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La parola ai dipendenti di Alitalia

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Gli aerei sono gli stessi del resto del mondo, i biglietti costano come quelli delle altre grosse compagnie europee, il numero di dipendenti per aeroplano ed il loro costo è inferiore a quello delle altre compagnie europee da anni, gli amministratori delegati e chi li nomina sono invece pagati di più di quelli degli altri paesi vicino a noi. Ed ogni proposta che vedrà gli ITALIANI ed i lavoratori ALITALIA pagare per chi sino ad ora mai ha dimostrato la propria professionalità nel settore mi vedrà pensare che ogni altra alternativa sarà preferibile. Addebitare ai dipendenti le responsabilità per il fallimento del passato e per il fallimento del futuro è fuorviante ed offensivo.
Chiudere le linee e mettere a terra aeroplani non è mai stato il metodo per fare affari con le compagnie aeree, ma è quello che si è fatto negli ultimi anni e che si propone per il futuro.
Se i nostri imprenditori non riescono a fare quello che gli altri imprenditori europei riescono a fare allora è meglio vendere a loro. Sempre che chi li sceglie lo permetta. Se l'associazione professionale dei piloti viene riconosciuta da tutti i paesi del mondo ma qui la si vuole cancellare allora è inutile continuare a tirare avanti. Per la mia ALITALIA ho caricato bagagli sotto la pioggia, ho lasciato inaspettatamente moglie e figli da soli per garantire voli improvvisamente scoperti , ho rinunciato a natali in famiglia e vita sociale, ho difeso la mia ALITALIA da chi la derideva per le sue mancanze, ho assunto responsabilità che nessuno poteva impormi, ho fatto cose che i miei colleghi di altre compagnie mai avrebbero accettato.
Meglio stringerla al petto e farla morire che darla in mano a chi non sa neanche con cosa vorrebbe avere a che fare. Non sanno con chi e con che cosa hanno a che fare.

Sondaggio Alitalia
Gent.mi sig.ri/e, con la presente vorrei confermare il mio NO all' attuale piano della CAI.
Andrea Mapelli F/O MD11

No alla CAI
Ribadisco il NO che i miei rappresentanti hanno dato alla CAI. Un simile accordo porta ad un depauperamento della cultura aeronautica italiana e della sicurezza del volo. E" mortificante leggere sui giornali montagne di falsita" atte ad oscurare l"evidenza dei fatti. Noi amiamo il nostro lavoro e amiamo la nostra compagnia. Non vogliamo fare i mercenari per i prossimi anni.
Carcate di evidenziare il valore aggiunto di gente che vuole far sopravvivere BENE la propria azienda MA non a tutti i costi. E lasciate perdere i privilegi. Basta che facciate un qualsiasi turno con me che ve ne ricrederete.
Saluti Francesco Dittadi / pilota AZ

23 settembre
Le parole non sempre volano
In queste ultime settimane per i più, ma in questi ultimi anni per chi ne è dentro, si è portata avanti l'agonia di un colosso che tanto tempo fa faceva battere forte il cuore "di gioia" ai dipendenti, turisti italiani che uscivano dall'Italia, turisti stranieri che venivano in Italia, emigranti che ci tornavano, investitori italiani che hanno guadagnato all'estero, tutta gente che ha viaggiato anche grazie alla compagnia di bandiera, non lo dimentichiamo mai. Poi il cuore di molti ha cominciato a tremare per la paura che si cancellassero delle rotte, che si cedessero delle parti fondamentali dell'azienda, come il catering o i servizi a terra, hanno cominciato a tremare gli investitori che ci hanno rimesso, gli azionisti tra cui anche noi dipendenti che ci hanno perso l'intero stock option di 65 milioni di lire, potrei andare avanti ancora. Adesso il cuore sembra si stia per fermare. Qualcuno ha pure per la prima volta messo in dubbio l'unico vanto che benchè dissestati finanziariamente ci apparteneva ancora, la sicurezza. Finito da tempo l'amore incondizionato per una compagnia che ha dato tanto a tutti e poi, come il più classico degli amori quando finisce, lo ha pure tolto, ora si sta cercando di distruggere anche l'ultimo bel ricordo di una compagnia che una volta, tanto tempo fa, era veramente gloriosa. L'ultimo motivo per cui qualche pazzo ancora poteva aver voglia di volare con AZ, la sicurezza appunto, viene messa in dubbio da gente che in fondo è pagata solo per far alzare in aria un "pezzo di ferro" con delle persone dentro, riportarle a terra e possibilmente in orario, tutto qui. Quindi una domanda: cosa si aspetta a farlo scadere questo ultimatum? La vogliamo mettere a terra la flotta che ormai vola senza passeggeri prima che succeda il vero disastro, non certo aereo perché siamo gente seria a parte le uscite fuori luogo di persone senza senno, ma economico? Le nostre liquidazioni, ultima chance per andare avanti almeno per un po' per chi campa di stipendio, le andiamo a chiedere a Berti o alla CGIL?
Non sarebbe serio chiudere i rubinetti a questo punto senza altri inutili strascichi e almeno una volta nella nostra recente storia, con dignità? O forse anche questo è chiedere troppo?
Firmato: Massimo, uno dei tanti impiegati AZ del personale di terra che ci ha creduto e che ha sempre lavorato, MAI iscritto a nessun sindacato. Un morto di fame, per dirla come la direbbe un comandante, ma ricco di dignità e di senso della misura. Anche se purtroppo non si possono vendere.

  CONTINUA ...»

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