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Rc auto, aumento del 149% negli ultimi 10 anni

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11 giugno 2009
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«I soldi sono questi: o compriamo la macchina o paghiamo la benzina» diceva una vecchia barzelletta. Ironia della sorte, in un momento in cui il mercato automobilistico cerca di fronteggiare la crisi e il carburante oscilla verso l'alto, altre spese gravano sulla testa dell'automobilista; tra queste le tariffe Rc auto che, secondo una denuncia delle associazioni dei consumatori, sono aumentate del 149% nell'arco di tempo tra il 1996 e il 2008, con la previsione di un +154% per il 2009.

«Nel solo 2008 abbiamo registrato aumenti del 4,5% - affermano in una nota Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef -e nei primi mesi 2009 il nostro Osservatorio ha registrato ancora aumenti del 5% in media, con punte del 12 per cento».

Dal canto suo l'Ania (Associazione nazionale italiana assicuratori) ha sì annunciato un aumento delle tariffe, giustificato però dall'aumento di sinistri e costi per le imprese assicuratrici. «La tariffa è un listino prezzi - ha detto il presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai, durante la relazione annuale dell'Isvap -. In un mercato concorrenziale non è detto che sia possibile realizzare il prezzo di tariffa. E' il mercato a deciderlo».

Non si è rivelato dello stesso parere il Codacons. «Nessun aumento dei costi a carico delle compagnie di assicurazioni può giustificare un incremento delle tariffe Rc auto pari al 145% negli ultimi 10 anni». E' stata la risposta dell'associazione all'intervento di Cerchiai. «Tanto più che in questi ultimi anni - prosegue - mentre le tariffe Rc auto rincaravano senza sosta, alcune innovazioni introdotte nel nostro paese hanno portato benefici economici proprio alle compagnie: l'indennizzo diretto e la patente a punti, che ha determinato una forte riduzione degli incidenti stradali. Benefici che non si sono tradotti in una riduzione delle tariffe per gli assicurati».

Le associazioni di consumatori chiedono, pertanto «una riduzione di almeno il 10-15%» delle tariffe di assicurazione e invitano «le compagnie a seguire il consiglio del presidente dell'Isvap ad agire riducendo i costi, piuttosto che aumentare le tariffe, puntando a una reale concorrenza, anziché contrastare primi elementi di competitività inseriti con i decreti Bersani».

11 giugno 2009
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