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La donna con il niqab mette nei guai il marito

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Martedí 27 Aprile 2010

Attilio Geroni
PARIGI. Dal nostro corrispondente
Alla ricerca della popolarità perduta, l'Eliseo ha trasformato un fatto di cronaca in caso nazionale, un simbolo della lotta all'integralismo islamico. Dopo che lo scorso fine settimana una donna era stata multata perché guidava la vettura indossando il niqab, nel mirino del ministro degli Interni Brice Hortefeux è finito il marito, sul quale incombe la minaccia del ritiro della nazionalità francese. Con una lettera inviata al collega dell'Immigrazione e dell'Identità Nazionale, Eric Besson, Hortefeux ha chiesto di verificare legalmente tale possibilità poiché l'uomo, Liès Hebbadj, 35 anni, di origine algerina e naturalizzato francese nel 1996 in seguito a un matrimonio, secondo informazioni evidentemente in possesso dei servizi segreti sarebbe responsabile di alcuni reati: poligamia, frode all'assistenza sociale, appartenenza a un movimento radicale.
La polemica si è gonfiata a dismisura nelle ultime 24 ore e le perplessità si concentrano soprattutto sul modo in cui la maggioranza - reduce da una pesante sconfitta alle regionali e con la popolarità di Nicolas Sarkozy inchiodata ai minimi - sta nuovamente cercando di cavalcare il tema dell'identità nazionale. La sequenza degli annunci più recenti dell'esecutivo non lascia molto spazio all'ambiguità, del resto. L'offensiva sul burqa è partita a metà della settimana scorsa con l'annuncio del governo di un progetto di legge a breve per un divieto integrale e nonostante i dubbi di costituzionalità sollevati dal consiglio di stato in un parere reso alcune settimane prima: «Siamo pronti a prendere dei rischi giuridici», aveva avvertito il premier François Fillon promettendo un'approvazione del testo in Parlamento entro l'estate. Il resto l'ha fatto la cronaca e Liès Hebbadj è diventato in poche ore la cartina di tornasole di un dibattito che nei mesi scorsi aveva stentato ad appassionare i francesi poiché privo di appigli concreti. Adesso ci sono, anche se le fondamenta giuridiche per stabilire un rapporto diretto tra i reati evocati (e non contestati poiché al momento nei confronti di Hebbadj non vi sono denunce e/o procedimenti giudiziari in corso) e il ritiro della nazionalità non paiono solidissime. Gli si attribuiscono quattro mogli e dodici figli, ma il diretto interessato ieri in conferenza stampa ha parlato di amanti. E anche se così non fosse, la poligamia non rientra tra i reati che portano automaticamente alla perdita della nazionalità nel paese di residenza, anche se il ministro Besson sta cercando di "adattare" la normativa all'esigenza del momento. L'opposizione socialista ha criticato l'atteggiamento dei ministri, responsabili di voler creare un caso, e quindi consenso, attorno alle legge per il divieto del velo nei luoghi pubblici. Ironia della sorte, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno poiché una netta maggioranza dei francesi, il 70% secondo un sondaggio di LH2 per NouvelObs.com, è già favorevole alla sua completa messa al bando.
attilio.geroni@ilsole24ore.com
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Martedí 27 Aprile 2010
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