MOSCA- Italia e Russia hanno compiuto insieme un passo decisivo che ha acceso la luce verde alla realizzazione di uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali del 21° secolo, la costruzione del gasdotto South Stream, che attraverso il Mar Nero dovrà collegare per il 2015 la Russia all'Italia e a molti altri Paesi dell'Europa Meridionale e centrale. Nel primo giorno del vertice italo-russo, che si svolge oggi e domani tra Sochi e Mosca, alla presenza del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e del premier russo, Vladimir Putin, Eni e Gazprom hanno siglato alcuni accordi strategici sulla costruzione di South Stream e sull'ingresso del monopolio russo nei capitali di Severenerghija, un gruppo di società gaspetrolifere del nord russo, attualmente controllate in proporzione 60% e 40% da Eni e da Enel.
La grande novità delle maxi intese italo-russe è l'aumento della capacita di trasporto di South Stream non da 31 miliardi a 47 miliardi di metri cubi all'anno, come si era pensato in precedenza, ma fino a 64 miliardi di metri cubi: «Dietro questi numeri si trovano gli accordi di un grande significato politico, perché tutto questo gas arriverà in Europa senza dover più passare per il territorio dell'Ucraina», ha sottolineto l'Amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, dopo aver deposto la propria firma sui documenti, insieme al presidente di Gazprom, Aleksej Miller, che in mattinata aveva siglato le intese su South Stream con le società energetiche della Bulgaria, della Grecia e della Serbia.
Grazie all'aumento della capacità del gasdotto, l'Eni potrà ottenere un supplemento di 12 miliardi di metri cubi di gas all'anno, che gestirà e commercializzerà a propria discrezione. Per la costruzione di South Stream, cui parte subacquea sarà lunga 900 chilometri, Gazprom ed Eni costituirono nel 2007 su base paritetica una joint venture, mentre la realizzazione tecnica sarà affidata a Saipem, l'unica società al mondo capace di posare i tubi di grande diametro sul fondale marino a una profondità che in alcune zone supera i due mila metri. Dalle stazioni di compressione "Beregovaja" nel territorio russo, il gasdotto passerà per il Mar Nero, fino alla città bulgara di Varna, dopodiché si dividerà in due sezioni di cui una andrà verso il nord-ovest, in Serbia, Ungheria e Austria, mentre l'altra in direzione sud-occidentale passerà per il territorio della Grecia e attraverso il Mare Adriatico, porterà del gas russo in Italia.
Un altro pacchetto di intese riguarda la cessione a Gazprom del 51% di capitale della joint venture Severenerghia per 1,5 miliardi di dollari, di cui Eni ed Enel otterranno rispettivamente 900 e 600 milioni di dollari. Secondo Scaroni il deal potrà essere chiuso per la fine di giugno di quest'anno. In base alla legge russa i pacchetti di maggioranza delle società energetiche di importanza strategica per la sicurezza del Paese devono rimanere in mano allo Stato.
Le riserve complessive di Severenerghia che comprende tre società gaspetrolifere -Arcticgas, Urengoil e Neftegastekhnologhia- sono stimate a cinque miliardi di barili di equivalente petrolifero. I giacimenti della penisola di Yamal, la terra conosciuta come Eldorado gaspetrolifero dell'estremo nord russo, controllati da Severenerghia potranno produrre più di 18 miliardi di metri cubi di gas all'anno, mentre con il greggio si arriverà a 150mila di barili di equivalente petrolifero al giorno.
Le intese italo-russe hanno provocato una reazione immediata e quanto dura dell'Ucraina, che rischia di perdere il proprio ruolo di monopolio per l'export di metano russo verso i consumatori europei. Il presidente Viktor Yuschenko ha convocato per il 18 maggio prossimo un incontro straordinario con il premier, Yulija Timoshenko, con il Governatore della Banca centrale, Viktor Stelmakh e con i ministri del blocco economico, finanziario ed energetico per chiedere una revisione fondamentale di tutte le intese sul gas tra Ucraina e Russia. «La posizione di Yuschenko è intransigente: il Governo ucraino sarà incaricato di avviare il processo di revisione degli accordi con la Russia sul gas», ha sottolineato il portavoce del presidente ucraino.