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Alla Norsk Hydro gli asset Vale

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Martedí 04 Maggio 2010


Nel fine settimana il gruppo parastatale norvegese Norsk Hydro ha concluso con la brasiliana Vale un accordo che sigla la più grande acquisizione mai eseguita da una società norvegese all'estero e che testimonia la fiducia nel futuro dell'alluminio.
Vale ha ceduto i suoi asset nel settore, valutati complessivamente 4,9 miliardi di dollari. Il gruppo brasiliano otterrà 1,1 miliardi di $ in contanti e il 22% di Norsk Hydro, che si accollerà anche debiti connessi, per 700 milioni di $. L'operazione passerà attraverso l'emissione di diritti per 1,7 mld $ e alla sua conclusione vedrà calare la quota statale dall'attuale 43,8 al 34,5 per cento.
«È una transazione che ci trasformerà», commenta il ceo di Norsk Hydro, Svein Richard Brandtzaeg, riferendosi soprattutto al fatto che l'acquisizione svincola il gruppo dalla ricerca di materiale da trasformare. Gli asset rilevati comprendono infatti il 60% del terzo deposito mondiale di bauxite, Paragominas, da cui lo scorso anno sono state estratte 6,2 milioni di tonnellate, ma con la possibilità di salire a 9,9 e con progetti per aumentare la capacità annua a 15 milioni di tonn. Sarà a controllo norvegese anche il 91% della raffineria di allumina - l'intermedio tra bauxite e alluminio – di Alunorte, il più grande impianto del mondo nel suo genere, da cui nel 2009 sono uscite 6 milioni di tonn. di allumina. Nel pacchetto c'è l'81% del progetto di raffineria di allumina Cap e c'è il 51% della fonderia di alluminio Albras.
La società brasiliana invece si concentrerà sul ferro (ha appena acquistato per 2,5 miliardi di dollari ricchi giacimenti in Guinea) e sospenderà forse la sua ricerca di energia a basso costo. L'alluminio infatti è un metallo energivoro e un consorzio comprendente Vale si è visto battere sul filo di lana, nei mesi scorsi, nel progetto per la costruzione in Brasile di una centrale idroelettrica da 11mila Mwatt.
Norsk Hydro invece, oltre alle centrali idroelettriche da cui prende il nome, ha una solida presenza in Qatar, dove in joint venture ha inaugurato nel dicembre scorso la fonderia Qatalum, capace di 600mila tonnellate annue di alluminio. Un impianto che conta sul gas dell'emirato e che potrà essere ampliato per sfruttare la nuova abbondanza di materia prima da trasformare.
L'affare è considerato costoso dagli analisti, ma garantisce a Norsk Hydro un secolo di forniture di minerale, creando l'opportunità di nuovi impianti, forse in Angola, dove c'è già un progetto. La Borsa di Oslo ieri ha premiato l'operazione, con il titolo che ha chiuso in rialzo del 2,6%, a 47 corone.
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Martedí 04 Maggio 2010
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