le virgolette, che pure sta creando tanto disagio nella generalità dei dipendenti pubblici. Ma è forse, agli occhi del ministro, un prezzo che si può ben pagare visto che la riduzione delle assenze «si traduce in un apprezzabile effetto sulla produttività e sui servizi resi ai cittadini, dal momento che il calo delle assenze significa un aumento del personale presente sui luoghi di lavoro di oltre 13.700 unità».
La relazione prosegue inserendo, appena prima dei dati veri e propri, una sorta di fervorino che profuma d'altri tempi:«Il dipendente pubblico che si assenta ingiustificatamente dal proprio posto di lavoro determina un doppio danno alla collettività... Oltre a determinare iniquità fiscali, l'assenteismo è causa poi di inefficienze all'interno delle amministrazioni. Infatti, quale incentivo a impegnarsi avrà mai il lavoratore scrupoloso quando vedrà che, in termini di stipendio e di carriera, i fannulloni sono trattati come lui?»

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