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L'Antitrust contro Google Italia: inchiesta per abuso di posizione dominante

di Luca Salvioli

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27 agosto 2009
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Il procedimento è stato avviato alla luce di una segnalazione della Federazione degli editori di giornali, secondo cui il motore di ricerca impedirebbe agli stessi editori di scegliere liberamente le modalità con cui consentire l'utilizzo delle notizie pubblicate sui propri siti internet


Google Italia finisce nel mirino dell'Antitrust, su segnalazione della Fieg, la Federazione italiana degli editori di giornali. L'istruttoria è stata avviata per un abuso di posizione dominante legato all'utilizzo del servizio Google News, che aggrega e indicizza in una pagina web le notizie provenienti da 250 siti di lingua italiana. La selezione delle notizie, e la loro gerarchia nella pagina, viene elaborata da un algoritmo di Google. I contenuti di Google News finiscono anche tra le prime ricerche fatte con il motore di ricerca o con servizi personalizzabili come iGoogle.

E' il modo in cui avviene la selezione ad aver spinto gli editori, il 24 luglio 2009, a fare una segnalazione all'Antitrust. Si legge nell'istruttoria: «Google News aggrega i contenuti giornalistici di una molteplicità di editori secondo criteri non pubblici regolati da un algoritmo coperto da segreto industriale». E ancora: «Le pratiche tecnologiche» utilizzate nel servizio da Google «non sono trasparenti». In questo modo il portale determina «unilateralmente la visibilità degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altro» nel mercato della raccolta pubblicitaria online senza prevedere una remunerazione «diretta». Non solo. Gli editori lamentano la mancata possibilità di controllo su come vengono indicizzati e resi disponibili i loro contenuti su Google News.
I siti editoriali che non vogliono apparire sul servizio verrebbero infatti automaticamente esclusi anche dal motore di ricerca Google, con effettivi distorsivi sul mercato della raccolta pubblicitaria on line. Su questo, in serata, Google è intervenuta con una nota secondo la quale, in realtà, sarebbe possibile «continuare a comparire nei risultati di ricerca di Google senza comparire su Google News». Al momento su Google News Italia non ci sono inserzioni pubblicitarie, ma nella declinazione del servizio all'estero, come negli Stati Uniti, sono presenti.

«Google raccoglie all'incirca l'80% del traffico - spiega Carlo Malinconico, presidente della Fieg - e abbiamo segnalando all'Authority un possibile abuso di questa posizione dominante per una serie di comportamenti che ci sono parsi quantomeno dubbi». Innanzitutto la trasparenza: «Non sono note le modalità con cui vengono selezionate e indicizzate le notizie». Secondo: Google è anche una concessionaria di pubblicità online. «Le regole che vengono imposte alla controparte non permettono una contrattazione ad armi pari - continua Malinconico - l'editore sa quanto guadagna, ma non ha la stessa informazione su Google». Sono inoltre disponibili «tecnologie che tracciano i percorsi delle notizie in rete, un'informazione utile per un'editore online - prosegue - solo che Google non indicizza nel suo motore di ricerca le pagine che utilizzano questa soluzione». In conclusione, dice Malinconico, «il contenuto editoriale in rete è molto cercato e apprezzato, vogliamo che i produttori di contenuti siano tutelati e valorizzati».

L'istruttoria dell'Antitrust dovrà verificare se questi comportamenti siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria online, con l'ulteriore effetto di consolidare la sua posizione nell'intermediazione pubblicitaria online. L'Authority verificherà l'eventuale infrazione dell'articolo 82 del Trattato CE sul commercio intracomunitario. Il procedimento è stato notificato oggi alla società nel corso di un'ispezione condotta con le Unità speciali della Guardia di Finanza negli uffici di Milano. Google Italia, per il momento, si limita a un commento secco: «L'Antitrust ha formulato una notifica contro Google Italy. Stiamo raccogliendo ulteriori dettagli, benché sappiamo che la notifica sia relativa a Google News, un servizio che porta traffico e utenti ai siti dei giornali».

«Se Google fosse proprietario di alcuni giornali online e venisse dimostrato che questi vengono avvantaggiati dalla selezione di Google News, allora sussisterebbe un abuso di posizione dominante - spiega Guido Scorza, avvocato esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie - ma l'azienda non è produttrice di contenuti. Se favorisse un editore piuttosto che un altro, si potrebbe trattare di pubblicità occulta». Diverso il caso, assolutamente teorico, in cui Google dovesse favorire l'indicizzazione di un editore piuttosto che di un altro in base al fatto che sia o meno suo cliente nella qualità di concessionaria. In questo caso ci sarebbe l'abuso.

L'istruttoria dovrà concludersi entro il 15 ottobre 2010. In caso di condanna, la legge prevede una sanzione che può arrivare «fino» al 10% del fatturato.

27 agosto 2009
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