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Beni di lusso: la ripresa arriverà nel 2010

di Giulia Crivelli

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30 marzo 2009
Armando Branchini, segretario generale "Altagamma", con Santo Versace, Michela Vittoria Brambilla e Leonardo Ferragamo (Infophoto)

La buona notizia è che dopo ogni crisi la domanda di beni di lusso si riprende in modo repentino e diventa più forte di prima, con componenti di innovazione. E' successo in passato e succederà ancora. La cattiva notizia è che la ripresa non arriverà prima del 2010 e che il 2009 sarà un anno difficilissimo per tutti.

E' lo scenario tratteggiato dal convegno Altagamma che si è tenuto questa mattina nell'Auditorium del Sole 24 Ore, a Milano. E' stato anche il primo evento in cui Altagamma, l'associazione che riunisce le eccellenze italiane dei settori moda, design, enogastronomia e gioielleria, si presenta come Fondazione, come sottolineato da Leonardo Ferragamo. In apertura di convegno, il presidente di Altagamma ha voluto ricordare Alfredo Canessa, presidente del Centro per la moda di Firenze e vicepresidente di Smi (Sistema moda Italia), scomparso a soli 62 anni giovedì scorso.

"L'annus orribilis del settore lusso è stato il 2003 e non il 2002, come forse verrebbe naturale pensare – ha spiegato Armando Bianchini, segretario generale di Altagamma -. Nel 2003 infatti ci furono l'epidemia di Sars in Asia e l'inizio della guerra in Iraq e il settore dei beni di lusso perse il 5% rispetto all'anno precedente. Per il 2008 prevediamo di chiudere a 175 miliardi di dollari, in leggera crescita sul 2007. Ma il 2009 avrà un segno meno: la finanza senza regole, e a volte senza scrupoli, è riuscita a fare quello che Al Qaeda, la Sars e la guerra in Iraq non erano riuscite a raggiungere".

Molto lucido e forse per questo non troppo rassicurante è stato Lorenzo Bini Smaghi, membro del direttivo della Banca centrale europea. Alla fine della crisi, quando lo stato dell'economia sarà stabilizzato alcuni settori come la finanza e l'immobiliare ne usciranno ridimensionati, ha spiegato l'economista. "Prima dello scoppio di questa crisi l'economia mondiale non si trovava in una situazione di equilibrio. Al contrario, era caratterizzata da vari squilibri, sia all'interno delle singole economie, sia tra i diversi Paesi.

A livello internazionale l'economia mondiale era caratterizzata da forti sbilanci delle partite correnti che si accumulavano nel tempo. Un altro squilibrio internazionale è stato determinato dalla pressione crescente della domanda mondiale di materie prime. Queste considerazioni ci portano a ritenere – ha continuato Bini Smaghi - che non sia possibile uscire dalla crisi e tornare su un sentiero di crescita sostenibile se gli squilibri che si sono accumulati fino a un paio di anni fa non vengano riassorbiti".

Tornando al settore dei beni di lusso, Claudia d'Arpizio, analista di Bain&Co., ha sottolineato che la crisi non cambierà il tipo di consumi e consumatori, ma accelererà trend già in atto, "come la tendenza a mischiare abbigliamento e accessori costosi a prodotti di fascia media".

WEB GUIDE
ALTAGAMMA, il sito
L'intervento di Lorenzo Bini Smaghi
L'indagine congiunturale sul 2009
30 marzo 2009
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