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Successo per l'asta BTp: nessun effetto contagio sui titoli di stato italiani

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Venerdí 30 Aprile 2010

Mara Monti
MILANO
Il rischio Italia è stato scongiurato. Temuto da tutti, governo e investitori, alla prova dei mercati l'asta dei BTp di ieri ha dato una prova muscolare da Champions League dimostrando di reggere le pressioni di chi temeva il contagio dei paesi periferici. La domanda è stata buona, con richieste che hanno raggiunto i 12,2 miliardi a fronte dei 7,6 miliardi collocati dal ministero dell'Economia, sostenuta da acquisti provenienti da investitori istituzionali italiani ed esteri. Un segnale atteso dal mercato che ha visto così scongiurare il pericolo di un effetto domino dopo le bocciature dei rating di Spagna, Portogallo e Grecia. L'allentamento delle tensioni grazie alle rassicurazioni sul piano triennale da 120 miliardi di euro per la Grecia ha sostenuto anche le Borse che hanno archiviato una seduta con segno positivo, uno stop salutare dopo le giornate difficili di inizio settimana: a Wall Street, l'indice Dow Jones ha chiuso a + 1,11%, l'S&P 500 a + 1,29% e il Nasdaq a +1,63%. Bene anche l'Europa con Londra che ha messo a segno +0,16%, Francoforte +1%, Parigi +0,23%. A Piazza Affari il Ftse It All ha segnato un +1%, il Ftse Mib +0,90 per cento. L'euro in tarda serata quotava sopra 1,32 dollari.
Sono andati a ruba anche i Treasuries americani settennali in asta per 32 miliardi di dollari, la quarta della settimana, totalizzando la cifra record di 129 miliardi di dollari: la domanda è stata 2,82 volte superiore l'offerta e il rendimento al 3,71% oltre il 3,374% della precedente asta. Tra i sottoscrittori anche banche centrali internazionali e investitori istituzionali.
Ma gli occhi degli operatori ieri erano tutti per l'asta italiana. Lo si è capito in apertura della seduta con i governativi in sofferenza mentre sugli schermi delle sale trading dominavano i segni meno. Poi con l'arrivo dei risultati dell'asta l'umore degli operatori è cambiato e gli acquisti sono cominciati ad arrivare massicci anche sul mercato secondario. Da collocare c'erano 3 miliardi di BTp a 3 anni e 3,5 miliardi di BTp a 10 anni oltre ad 1,161 miliardi di CcT: il triennale è stato collocato con un rendimento annuo lordo del 2,07%, in salita di 37 centesimi sulla precedente asta, mentre per il decennale il rendimento annuo lordo è stato del 4,09%, (+13 centesimi). Meno bene è andata per i CcT il cui rendimento lordo all'1,63% ha accusato un incremento eccessivo di 50 centesimi. Il perché lo spiega un operatore: «Il CcT è un bond che per le sue caratteristiche, durata settennale e cedola variabile, è poco compreso fuori dall'Italia e quindi tende a soffrire di più nelle fase di incertezza». Per il resto il collocamento è andato via liscio, soprattutto perché ha allontanato «i timori degli investitori per effetti di contagio sull'Italia dopo la debole asta sui BoT di martedì», scrive in una nota l'analista di UniCredit, Chiara Cremonesi. L'asta «conferma anche la nostra visione di una migliore prospettiva economica, fiscale e di rating per l'Italia e mette il paese in una posizione favorevole rispetto al gruppo degli Stati periferici». Dello stesso tenore il commento di Luca Mezzomo, economista di Intesa Sanpaolo: «L'emissione è stata un test positivo per il sistema finanziario italiano che ha mostrato di saper assorbire la domanda a differenza di quanto avvenuto in Grecia». L'economista vede improbabile «un taglio del rating visto che le previsioni macro sono piuttosto in linea e che fino a ora si conferma la disciplina di finanza pubblica», mentre vi è stato solo un modesto deterioramento della posizione di deficit. L'asta italiana ha avuto l'effetto di tranquillizzare il mercato obbligazionario europeo che, dopo il collocamento, ha iniziato a recuperare posizioni. Segnali distensivi sono giunti anche dal Portogallo con l'annuncio di un buy back di bond per 800 milioni di euro il prossimo 3 maggio, dicendosi pronto ad emanare il decreto per stanziare gli aiuti alla Grecia: in chiusura il differenziale tra BTp e il Bund tedesco a dieci anni si è ristretto di 20 punti base dal massimo di 120 toccato nei giorni scorsi. Anche gli altri paesi periferici hanno beneficiato di questo clima disteso: i titoli greci con scadenza due anni hanno recuperato 250 punti base rispetto ai bond tedeschi, 110 il quinquennale e 32 il decennale.
Se questo clima disteso è destinato a durare lo si vedrà dai prossimi appuntamenti sul mercato primario: in agenda c'è il collocamento di 500 milioni di titoli semestrali portoghesi il 5 maggio e l'asta sul quinquennale spagnolo il 6 maggio. Per l'Italia bisognerà aspettare l'11 maggio con la prossima asta di BoT.
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Venerdí 30 Aprile 2010
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