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La parola ai dipendenti di Alitalia

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Il Sole 24 Ore ha già ricevuto diversi messaggi di dipendenti dell'Alitalia che vogliono esprimere la propria opinione sulla crisi della compagnia. In particolare ha colpito la lettera di Antonella Celletti, un comandante di Alitalia con 19 anni di servizio, che in una lunga lettera ha sottolineato, tra l'altro, come non ci sia «la compattezza della categoria dei piloti che si vuole trasmettere da parte dei vertici di queste associazioni».

Se sei un dipendente dell'Alitalia invia le tue considerazioni alla casella di posta elettronica della redazione.

LE MAIL PERVENUTE IN REDAZIONE
24 settembre
Dipendente Alitalia
Mi stupisco di come un comandante con 19 anni di servizio possa esprimersi in questo modo rappresentando in maniera del tutto soggettiva se stessa. Lavoro in Alitalia da 10 anni sono un primo ufficiale ovvero un copilota anziano che in altre realtà lavorative sarebbe già comandante da parecchio tempo. Il piano Cai oltre alla sua inconsistenza sul mercato dimostra come la tendenza ad accelerare e modificare a sua insindacabile decisione le carriere porti ad un pericoloso declino i rigidi processi di formazione che sino ad oggi la nostra azienda ha adottato. Gli scritti di Cai fanno l'occhietto al modello Airone dove spesso nelle sue realtà più giovani il Comandante è un pilota con 2 o tre anni di esperienza di volo commerciale.Forse in tutti questi anni il mio collega comandante ha dimenticato come quest'azienda l'abbia formata, essendo io più giovane ne ho memoria più recente. Ho avuto il pregio di essere stato addestrato alla scuola di volo Alitalia, un'università del volo, una scuola altamente selettiva con istruttori di altissimo livello. Abbiamo iniziato il corso in 38 siamo riusciti a terminare l'iter addestrativo in 26. Gli altri oggi lavorano in realtà lavorative minori e godono del mio più alto rispetto e sia ben chiaro non parlo di piloti di serie A o di serie B ma di esperienze formative e lavorative differenti. Cai con la sua proposta di acquisto vuole svilire e mortificare questo valore essenziale in un mondo in cui la nostra figura professionale gioca un ruolo preponderante al buon fine delle operazioni di volo. Ci sentiamo in obbligo di non cedere a questo ricatto per preservare questo patrimonio e metterlo a totale servizio di chi riconosca l'effettivo valore del bene in vendita.  CONTINUA ...»


Accordo Alitalia
Non sono mai stato un sostenitore delle associazioni professionali ma questo tiro incrociato sulla categoria a cui appartengo ha suscitato in me uno sdegno tale da indurmi a riflettere e rivedere le mie idee in merito.Ecco il mio NO all'accordo.Inoltre, mi spiegate come fa Riggio a revocare la licenza di operatore ad AZ se l'articolo che segue, estratto dal decreto 134, è in vigore?
4-sexies. L'ammissione delle societa' di cui all'articolo 2, comma 2, secondo periodo, alla procedura di amministrazione di cui al presente decreto e lo stato economico e finanziario di tali societa' non comportano, per un periodo di sei mesi, dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il venir meno dei requisiti per il mantenimento, in capo alle stesse, delle eventuali autorizzazioni, certificazioni, licenze, concessioni o altri atti o titoli per l'esercizio e la conduzione delle relative attivita' svolte alla data di sottoposizione delle stesse alle procedure previste dal presente decreto. In caso di cessione di aziende e rami di aziende ai sensi del presente decreto, le autorizzazioni, certificazioni, licenze, concessioni o altri atti o titoli sono trasferiti all'acquirente.
Saluti, Fabrizio

Alitalia
Sono un Pilota Alitalia e non sono d' accordo con la proposta CAI poiché non ha in alcun modo ascoltato i consigli della nostra categoria. Richieste non per il mantenimento di privilegi ma per permettere le operazioni di volo in piena sicurezza come assicurato fino ad ora. Ritengo il signor Colaninno mal consigliato, i piloti non sono il nemico da annientare ma il miglior alleato per raggiungere gli obiettivi aziendali. Saluti


Alitalia
La dura opposizione al piano presentato deriva del fatto che anche questo, come i precedenti, non affronta i veri nodi della situazione. Alitalia:dai bilanci si evince che Alitalia fattura poco più di 4 miliardi di euro ed il costo del lavoro impegna poco meno del 20% del fatturato: oltre ad essere decisamente il più basso fra le compagnie aeree europee di riferimento, corrisponde a circa ad 800 milioni di euro, ovvero a tutte le perdite accreditate quest' anno ad Alitalia. Ciò significa che anche se tutti i lavoratori Alitalia venissero a lavorare gratis, l'azienda riuscirebbe a mala pena a raggiungere il pareggio di bilancio. E' dunque evidente che il problema di Alitalia non è il costo del lavoro, ma gli altri costi fuori controllo. Questo piano, sulla falsariga dei precedenti, continua a tagliare rotte mettendo a terra aerei e relativi equipaggi, ma il fatturato di una compagnia aerea chi lo produce se non gli aerei che trasportano i passegeri?? e difatti dall' unione di due compagnie ne produciamo una che fatturerebbe poco più di quanto già fattura Alitalia. Allora a che scopo unire queste due compagnie?? I primi di settembre filtravano le indiscrezioni sugli eventuali esuberi, che parlavano di circa 4.500 - 5.000 dipendenti in più, di cui 500 piloti e 2.600 dipendenti di terra. Adesso ci troviamo con 1.000 piloti e 500 dipendenti di terra. Sono estremamente felice per loro, ma il fatto è che il fatturato lo producono gli aeroplani guidati dai piloti, non il personale che sta in ufficio. Si è dato il contentino ai confederali per farli firmare, dando luogo ad una situazione per cui fra due anni saremo al punto di partenza, pronti per essere fagocitati dal partner che ci affiancherà. La realtà che si evince dal confronto dei bilanci con le compagnie europee profittevoli è che se fossero portati sotto controllo i costi per forniture, servizi, consulenze ecc. (cosa peraltro che ci si guarda bene dal fare anche con questo piano), l' Alitalia sarebbe tranquillamente in grado di stare profittevolmente sul mercato anche con tutto il personale ed i contratti attuali.

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