Isabella Bufacchi
ROMA
Un maxi-scudo da 750 miliardi di euro è entrato in orbita ieri con i primi acquisti sul mercato secondario di titoli di stato in euro da parte della Banca centrale europea: questo schermo, formato da numerosi strati di reti di sicurezza, proteggerà la stabilità finanziaria della zona dell'euro, contrastando le crisi di fiducia sul debito sovrano in Eurolandia, per un triennio. La sua estensione e portata non ha precedenti. In aggiunta ai 110 miliardi già impegnati per la Grecia, potrà contare su una vasta gamma di strumenti di brevissimo, breve e medio-lungo periodo. Dagli attivi delle banche centrali dell'eurozona, teoricamente illimitati ma disponibili entro il tetto della base monetaria, al sostegno rinnovato della liquidità concessa da speciali pronti contro termine della Bce. Da un'extra-dote da 60 miliardi della Commissione europea supportata dai 27 paesi dell'Unione europea ai fondi fino a 440 miliardi raccolti da uno speciale veicolo finanziario garantito dai 16 paesi dell'eurozona. Il tutto accompagnato, in tandem, da prestiti del Fondo monetario internazionale fino a 250 miliardi. Uno scudo a più velocità, dunque, che funzionerà tanto in tempo reale quanto su arco triennale.
Questo intreccio di interventi di pronto-uso e di sostegno di lungo periodo è riuscito a convincere i mercati ieri che la Ue e in particolare l'Eurozona possono evitare che i problemi della Grecia restino irrisolti, contagiando Portogallo, Irlanda e Spagna per poi provocare una catena di default nella zona dell'euro, minare l'esistenza dell'euro e la tenuta stessa della costruzione della moneta unica europea. Sul funzionamento di tutti i meccanismi annunciati domenica a notte fonda, sono numerosi gli interrogativi iper-tecnici che restano per ora senza risposta. L'impostazione tuttavia è risultata vincente perché trainata dai primi interventi della Bce.
Lo scudo multifunzione è stato studiato per disinnescare qualsiasi bomba che in prospettiva possa continuare a minare l'affidabilità del rischio-stato nell'eurozona. La Grecia per prima ma a seguire il Portogallo e tendenzialmente anche la Spagna sono stati indeboliti dall'alto costo della raccolta sul mercato: i prezzi dei loro titoli di stato sono calati, i rendimenti sono schizzati alle stelle. Gli oneri sul debito, se eccessivamente elevati, possono compromettere la tenuta dei conti pubblici. E la chiusura totale del mercato porta al default. La Bce, acquistando titoli di stato emessi in Eurolandia (per importi e per emittenti a sua completa discrezione), aumenta l'offerta e quindi ripristina la liquidità sul secondario: fino allo scorso venerdì su molti bond governativi nella zona euro c'erano solo prezzi di vendita, ieri sono tornate le quotazioni in acquisto. Il valore dei bond è salito, il rendimento è sceso abbassando così il costo della raccolta.
Questa azione d'emergenza si coniuga con una Bce disposta anche a rallentare la exit-strategy sui 442 miliardi di euro con scadenza a un anno concessi all'1% al momento del picco della crisi di liquidità sul mercato monetario: e con l'istituto di Francoforte che contribuirà alla liquidità sul mercato dei cambi con il ripristino degli swap sul dollaro Usa con controparte Federal reserve e con altre operazioni concertate con un folto gruppo di banche centrali.
Se questo primo intervento Bce non dovesse bastare per riaprire, a tassi adeguati, il mercato per le aste dei titoli di stato dei paesi periferici con deficit/Pil e debito/Pil per il mercato non sufficientemente sotto controllo (tra i quali l'Italia non c'è), l'Europa si sostituirà al mercato come ha fatto già per la Grecia. Ma non lo farà più con un macchinoso meccanismo di prestiti bilaterali provenienti da 15 stati membri dell'Eurozona, bensì attraverso tre istituzioni, due già ipercollaudate e una totalmente nuova. Il Fondo monetario internazionale ha messo a disposizione 250 miliardi di euro, che saranno utilizzati per un valore pari alla metà dei 500 miliardi provenienti da nuove linee di credito (60 miliardi) della Commissione europea per i paesi dell'eurozona in difficoltà e da uno speciale veicolo, special purpose vehicle, (440 miliardi). Gli stati che, come la Grecia, saranno in futuro disposti ad adottare severi programmi di risanamento dei conti pubblici, potranno attingere a questi 750 miliardi ed evitare di andare sul mercato per i prossimi tre anni. In attesa che la Commissione emetta bond per raccogliere 60 miliardi oltre ai 50 della "balance of payments facility" già prevista e l'spv entri in funzione, la Bce veglierà e interverrà sui mercati. Il tempo a disposizione però non è illimitato. Già ieri il mercato si domandava: quale sarà l'importo massimo dei titoli di stato acquistabili dalla Bce? Quali stati e a quali condizioni potranno ottenere i prestiti da Fmi, Commissione e spv?
