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Ocse: 57 milioni di disoccupati
In Italia il peggio deve arrivare

di Vittorio Da Rold

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16 settembre 2009



«Crescono segnali che il peggio sia ormai alle spalle - scrive l'Ocse di Parigi - e che la ripresa possa essere vicina ma per l'occupazione nel breve termine le prospettive sono ancora fosche». Tra ripresa e disoccupazione infatti c'è una sfasatura temporale. Una situazione che potrebbe innascare gravi tensione sociali soprattutto se alcune politiche come il ritorno dei bonus ai banchieri non venissero ammorbidite dai governi (vedi la proposta Merkel-Sarkozy) risultando difficilmente difendibili nei confronti di coloro che contemporaneamente perderanno il posto di lavoro.
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico prevede così che nella seconda metà del 2010 il tasso di disoccupazione nell'area si avvicinerà ad un nuovo massimo dal dopoguerra (10%, con 57 milioni di disoccupati) dopo l'8,3% di giugno di quest'anno, già il più alto sempre dal dopoguerra.

Ecco perché Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse chiede ai governi dei 30 paesi membri di non abbassare la guardia sul fronte degli aiuti ai disoccupati e sulle politiche di sostegno ai più poveri anche se questo potrebbe peggiorare i conti pubblici e alla banche centrali di non alzare i tassi di interesse per non gelare la ripresa in atto.

ITALIA. Anche l'Italia non ride. Per la Penisola la stima a fine 2010 é di 1,124 milioni disoccupati in più rispetto al 2007, di cui oltre 850mila in più rispetto al primo trimestre 2009, con un tasso di disoccupazione al 10,5%.
Numerosi indicatori suggeriscono che il ritmo della ripresa sarà modesto per diversi mesi e, molto probabilmente, la disoccupazione continuerà ad aumentare anche dopo che la crescita sarà ripartita. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione italiano è previsto aumentare ancora nel prossimo futuro e potrebbe anche avvicinarsi alla doppia cifra nel 2010 se la ripresa si dimostrasse priva di slancio. Numerosi indicatori suggeriscono che il ritmo della ripresa sarà modesto per diversi mesi e, molto probabilmente, la disoccupazione continuerà ad aumentare anche dopo che la crescita sarà ripartita. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione italiano è previsto aumentare ancora nel prossimo futuro e potrebbe anche avvicinarsi alla doppia cifra nel 2010 se la ripresa si dimostrasse priva di slancio.

Giovani e precari in Italia saranno particolarmente colpiti dalla crisi. Come in molti altri paesi, i lavoratori con contratti temporanei ed atipici subiscono gran parte dell'aggiustamento occupazionale. Rispetto a un anno prima, nel marzo del 2009 l'Italia aveva perso 261.000 posti di lavoro temporanei o con contratti atipici (inclusi i collaboratori coordinati e continuativi e occasionali), un numero che da solo è superiore all'intera contrazione dell'occupazione registrata nello stesso periodo. Inoltre, i giovani che sono sovra rappresentati in questo tipo di contratti, sono specialmente colpiti. Il tasso di disoccupazione della fascia d'età compresa tra i 15 e i 24 anni è cresciuto di 5 punti percentuali in Italia nell'ultimo anno ed è ora pari al 26,3 per cento.

16 settembre 2009
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