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Bpm e Bper: nasce la Banca Popolare delle Regioni

di Emilio Bonicelli

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27 maggio 2007


Banca Popolare delle Regioni. Così si chiamerà la nuova aggregazione tra la Banca Popolare di Milano e quella dell'Emilia Romagna.A confermarlo è l'amministratore delegato della Bper, Guido Leoni.«Il nome piace a me, piace al presidente della Bpm, Roberto Mazzotta, e anche il governatore della Banca d'Italia ha espresso gradimento ». D'altra parte, forse in modo profetico, «diversi anni fa la Bper aveva depositato il marchio Banca delle regioni, perché esprimeva al meglio la nostra filosofia di banca federale». Il nome piace anche a Francesco Cossiga, certamente il più noto piccolo azionista della Bper (si veda altro articolo in questa pagina), che ne sollecita l'adozione. Leoni è soddisfatto del buon esito delle trattative che porteranno alla nascita del settimo gruppo bancario italiano con una capitalizzazione di mercato superiore ai dodici miliardi di euro. Domani iconsigli di amministrazione delle due popolari approveranno il progetto di fusione. Martedì, a Milano, ci sarà la presentazione alla comunità finanziaria. Mercoledì, a Londra, appuntamento con gli investitori istituzionali. A giugno il via libera definitivo da parte delle assemblee straordinarie dei soci. A gennaio 2008 la Banca Popolare delle Regioni debutterà in Borsa.

Anche lo statuto è pronto e martedì verrà presentato alla Banca d'Italia. La sua stesura è stata uno dei momenti più delicati della trattativa. Il cda sarà formato da 20 componenti, 10 espressione della Bpm e 10 della Bper. Bisognava però garantire sia la funzionalità, evitando empasse decisionali, sia «la pari dignità delle due componenti in una fusione tra eguali». Per questo «le norme statutarie saranno più cogenti del normale» e per le scelte «di qualche valenza strategica» non basterà la maggioranza semplice, «ma sarà richiesto un forte consenso da entrambe le parti». Dopo il debutto sul Mercato telematico della nuova Holding, ammette Leoni (sinora la Bper era quotata sul Mercato Expandi), «sarà tutta un'altra vita». A quel punto però si potrebbe porre il problema di come difendere l'indipendenza dell'istituto — che ha un azionariato diffuso— da condizionamenti o scalate. La protezione secondo Leoni verrà dalle grandi dimensioni raggiunte, dalle regole del voto capitario per le banche cooperative, come sono le Popolari.Inoltre «saranno probabili»associazioni tra gli azionisti, e ben vengano, purché «non diventino centri di potere, ma aiutino la crescita della nuova realtà».

L'intesa «è un'operazione di grande valore nazionale», incalza Leoni che parla a Modena in occasione dell'assemblea della Banca Popolare dell'Emilia Romagna per l'approvazione del bilancio. L'interesse per l'iniziativa è dimostrato dalla presenza, nell'auditorium dell'istituto di credito, di 1.600 soci. L'accoglienza del progetto è certamente più entusiasta a Modena rispetto a quanto avvenuto a Milano. Non manca tuttavia qualche «mal di pancia» che trova voce nell'intervento di Lazzaro Fontana, rappresentante dei piccoli azionisti. Il rapporto di cambio fissato è di 1,76 azioni della nuova Holding ogni azione della Bper, mentre Fontana reclama un valore più vicino a 2.Leoni però difende l'intesa: «abbiamo negoziato al meglio, ottenendo un valore del 10% superiore a quello di mercato».

Smentita l'ipotesi che l'aggregazione avrebbe potuto allargarsi a Unipol. «Questo discorso non è mai stato proposto né preso in considerazione». Alla fusione, poi, non seguiranno esuberi. Le sinergie, è vero, riguarderanno anche il personale ma «abbiamo molti nuovi progetti da realizzare».

La Banca Popolare dell'Emilia Romagna intanto si presenta all'appuntamento dell'aggregazione con la Bpm in ottima salute. Il risultato del 2006 è«migliore di ogni altro del passato». L'utile netto ha infatti raggiunto i 220,5 milioni di euro (+20%).Approvata la distribuzione di un dividendo pari a 0,42 euro per ogni azione avente godimento pieno, in pagamento il 7 giugno. Positivi anche i risultati di gruppo con utile netto consolidato a quota 346,8 milioni (+25,5%). Il 2007 promette altre soddisfazioni con utile in crescita nel primo trimestre del 25%. «Quello che faremo quest'anno — conclude Leoni— sarà ancora meglio del 2006.E non di poco».

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