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L'intervento: chi farà cosa
Come funziona
L'intervento sul mercato dei bond
- Il programma prevede l'acquisto di titoli di stato e obbligazioni societarie sul mercato secondario, cioè non in asta (operazione vietata alla Bce dal Trattato)
- Importo non prestabilito
- L'intervento è «sterilizzato»: le banche centrali dell'eurosistema non stampano moneta, la liquidità immessa sul mercato verrà riassorbita
Ritorno alle misure di emergenza
- Operazione di rifinanziamento a tasso fisso a tre mesi il 26 maggio e il 20 giugno con assegnazione dell'intero ammontare richiesto (a marzo la Bce aveva deciso di passare ad ammontare limitato)
- Operazione di rifinanziamento a 6 mesi il 12 maggio con un tasso indicizzato (quella effettuata a fine marzo doveva invece essere l'ultima)
Come ai tempi di Lehman
- Vengono riattivati gli swap valutari con la Banca centrale americana, la Federal Reserve
- Ritornano anche le operazioni di liquidità contro dollaro Usa con una serie di banche centrali. Le operazioni sono a 7 e 84 giorni a tasso fisso e ammontare illimitato (oggi verrà effettuata la prima)
Balance of payment facility
L'ammontare dello strumento passa dagli attuali 50 a 110 miliardi (60 miliardi in più). Altri 30 miliardi sono forniti dall'Fmi. Rimborso entro cinque anni
Accesso alle linee di credito condizionato da piani di austerità sui conti pubblici
La Commissione potrebbe emettere bond AAA per raccogliere i 60 miliardi
Il precedente di Atene
- Creazione di un veicolo speciale (Special purpose vehicle) per erogare prestiti oppure garanzie ai paesi dell'Eurozona in difficoltà
- Partecipazione pro-rata degli stati dell'Eurozona
- Necessaria l'approvazione in parlamento di molti stati partecipanti, come avvenuto con i prestiti alla Grecia
- L'operazione ha durata triennale
Gli obiettivi
Garantire liquidità sul dollaro
- La banca centrale punta così a evitare il collasso
della liquidità sul mercato del dollaro Usa,
come era avvenuto
all'apice
della crisi finanziaria
Abbassare i rendimenti
- L'obiettivo principale è quello di far scendere i rendimenti e salire i prezzi, che nelle ultime settimane avevano raggiunti livelli insostenibili per la Grecia e molto elevati anche per Portogallo, Irlanda e Spagna
- Il secondo obiettivo è migliorare la liquidità sul secondario e ridurre il gap tra prezzi in denaro e prezzi in lettera
Maxi finanziamento in scadenza
- Il timore della Banca centrale europea è che l'operazione di pronti contro termine di finanziamento alle banche da 442 miliardi di euro in scadenza il primo luglio prosciughi troppa liquidità. Di qui la decisione di reintrodurre le operazioni non convenzionali a tre e sei mesi
Aiuto in «circostanze eccezionali»
Estensione ai paesi dell'area euro in difficoltà di questa linea di credito usata finora per i paesi che non sono nell'Eurozona. La facility è già stata utilizzata per fornire assistenza a Ungheria, Lettonia e Romania
La base legale è fornita dall'articolo 122.2 del Trattato che permette gli aiuti ai paesi in difficoltà «per circostanze al di fuori del loro controllo»
Pacchetto salva-stati
- È la parte più consistente del pacchetto da 750 miliardi varato domenica notte dall'Eurozona. L'obiettivo è quello di aiutare i paesi con problemi a rimborsare i debiti i scadenza, come avvenuto con la Grecia
- Anche se non è specificato, i paesi che in teoria potrebbero aver bisogno di questi fondi sono in primis il Portogallo e a seguire Irlanda e Spagna
I dubbi del mercato
Exit strategy rinviata
- Con la reintroduzione di queste misure tutta la exit strategy dagli interventi di emergenza della Banca centrale europea (nella foto la sede a Francorforte) varati sull'onda della crisi finanziaria, viene rimessa in discussione
Durata ed effetto sui tassi a breve
- Per quanto tempo dureranno questi accordi di swap valutario?
- Riusciranno a mantenere i tassi a breve termine bassi?

L'eleggibilità
Quali paesi posso attingere a queste linee di credito? Solo quelli con problemi nella bilancia dei pagamenti o anche quelli con problemi di debito?
A quali condizioni?
Per quanto tempo?
Il rischio che qualcuno si tiri indietro
- Come verrà ripartito il carico tra prestiti e garanzie?
- Quanto tempo servirà perché il veicolo diventi oeprativo?
- In che misura parteciperanno i paesi e a quali tassi verranno concesse le erogazioni?
- Alcuni governi quindi possono tirarsi indietro e non partecipare a questo fondo?
Sterilizzazione da definire
- Quali titoli verranno acquistati dalla Banca centrale europea?
- Per quali importi? (Le stime parlano di una cifra da 120 a 1.200 miliardi di euro)
- Come funziona la sterilizzazione, cosa si vende o cosa si emette per fare spazio in bilancio ai nuovi acquisti? Con la vendita di Bund?

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