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Bnl, Bankitalia assolve le operazioni sui derivati

di Laura Serafini

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11 Aprile 2008

La Banca d'Italia promuove Bnl all'esame sui derivati. L'esito dell'ispezione conoscitiva condotta sul gruppo di via Veneto per circa sei mesi è stato illustrato ieri durante una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione da Claudio Clemente, responsabile della vigilanza sugli enti creditizi, e da Giambattista Chiarenza, responsabile della sede di Roma dell'istituto centrale. Nel mirino le operazioni sui derivati condotte tra il 2006 e il 2007, tra cui in particolare i contratti stipulati con gli enti locali finiti al centro di tramissioni televisive. Gli ispettori di via Nazionale hanno vagliato le operazioni svolte dalla banca con un sistema a campione, dunque non hanno passato al setaccio tutte le pratiche contrattuali. E, soprattutto, hanno valutato l'impatto degli strumenti derivati dal punto di vista della stabilità e del rischio credito della banca. Non, dunque, per gli aspetti inerenti la consapevolezza del rischio assunto dal contraente. Ciononostante, Chiarenza (che ha letto la relazione) ha riconosciuto i miglioramenti registrati da Bnl (la precedente ispezione qualche anno fa si era conclusa con l'irrogazione di sanzioni pecuniarie a tutto il cda, ndr) ma ha comunque avanzato raccomandazioni su 3/4 punti. Ha sollecitato la banca a una più puntuale applicazione della direttiva sul mark to market (dunque, la valutazione a fair value dei vari contratti derivati nel bilancio della banca). A una maggiore attenzione nella strategia distributiva dei derivati che, tradotto in parole povere, significa una più accurata disamina degli strumenti derivati che in molti casi vengono comprati da grandi banche internazionali e poi rivenduti al cliente finale. E ancora, il monito ad assicurarsi che tipologie di prodotto con un alto profilo di rischio vengano vendute soltanto ad acquirenti consapevoli, seppure da questo punto di vista nuove norme e procedure a garanzia del risparmiatore sono state introdotte con la direttiva Mifid. Chiarenza ha insistito molto sulla necessità di una rappresentazione contrattuale di questi strumenti il più possibile chiara e trasparente perché la prospettiva, altrimenti, è che la banca possa incorrere – e questo evidentemente preoccupa via Nazionale tanto quanto il rischio di credito – nei rischi legali dovuti al contenzioso. Al termine della lettura del breve documento, Clemente ha ribadito al consiglio che l'approccio della Banca d'Italia è una vigilanza a sostegno delle banche per migliorare la gestione dei rischi di mercato e dei rischi creditizi. Dopodiché, ha informato i consiglieri che sui derivati Bnl è andata molto meglio rispetto alle altre banche. Certo, Bnl è uno degli istituti nazionali ad aver collocato un numero limitato di derivati. Ma, considerato che è la prima indagine che si conclude e che via Nazionale ha avviato ispezioni analoghe su UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare, sarà interessante sapere come se la caveranno gli altri. Il cda invierà le controdeduzioni a Bankitalia e poi, entro 30 giorni, tornerà a deliberare sul quel rapporto.

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