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5 dicembre 2006

Analisi dei bilanci R&S-Il Sole 24 Ore: l'industria riduce gli utili

di Giuseppe Oddo
I grafici dell'analisi

P rofitti in discesa nei nove mesi del 2006. I gruppi del Top Industria (scheda a destra) hanno registrato in questo periodo un risultato netto aggregato di 16,1 miliardi di euro contro i 17,2 miliardi dell'anno precedente.La contrazione è derivata dal calo di utili di società, come la Fiat, che hanno dimezzato i profitti, ma soprattutto dal risultato negativo della Pirelli, che ha chiuso il rendiconto dei nove mesi in forte perdita con un passivo di quasi 1,5 miliardi contro i 300 milioni di utile dell'anno prima.
A mandare in "rosso"la società della Bicocca è stata la Telecom, che Pirelli controlla attraverso la finanziaria Olimpia. O meglio sono state le quotazioni di Borsa di Telecom, il cui titolo ristagna tra 2,2 e 2,3 euro mentre nel bilancio di Olimpia è iscritto al costo di 4,2 euro. Questa accentuata divergenza divalori— tra costo storico dell'azione Telecom e prezzo dimercato —ha obbligato Pirelli a svalutare il possesso di Olimpia, riducendo a 3 euro il valore di carico dell'azione Telecom. Il risultato di questa svalutazione si è tradotto in una pesante minusvalenza, di2,1 miliardi,che ha mandato in perdita il conto economico consolidato del gruppo tuttora presieduto da Marco Tronchetti Provera.
La stessa Telecom, peraltro, ha accusato un calo del margine operativo netto (Mon o Ebit), già emerso nei primi due trimestri del 2006. Nei nove mesi dell'anno questo calo è stato del 6,6%,pari a 390 milioniinvalore assoluto. E anche se il fatto, nell'immediato,non desta preoccupazione, perché i margini di Telecom restano comunque robusti, esso è però un segno tangibile dell'accresciuta concorrenza nel settore. Telecom segnala che la causa dell'erosione del margine vada ricercata nell'incremento degli ammortamenti, vale a dire nei maggiori investimenti effettuati dalla società nel periodo gennaio settembre 2006,anche se i dati di R&S li indicano in poco più che stazionari ed evidenziano un calo del 10% (a 2 miliardi) degli investimenti in beni tangibili. Sta di fatto che, nei nove mesi, i conti del Top Industria hanno risentito di una sorta di effetto Telecom, che ne ha condizionato i risultati.
Altri gruppi, invece, mostrano andamenti di segno contrario. Eni in primo luogo, che si conferma la società più brillante a livello economicofinanziario. Ma anche Enel, Tenaris, Aem e St, i cui margini hanno registrato, negli stessi nove mesi,aumenti significativi, confermando la tendenza alla crescita già emersa a partire dal primo trimestre.
Il margine è aumentato anche per Fiat, ma a un livello ancora insoddisfacente, pari al 3,7% del giro d'affari.
L'unica nota negativa è quella di Alitalia, passata da un margine positivo di 44 milioni a una perdita operativa netta di 41 milioni nel solo terzo trimestre 2006 (focus in basso).
Le società industriali più redditizie sono quelle che gestiscono attività in monopolio o che occupano posizioni di mercato oligopolistiche o comunque dominanti. Per esempio, il Mon di Austostrade e Terna (quest'ultima è proprietaria della rete elettrica nazionale) è pari rispettivamente al 55% e al 60%dei loro ricavi. Il Mon di Tenaris è pari al 35% del suo fatturato, mentre quello di Mediaset è inferiore, ma pur sempre del 28 per cento. Lo stesso rapporto, nei casi di Eni e Telecom, è del 24%, mentre nel caso dell'Enel scende al 16 per cento.
Nella parte bassa della classifica, accanto a Fiat, ritroviamo Pirelli, St e Finmeccanica, con un rapporto Monfatturato, nei nove mesi, rispettivamente dell'8,3%, del 7,7% e del 5,3 per cento.
È migliorata nel contempo la situazione debitoria del Top Industria. L'indebitamento totale dell'aggregato è sceso nei nove mesi del 4,5%,a 138 miliardi.E sono diminuiti di quasi il 16% gli interessi passivi nonostante l'incremento del costo del denaro. L'Euribor a tre mesi è infatti salito dal 2,13% dei nove mesi del 2005 al 2,91% dei nove mesi del 2006. Evidentemente le grandi imprese sono "coperte" contro il rischio di aumento dei tassi.
Il gruppo che ha ridotto di più l'indebitamento finanziario totale è Fiat (4,4 miliardi), seguita da Telecom (4 miliardi) ed Eni (2 miliardi). Ma a differenza di Eni, la cui esposizione complessiva rappresenta appena il 26% del suo patrimonio netto, Telecom e Fiat hanno un carico di debiti ancora pesante — nell'ordine, 47.945 milioni e 21.391 milioni — e accusano una diminuzione di liquidità.
Il settore del credito, in compenso, sembra godere di buona salute. Gli undici istituti del Top Banche (scheda a destra) hanno chiuso il rendiconto aggregato dei nove mesi con un utile netto totale di 12,3 miliardi, con un incremento del 27per cento. A questo risultato ha sostanzialmente contribuito l'incremento del 7,5% del margine d'intermediazione, cresciuto soprattutto per l'aumento del margine d'interesse (+7,6%) e delle commissioni nette (+6,6%), e l'esplosione delle operazioni straordinarie per un totale di 1,4 miliardi.
Popolare di Milano, Capitalia e Banco Popolare di Verona e Novara hanno registrato un balzo del margine d'interesse (+17% la prima, +14% la seconda, +10% la terza). L'istituto che ha totalizzatoil maggior incremento percentuale di commissioni è invece UniCredit: la banca che ha inglobato la tedesca HypoVereins ha incassato 700 milioni di proventi in più, rispetto allo stesso periodo del 2005, soprattutto per commissioni su fondi comuni.
Di più difficile valutazione, invece,il fenomeno delle perdite su crediti per il loro andamento altalenante nel corso dei nove mesi. Esse sono aumentate del 13% nel primo trimestre, diminuite del 13,3% nel secondo e ritornate a crescere del 28,3% nel terzo, con un aumento medio del 7,4% nel periodo gennaiosettembre.
L'UniCredit, che con 1,8 miliardi di perdite su crediti rappresenta circa il 50%della somma complessivamente stanziata dagli undici istituti, ha iscritto a questo voce 200 milioni di euro in più. Le rettifiche di bilancio hanno coinvolto l'area
retail delle componenti italiana ed austriaca della banca. La componente tedesca, invece, le ha ridotte lievemente per la favorevole situazione dell'attività
corporate.
Tra gli istituti che hanno attuato operazioni straordinarie per importi rilevanti, Capitalia ha contabilizzato 300 milioni di proventi dalla vendita delle partecipazioni inGenerali,Mediobanca, Fiat e Fineco Assicurazioni; Mediobanca ha segnato utili per 155 milioni in gran parte sulla cessione della quota nella Ferrari, e UniCredit un miliardo dalla dismissione di Splitska Banka e 2S Banca.
I crediti deteriorati del Top Banche hanno superato al 30 settembre 2006 i 39 miliardi di euro, rappresentando il 3,4% dei crediti totali verso la clientela. Erano 42 miliardi il 31 dicembre 2005. Capitalia resta la banca più esposta, con crediti deteriorati in discesa ma pur sempre pari al 6,2% di quelli totali alla clientela.



 

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