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Brunetta: una cura web per la burocrazia

di Davide Colombo

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2 GENNAIO 2008
Il divario da colmare
Cicerone virtuale al telefono

Non solo nuova spesa e agevolazioni fiscali mirate, come ha chiesto qualche giorno fa il Fondo monetario internazionale. Una forte politica di rilancio dell'economia italiana può arrivare anche da un «settore protetto » come la pubblica amministrazione. Ne è convinto il ministro Renato Brunetta, 58 anni, che in questa conversazione con il Sole 24 Ore anticipa le linee guida del piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell'utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

«La nostra pubblica amministrazione esordisce il ministro vale come il settore manifatturiero in senso stretto, e cioè il 15-20% del Pil. Solo che non è esposta alla concorrenza. E qui un investimento in termini di riorganizzazione e miglior controllo dei processi ha effetti immediati, talvolta più importanti ». Il piano, che è stato già presentato al presidente del Consiglioe che verrà lanciato in gennaio, fa perno sull'applicazione completa del Codice dell'amministrazione digitale messo a punto quattro anni or sono, quando ministro per l'Innovazione e le tecnologie era Lucio Stanca: «Credo che in poco tempo e con poche risorse – assicura Brunetta –si possa aumentare la produttività della pubblica amministrazione del 40-50%,con una riduzione del costo unitario dei servizi prestati di dimensioni assai maggiori di quello che si può ottenere in altri settori che hanno già affrontato ristrutturazioni importanti».

Paradossalmente ma nemmeno poi tanto, la recessione dà una mano al ministro: «L'ho potuto verificare in sede di rinnovo del contratto, che questo mese porterà 70 euro in più nelle buste paga dei dipendenti pubblici spiega. La crisi è uno stimolo esterno forte, mobilita, rende tutti più partecipi. E per la realizzazione di questa sfida al miglior uso delle tecnologie Itc già disponibili e che verranno aggiunte, più che di risorse c'è bisogno soprattutto di mobilitazione, grande pragmatismoe controllo ossessivo dei risultati conseguiti ».

L'impegno,in termini di spesa, non è altissimo: 1,4 miliardi in quattro anni per tentare di ridurre, perlomeno dal lato dell'offerta pubblica di servizi, quel divario nell'uso delle tecnologie informatiche e del web che ancora ci separa dall'Europa e dagli obiettivi di Lisbona: «Metà di quei fondi sono già disponibili e dovranno essere utilizzati in tempi certi – assicura Brunetta –l'altra metà la dovrò reperire nel corso dell'implementazione del piano ». Il ministero ha già sottoscritto una sessantina di convenzioni con altri dicasteri, diverse regioni e grandi capoluoghi di provincia. Altre seguiranno nelle prime settimane dell'anno: «Sono i motori da cui dovranno partire le domande di migliore utilizzo delle tecnologie e dei protocolli gestionali», spiega Brunetta. Dal dipartimento per l'Innovazione tecnologica arriveranno le risposte in tempo reale sulle priorità su cui è più utile concentarsi. Qualche esempio? La scuola: con l'autorizzazione dei genitori presto gli istituti potranno inviare un sms di avviso sulla mancata frequenza degli alunni. Oppure verrà segnalato il modo più rapido per portare la connessione veloce a internet (Adsl) dalle segreterie, dove oggi si ferma per veicolare buste paga o semplici documenti amministrativi, in tutte le classi, dove potrà essere utilizzata come canale per la nuova didattica, a partire dalle lavagne interattive multimediali (le Lim, già distribuite in 10mila esemplari, l'anno scorso, nelle scuole medie).
Il miglior uso delle tecnologie, da solo, naturalmente non esaurisce il progetto. Oltre alla diffusione delle pratiche più efficienti è prevista la completa implementazione del Sistema pubblico di connettività che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare on line: anche Regioni ed enti locali passeranno definitivamente dalla carta alla comunicazione digitale sotto la stretta sorveglianza del Centro nazionale per l'informatica nella Pa ( Cnipa). Nel Libro Bianco del 2005 Lucio Stanca parlava di «dematerializzazione »: leva strategica per superare le lentezze di una Pa in cui la sola gestione documentale valeva, secondo le vecchie stime, il 2% del Pil, e un taglio della carta del 10% avrebbe generato risparmi annui per 3 miliardi. «Con la manovra triennale abbiamo ridotto del 50% la produzione cartacea delle amministrazioni ricorda Brunetta. Ora andremo oltre, arriveremo alla cartella clinica e al certificato medico via web per tutti ».

Come è già avvenuto con l'operazione trasparenza,che ha consentito agli italiani di conoscere curricula e stipendi dei dirigenti dei ministeri o il numero ( e il costo) delle tante consulenze cui fa ricorso la Pa, anche nel piano «e-gov 2012» tutto si gioca in rete: «L'applicazione del programma e il perseguimento dei risultati nei vari settori potrà essere seguita settimana dopo settimana sul portale "e-gov 2012" e personalmente darò conto delle principali realizzazioni rispettando un cronoprogramma con momenti mensili e trimestrali di comunicazione».

  CONTINUA ...»

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