ILSOLE24ORE.COM > Notizie Economia e Lavoro ARCHIVIO

Concorrenza agguerrita: ribassi medi del 20%

di Alessandro Arona

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
4 gennaio 2009

Un aumento costante e regolare dei ribassi medi percentuali nelle gare di lavori pubblici: cinque punti in più in sei anni, dal 14,7% del 2002 al 19,8% del 2008. È uno dei principali effetti della contrazione del numero degli appalti: concorrenza sempre più agguerrita tra le imprese di costruzione su ogni singola gara, una tendenza sempre più forte verso offerte che lasciano margini di guadagno risicati, fatte pur di mantenere lavori in portafoglio.

I dati sono stati raccolti dal Cresme per il settimanale «Edilizia e Territorio», mentre le analisi sulle cause emergono dall'inchiesta dello stesso periodico, con interviste a circa trenta imprese tra le aggiudicatarie del 2008, e a una decina tra le principali stazioni appaltanti.
Dal 2002 a oggi il mercato dei lavori pubblici ha avuto, tra alti e bassi, contrazioni limitate negli importi, il 5% in meno dai 35,5 miliardi del 2002 ai 33,5 del 2008, mentre a scendere in modo consistente, e con trend regolare, è stato il numero di bandi. Erano 35.448 nel 2002, scesi a 34.781 nel 2003, 30.783 nel 2004, 29.939 nel 2005, 26.825 nel 2006, 25.569 nel 2007, 24.412 nel 2008. In sei anni, dal 2002 al 2008, una riduzione del 30%. Nello stesso periodo i ribassi medi sono saliti dal 14,7 al 19,8 per ce nto.

Sul mercato – emerge dalle voci raccolte tra le imprese – circolano offerte chiaramente sotto-costo. Tutti lo dicono, quasi sempre riferendosi ad altri soggetti e non a se stessi.
L'impresa che nel 2008 ha vinto più gare (sopra i 5 milioni) è la cooperativa Ccc di Bologna: «Sul mercato c'è una corsa al ribasso – dice Donatella Lotti, responsabile dell'Ufficio gare – soprattutto per il calo dei bandi. Capita di fare dei calcoli su una gara e scoprire che non ci si rientra. La nostra politica è però fare offerte solo se si può avere un margine». Ma questo non è stato l'anno dell'aumento dei costi delle materie prime? «Sì – dice Lotti – soprattutto per strade e infrastrutture i costi hanno pesato. Ma alla fine ha prevalso l'effetto contrazione del mercato».
Che questa sia la chiave di lettura lo dice anche il vice-presidente dell'Ance (con delega alle opere pubbliche) Riccardo Giustino: «L'aumento dei ribassi – sostiene – è dovuto alla più elementare legge dell'economia: la domanda e l'offerta. Più una serie di fattori secondari: un recente afflusso verso gli appalti di imprese che lavoravano solo per il privato (ora in forte frenata), e negli ultimi anni la tendenza a ottenere appalti a tutti i costi per mantenere la qualifica, cosa che dovrebbe frenarsi grazie alla modifica fatta a ottobre con il terzo decreto correttivo al codice degli appalti».

La chiave di lettura di molti ribassi sono gli errori nella progettazione, che lascerebbero spazio a varianti al rialzo da chiedere a cantiere aperto appunto per “carenze progettuali”. «Non c'è dubbio – conferma Giustino – che i progetti fatti male sono la madre di tutte le problematiche nei lavori pubblici». Prendiamo a titolo di esempio la gara del Comune di Milano da 46,3 milioni a base d'asta per il lotto A della Città delle Culture all'ex Ansaldo, aggiudicata alla cooperativa Lavoranti di Milano con il ribasso del 37,95%. «Sul ribasso – racconta il responsabile dell'ufficio gare Fabrizio Pizzi – ha pesato soprattutto una evidente carenza progettuale circa il rispetto della normativa sul risparmio energetico, cosa che ci consentirà di ottenere una variante da 10 milioni».

Il maggiore fattore che differenzia il valore medio dei ribassi è il territorio: se si partecipa a una gara in una certa zona, si sa che lì vige un certo ribasso medio da rispettare, a prescindere dal tipo di lavoro. Si va (dati 2008) dai record del 30,1% del Lazio e del 28,5% della Campania, ai record opposti di Sicilia (10,1%, legato però a una legge regionale), ed Emilia Romagna (13%). Ribassi contenuti in Friuli Venezia Giulia (13,1%) e Veneto (15,8%), mentre sul lato opposto ci sono la Puglia con il 25,2%, la Calabria con il 24,8%, il Piemonte con il 23,3.
Le variazioni nei ribassi medi sono molto più contenuti tra le classi di importo dei lavori: l'oscillazione è solo tra il 16 e il 24%, un po' sopra e un po' sotto la media del 19,8 per cento, con i ribassi più forti nelle due classi tra 5,16 e 15,49 milioni di euro. Qualche differenza in più c'è invece tra le stazioni appaltanti, con medie che oscillano tra il 12,5% delle Soprintendenze e il 27,1% dell'Anas. Con in mezzo il meno 15,5% delle Fs, il 19,3% dei Comuni, il 21% delle concessionarie autostradali, il 22% delle imprese a capitale pubblico.

(hanno collaborato Giuseppe Latour e Alessandro Lerbini)

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 aprile 2010
6 maggio 2010
 
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-