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Mutui, 530mila famiglie italiane in difficoltà

di Claudio Tucci

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2 aprile 2008

Servono sanzioni per il mancato rispetto delle norme sull'estinzione e la portabilità dei mutui. Lo ha detto, intervenendo al convegno organizzato da Altroconsumo sulla trasparenza nei mutui, il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, sottolineando che gli strumenti attualmente in possesso all'Authority non sono sufficienti. Dal rapporto di Altroconsumo emerge che solo in due agenzie bancarie a Roma su 40 istituti di credito visitati tra Milano e la capitale viene rispettata la normativa sulla portabilità del mutuo con surrogazione dell'ipoteca a costo zero. Con un danno per i consumatori calcolato dall'associazione in 4,5 milioni di euro. Per Catricalà bisogna vigilare sulle «prepotenze» attuate da alcune banche, perché «in caso di inadempienza delle disposizioni di legge non è prevista una specifica sanzione. Il consumatore è lasciato solo». Ma, come testimoniato anche dal conto di oltre 4.700 euro che lo stesso Catricalà si è visto presentare per l'estinzione di un proprio mutuo, «le leggi fanno fatica ad entrare in vigore, ci vuole qualche stimolo». Oggi, ha sottolineato Catricalà, sono circa 110mila le famiglie con problemi di insolvenza per il caro mutui, 420mila sono invece quelle in difficoltà su una platea di circa 530mila famiglie. Dal canto suo il direttore dell'Abi Giuseppe Zadra ha sottolineato che «la surroga dell'ipoteca esisteva già nel nostro codice civile, ma nessuno in 65 anni l'aveva mai praticata» e ha ribadito, in riferimento ai ritardi nell'applicazione delle norme, che «la lentezza nel far funzionare in maniera adeguata la volontà politica che si è espressa con la legge non è dovuta a un atteggiamento doloso del sistema bancario». In questi mesi sono stati concluse 100mila tra estinzioni anticipate (50mila) e rinegoziazioni (42mila). Per Zadra bisogna chiarire che il cliente può estinguere un mutuo, ma non può «avere il diritto di farsi dare un mutuo alle condizioni che vuole lui perché da nessuna parte esiste questo dovere da parte delle banche».
Secondo i dati presentati da Altroconsumo le banche italiane sono in ritardo nell'applicazione delle nuove normative sui mutui. L'inchiesta, articolata in due parti, presentata, alla Camera, mette in mostra tutto quello che ancora non va nel rapporto fra cittadini e istituti di credito a distanza di oltre un anno dall'entrata in vigore delle norme sulle liberalizzazioni volute dal Governo Prodi.
E così, dall'indagine realizzata in 40 agenzie bancarie di Roma e Milano, è emerso che gli istituti di credito nostrani ostacolano la portabilità dei finanziamenti e fanno pagare ai propri clienti spese non più dovute. In particolare, Altroconsumo evidenzia come solo in 2 agenzie sia stato possibile ricorrere alla portabilità del mutuo con surrogazione dell'ipoteca a costo zero. Ciò, secondo l'associazione, comporterebbe un danno di circa 4,5 milioni di euro per i mutuatari che hanno surrogato il proprio finanziamento nel corso del 2007, sobbarcandosi costi non previsti dalla legge. Un danno che, sempre secondo Altroconsumo, potrebbe raddoppiare, passando a oltre 9 milioni di euro, se la percentuale dei mutui oggetto di surroga corrispondesse con il totale dei mutui sostituiti, che rappresentano il 15% dei mutui erogati nel corso del 2007.
Altroconsumo sottolinea, poi, pro e contro dei tre modi, per lasciarsi alle spalle il vecchio mutuo. L'opzione più conveniente è la rinegoziazione. La banca non è obbligata a farla, ma se accetta, deve procedere con scrittura privata, senza intervento del notaio e a costo zero per il cliente. Con la surrogazione si paga, invece, solo una tassa ipotecaria di 35 euro. Più onerosa è la sostituzione. Da quest'anno, poi, anche se il nuovo mutuo dovesse avere una valore superiore al residuo, i benefici fiscali di detrazione degli interessi sono limitati alla sola parte del nuovo finanziamento pari al capitale residuo.
Inoltre, dall'analisi condotta su 168 agenzie bancarie di otto grandi città italiane (Bari, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Roma, Torino e Verona), è emerso anche che quasi il 60% degli istituti di credito interpellati non consegna agli aspiranti mutuatari il modello Esis (European standardised information sheet), strumento necessario per poter confrontare le offerte di tutte le banche, istituti stranieri compresi. «Il modello - precisano da Altroconsumo - non è imposto da nessuna legge, ma le banche hanno firmato volontariamente un codice di condotta che ne prevede la consegna al consumatore». Solo, poi, il 4% delle banche visitate (7 cioè su 168) ha consegnato al cliente la copia del contratto di mutuo, senza che derivasse da ciò un obbligo alla stipula. Insomma, concludono dall'associazione, banche "allergiche" alla concorrenza e alla trasparenza, poco inclini a fornire strumenti utili al consumatore per confrontare le offerte del mercato e scegliere la più conveniente.

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