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Terashop porta Cisalfa su internet

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Venerdí 30 Aprile 2010

Giulia Crivelli
Cisalfa apre il suo negozio virtuale e lo fa grazie all'esperienza di Terashop, che ha realizzato e gestirà l'e-shop della catena di articoli sportivi.
«Il comparto dell'abbigliamento sportivo e in generale quello della grande distribuzione in Italia ha un grandissimo potenziale di crescita nell'e-commerce – spiega Antonio Lembo, socio fondatore e ceo di Terashop, società leader nell'e-commerce nata nel "lontano" 1999 –. L'importante è che ciascun marchio trovi la formula giusta, sia come offerta di prodotti sia come gestione della logistica. Nel caso di Cisalfa.it, l'assortimento di abbigliamento e attrezzature sportive acquistabile online spazia fra più di 90 marche, in continuo ampliamento.»
Secondo Lembo, la crisi economica globale iniziata alla fine del 2008 ha frenato lo sviluppo dell'e-commerce, ma il 2010 potrebbe essere l'anno della svolta, in particolare per l'abbigliamento, non solo sportivo: «La sinergia fra distribuzione fisica e digitale è oggi più evidente e il superamento del conflitto fra negozio online e canale tradizionale sta dando una nuova spinta all'e-commerce. I marchi di abbigliamento possono trarne grandi vantaggi in termini di vendite e di nuove politiche di marketing e comunicazione». Il ceo di Terashop – che per il 2010 prevede un fatturato di 41,6 milioni di euro – parla per esperienza diretta: è infatti presente sul mercato con marchi propri (i portali Mr.Price, ePlaza, Compro e Dono) e ha creato e gestisce oltre 30 siti di e-commerce, tra i quali MediaShopping, Coeco, Fila e FastShop (Fastweb).
«Rispetto ad altri paesi europei, l'Italia è rimasta un po' indietro perché storicamente esiste una scarsa abitudine all'acquisto a distanza. Le cose però stanno cambiando e potremmo recuperare il gap con Francia e Germania, ad esempio, dove oltre la metà della popolazione, già oggi, acquista abitualmente online moltissime tipologie di prodotto, dai ricambi per moto ai viaggi, dall'abbigliamento ai piccoli elettrodomestici – continua Lembo –. E poi sono migliorati i servizi postali e ovviamente i corrieri: all'estero è già possibile accordarsi, per un sovrapprezzo minimo, sulla data e ora di consegna. Una cosa è certa: la differenza la farà la qualità del servizio e in questo il modello da seguire resta Amazon, un portale attentissimo alla vendita, ma ancora di più ai servizi post-vendita».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdí 30 Aprile 2010
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