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Bp chiude oleodotto in Caucaso e il greggio torna in tensione

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12 agosto 2008

Prezzi del petrolio in tensione in una giornata in cui le quotazioni sono andate da poco più di 112 dollari al barile fino a quasi 116. In serata al Nymex i futures sul Wti consegna settembre si erano attestati a 113,4 dollari, un dollaro in meno rispetto alla chiusura precedente. La flessione è seguita all'annuncio dato dal presidente russo Dmitri Medvedev della fine delle operazioni militari in Georgia. È stata però un'altra notizia proveniente dal Caucaso a far risalire nel pomeriggio le quotazioni dell'oro nero. La British Petroleum (Bp), principale azionista dell'Azerbaijan International Operating Co, società che gestisce la pipeline, ha annunciato di aver chiuso l'oleodotto di Baku-Supsa e il gasdotto del Sud del Caucaso (Scp), per precauzione, visto il conflitto in corso in Georgia.

Già la scorsa settimana era stato chiuso l'oleodotto di Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc), gestito sempre dalla Bp. Quest'ultima decisione si era resa necessaria per riparare i danni provocati da un'esplosione avvenuta il 5 agosto in territorio turco, in seguito rivendicata da gruppi separatisti curdi. La Bp aveva però dichiarato tramite un portavoce di non avere conferma di un attacco russo all'impianto Btc, secondo quanto riferito dal governo georgiano. Le tre infrastrutture chiuse sono la principale via di trasporto del petrolio dell'Azerbaigian dal Mar Caspio verso i mercati occidentali, assieme all'oleodotto di Baku-Novorossisk che arriva in Russia.

Sono notizie contrastanti quelle sul petrolio. Da un lato l'accendersi e spegnersi delle tensioni in Caucaso fanno risalire il greggio. Dall'altra i dati macroeconomici incoraggiano il trend ribassista che il greggio ha intrapreso in queste ultime settimane. L'Agenzia internazionale dell'energia ha lasciato invariate a luglio le sue previsioni di domanda mondiale di petrolio. Secondo l'ente, che cura gli interessi energetici dei paesi dell'Ocse, si constata del resto un netto aumento dell'offerta, un fattore che conferma la tendenza alla distensione del mercato. Nel suo rapporto mensile pubblicato oggi a Parigi l'Aie ha mantenuto le sue previsioni di domanda mondiale nel 2008 a 86,9 milioni di barili al giorno ma ha invece aumentato di 70.000 barili quelle per il 2009 portandole a 87,8 barile al giorno. La domanda di petrolio dovrebbe dunque aumentare di 0,9% quest'anno e dell'1,1% l'anno prossimo.

E in serata l'ufficio di statistica del Doe, il dipartimento Usa dell'Energia, ha diminuito, per la prima volta da febbraio, le stime sul prezzo del petrolio qualità Wti (quello trattato a New York) nel 2008 e 2009. Nel suo rapporto mensile l'Ufficio afferma: «I prezzi del Wti, pari in media a 72 dollari al barile nel 2007, dovrebbero collocarsi in media a 119 dollari nel 2008 e a 124 nel 2009» (contro attese precedenti di 127 e 133 rispettivamente).

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