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La parola ai dipendenti di Alitalia

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Voglio un posto di lavoro
BASTA! Non se ne può più! Rivoglio il mio posto di lavoro che mi sono tenuta per 20 anni con tanto amore, tanta responsabilità e abnegazione. Le colpe sappiamo tutti di chi sono e tutti (quasi) vorremmo poter scegliere diversamente che accettare questo piano che continua a svilire la nostra professionalità. Molti di noi, io compresa, avrebbero preferito cedere ad Air France che a questi signori senza scrupoli. Ma non mi pare si sia nella condizione di poter scegliere, non mi pare di vedere altre proposte sul tavolo e non mi pare, ormai, noi si abbia ulteriore tempo a disposizione per pensare a soluzioni diverse. Ho 2 figlie piccole ed un marito precario. Mi basta saltare uno stipendio e già mi troverei in serie difficoltà perché con quello che guadagno ci arrivo pelo pelo a fine mese. Non sono proprio nella condizione di poter dire «meglio falliti che in mano a sti banditi». E anche se mi chiedono ancora di aumentare la produttività e mi riducono ancora lo stipendio, che già non era poi così alto, purtroppo devo ingoiare il rospo ed andare avanti. Altrimenti non saprei più cosa dare da mangiare alle mie figlie. Io non posso permettermi di perdere il mio posto di lavoro. E come me tanti altri. Credo la maggior parte. Almeno del personale di terra.
Arianna Calcabrini

Indignazione
Esprimo la mia indignazione di fronte a chi ha deciso di giocare un "gioco" del muro contro muro dove alla fine noi lavoratori siamo soltanto l'eventuale, e più che probabile, posta che qualcun altro ha deciso di mettere in palio in nome di un suo interesse di parte. Siamo in molti che di fronte al nulla ed al fallimento di Alitalia che si profila, credono che avere lo stipendio sia molto più importante di qualsiasi altro gioco politico, sindacale o della difesa dei privilegi di singole categorie. Accettiamo la proposta CAI !
Roberto

Crisi di non ritorno
Sono un tecnico con 30 anni di anzianità , stanco di trovarmi in mezzo tra l'incudine e il martello delle dei schieramenti partitici e degli egoismi di pochi.
L'opinione della quasi totalità dei colleghi di terra è di firmare la trattativa e giudicano un gravissimo errore la mancata firma da parte della CGIL . Le organizzazioni sindacali dei piloti, lo sanno tutti, hanno portato sul baratro questa compagnia e ieri alla trasmissione di Gad Lerner il com.de Notaro ha dimostrato la sua miopia, il suo egoismo e la sua intransigenza. Non vuol perdere nulla, neanche un millimetro di potere. Preferisce mandare sul lastrico 19000 persone piuttosto che considerarsi un dipendente come tutti gli altri. Comandare senza rischiare di proprio è una bella comodità.
Ora il paradosso è che per la maggioranza silenziosa non ha voce . Non è sentita dalle organizzazioni sindacali e dai media. Non fanno notizia. Cresce solo la rabbia per questa impotenza e contro gli egoismi di parte. Vi ringrazio per la possibilità che mi avete fornito
Angelo

Sindacati Alitalia- I veri colpevoli
Sono un dipendente Alitalia di terra e lavoro al centro Direzionale della Magliana da 11 anni.
Penso che almeno il 60% della colpa della crisi aziendale sia da attribuire ai sindacati.
I sindacati Alitalia - Anpac, SDL e CGIL su tutti - sono i veri colpevoli, ci stanno portando al fallimento.Hanno rifiutato sia Air France che CAI ma non rappresentano la maggior parte dei lavoratori Alitalia, questo è il vero problema.Dovrebbe fallire Alitalia soltanto per "mandare a casa" questa gente, che difende solo chi non lavora, il loro potere, il loro dire sempre NO, il loro link con la politica.Ci sono molti lavoratori seri e preparati in Alitalia - in tutti i settori - ma i sindacalisti sono le persone che lavorano di meno in assoluto e non permettono nessun cambiamento (es. riduzione personale volo, mobilità piloti e assistenti voli, ecc.).
Perchè i sindacati non organizzano un referendum tra tutti i lavoratori per sapere se effettivamente sono contro piano CAI?In Telecom i sindacati - molto più responsabili di quelli Alitalia - hanno da poco firmato una intesa con 5000 esuberi senza nessun tipo di problema, perchè in Alitalia non accettano nulla???

