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Parmalat: la Consob vigila sul titolo in altalena

di Morya Longo

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20 agosto 2008
PIAZZA AFFARI
L'andamento di Parmalat in Borsa

Una banca d'affari internazionale sta cercando di coagulare una cordata di investitori interessati a conquistare la Parmalat . Un fondo di private equity, dalla sua sede londinese, sta studiando lo stesso dossier. Le indiscrezioni non potrebbero essere più chiare: il gruppo di Collecchio è sotto gli occhi di tanti possibili acquirenti. È per questo che a Piazza Affari il titolo, escludendo il calo di ieri, nell'ultimo mese ha guadagnato il 23%. Il mercato sembra dunque credere nella possibilità di un'Opa imminente. Ma è proprio così? A ben guardare, i segnali tipici di una scalata non si vedono: i volumi di scambi sono aumentati solo lievemente sia a Piazza Affari sia sul mercato dei blocchi. Anche il fatto che tanti investitori stiano analizzando il dossier può non significare nulla: si pensi che già un anno fa un gruppo di fondi aveva studiato la fattibilità di un'Opa, ma poi aveva rinunciato. Insomma: il rialzo del titolo Parmalat, allo stato attuale, sembra causato più dalla speculazione che dalla concreta possibilità di un'Opa imminente. E anche per questo la Consob, secondo quanto risulta al «Sole-24 Ore», ha acceso un faro e ha avviato il monitoraggio del titolo.

Per capire il rally borsistico della Parmalat basta fare due calcoli semplici. Attualmente il gruppo, che in Borsa vale 3 miliardi, ha in cassa disponibilità liquide per 1,2 miliardi di euro. Se si considerano le possibili ulteriori transazioni future, qualcuno arriva a ipotizzare che per fine anno possa disporre di una cassa fino a 2 miliardi o superiore. Insomma: se qualcuno volesse rilevare la società, pagherebbe 3 miliardi di euro e s'impossesserebbe di una cassa da 2 miliardi. Il business alimentare, quindi, è valutato dalla Borsa un solo miliardo. Dato che la società nel 2007 ha fatturato 3,8 miliardi e ha realizzato un margine operativo lordo di 366 milioni, il business alimentare verrebbe valutato circa un quarto del fatturato e circa tre volte il Mol. Le altre società del settore, invece, sono valutate mediamente 8 volte il Mol. Qui si arriva al punto: Parmalat costa un terzo dei concorrenti e non ha azionisti stabili. È quindi il paradiso di qualunque scalatore.

Per questo in tanti (non da oggi) ci hanno fatto più di un pensierino. Eppure nessuno si è ancora fatto avanti. A ben guardare, infatti, quella che appare l'Opa più facile del mondo è in realtà piena di ostacoli. L'eventuale acquirente, per esempio, avrebbe difficoltà a cambiare l'amministratore delegato Enrico Bondi (in carica fino al 2010) contro la sua volontà, anche perché è protetto da uno statuto molto "ingessato". Per modificare lo statuto, che determina anche la formazione del consiglio di amministrazione, serve infatti il voto favorevole del 95% degli azionisti complessivi del gruppo. Insomma: praticamente è impossibile. Chi volesse scalare la Parmalat prima della scadenza del mandato di Bondi, quindi, rischierebbe di trovarsi nell'imbarazzante situazione di possedere la maggioranza delle azioni ma di non riuscire a scegliere l'amministratore delegato e il Cda. Questo è l'ostacolo che ha bloccato la cordata che si era formata un anno fa e questo potrebbe essere il freno di oggi.

Forse è per questo che in tanti guardano la Parmalat, ma nessuno fino ad oggi si è mosso. Se Bondi dovesse abbandonare la poltrona (in tanti lo vedrebbero bene a risanare l'Alitalia) i giochi si riaprirebbero. Ma fino a quel momento la sua figura ingombrante, "protetta" da uno statuto blindato, rende il compito dell'ipotetico scalatore molto difficile. Non solo. Scalare la Parmalat un mese fa, quando valeva 1,5 euro, era un conto. Farlo oggi, che vale 1,84 euro, è un altro. Qualche analista ha calcolato che se il titolo superasse i 2,2 euro la conquista non sarebbe più così conveniente. La partita è aperta, potrebbe succedere di tutto, ma una cosa è certa: scalare la Parmalat è meno facile di quanto sembri. Forse anche la Borsa (ieri il titolo ha perso il 2,12%) inizia a rendersene conto.

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