Firenze, arte nel piatto

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Domenica 25 Aprile 2010
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di Camilla Baresani
Negli Stati Uniti, i grandi alberghi rappresentano spesso per i turisti quello che da noi sono piazze, fontane, palazzi e persino chiese. Alcune guide di Miami, per esempio, invitano a entrarvi e a visitarne le hall, spesso zeppe di opere d'arte contemporanea e progettate da celebri architetti e designer. Ma a Firenze, chi mai penserebbe di andare a vedere un albergo, con tutti i capolavori ospitati dalla città? Eppure uno degno di visita c'è, magari con la scusa di mangiarvi e sedersi un po' dopo tanto camminare. È il Four Seasons, aperto nel 2008, ospitato in un palazzo dei della Gherardesca, nel cuore della città. L'ingresso è magniloquente, le sale fastose, il cosiddetto "restyling" ha impresso alla grandiosità dell'edificio sentori posticcio-internazional-lussuosi, in un'atmosfera che è tuttavia calda e confortevole. Entrate senza preoccupazione: come in tutti i grandi alberghi, se siete vestiti in maniera decorosa e non avete un cartoccio di patate fritte in mano, nessuno vi chiederà nulla. Poi, dopo esservi guardati intorno, vi consigliamo il ristorante, se non altro per avere l'occasione di mangiare all'aperto in quello che è il più grande parco privato fiorentino: quattro ettari e mezzo di giardini e piante ultracentenarie.
Ma se piovesse e foste costretti a mangiare al chiuso, non fatevene un cruccio: l'ampollosa ex scuderia, con cascate di enormi lampadari veneziani, vi farà pensare con ammirazione a chi si occupa delle lampadine. Centinaia, e non una bruciata! Decenni di pessima ristorazione alberghiera ci hanno lasciato un retaggio di sfiducia, ma oggi le cose sono molto cambiate: a sostenere i costi proibitivi dell'alta cucina restano quasi solo i grandi alberghi, che puntano all'indotto sull'occupazione delle camere. Lo chef del Four Seasons, Vito Mollica, giovane lucano dal talento ormai internazionalmente riconosciuto, dà a Firenze un ristorante di grande cucina italiana, centrato sulla creazioni di piatti all'insegna di stagionalità e tradizione. Abbiamo assaggiato una squisita crema di carciofi con gamberi crudi, condita con pepe, arancio, pecorino toscano e bottarga. Meno trascinante il filetto di triglia (un po' acquoso) con calamaretti, ciambotta di peperoni e bouillabaisse alle olive taggiasche. Impeccabili, da volerli ogni giorno, gli agnolini al baccalà e porri con crema di parmigiano. Davvero ottimi filetto e animelle di vitello arrostiti con lenticchie (al punto di cottura perfetto, quasi croccanti, piene, sode). Da consigliare anche il sandwich con ricotta di pecora, senape di mele cotogne, ciliegie.
La sera, menu degustazione da 85 euro; a pranzo, si può scegliere un piatto unico da 38 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1Ristorante Palagio, Four Seasons Hotel, Borgo Pinti 99, Firenze. Tel.: 0552626450.

Domenica 25 Aprile 2010
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