Mi vergogno di essere italiano
Buonasera, sono un dipendente Alitalia Airport dal 1998. Sono stato assunto solo nel 2004 a tempo indeterminato, passando così 6 anni con contratti a termine che sapevo quando scadevano, ma non sapevo quando e se sarebbero stati rinnovati. Ho speso giornate intere nello scalo di Fiumicino, anche 18-19 ore quando ce n'e' stato bisogno (alla faccia dei fannulloni!). Si sono succeduti governi e conseguenti consigli di amministrazione in questi anni, ed ogni volta noi dipendenti abbiamo dovuto assistere a promesse di cambiamento, ad investimenti consistenti (vedi commessa esterna alla Mc Kinsey x farci dire da persone che non sapevano cosa fosse un imbarco come fare un annuncio!!), a tagli di personale e di rotte e al lento deterioramento della nostra amata Compagnia di bandiera. Ricordo ancora come fosse ieri lo spostamento dei voli a Malpensa, ed il primo giorno di panico quando arrivavano passeggeri giustamente imbufaliti al banco del Lost and Found, perché i geni avevano creato quel magnifico aeroporto del Nord senza una zona smistamento bagagli, ed i voli arrivavano con le stive vuote. Mi ricordo delle passeggiate nella sede della Magliana, ricordo magnifici uffici con targhe importanti all'esterno di manager che avrebbero dovuto risolvere tutti i nostri problemi, peccato che dentro non c'era neanche una scrivania per poter far "lavorare" queste povere persone strapagate. Peccato anche che questi posti erano stati dati dai politici come merce di scambio. Peccato che per poter licenziare queste persone bisognava derubare la Banca d'Italia, visto le clausole rescissorie di questi contratti d'oro. Nel frattempo si susseguivano i vari Mengozzi, Cimoli, Zanichelli, chiunque saliva al governo metteva il suo uomo e la sua squadra. Ricordo in particolare che il dott. Cimoli ricopriva due ruoli, quello di Presidente e di Amministratore Delegato della compagnia, percependo, udite udite, due fantastici stipendi. Mi sembra giusto per una compagnia che andava sempre di più in rosso e dove a noi dello scalo facevano storie per un rotolo di nastro bagaglio in più. E mi sembra ancor più giusto che il dott. Cimoli, alla fine della sua splendida apparizione in Alitalia, abbia preso una liquidazione per il "magnifico ruolo svolto", di qualche milione d'euro. Mi sembra giusto che mentre noi impiegati da 2 milioni di lire al mese, con la venuta dell'euro siamo finiti sul lastrico, come la maggior parte degli italiani. Ne avranno risentito anche i nostri manager della venuta dell'euro con i loro contratti milionari? Ho sentito dire che Alitalia ha più manager di Air France, se fosse cosi sarebbe uno scandalo visto la differenza di dimensione che intercorre tra le due compagnie.....vorrei scrivere ancora tanto, ma non vi voglio annoiare.......voglio solo porvi una domanda. I politici tutti adesso chiedono un segno di responsabilità ai dipendenti e ai sindacati.....ma il loro senso di responsabilità per ciò che hanno causato in questi anni? Dovrebbero inginocchiarsi e chiedere perdono, vergognandosi per tutto ciò che hanno fatto in questi anni della nostra compagnia,e per quello che vogliono ancora fare....vergogna!

  CONTINUA ...»

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