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Alitalia, via libera dei soci Cai all'aumento da 1,1 miliardi Venerdì l'offerta d'acquisto

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29 ottobre


La cordata italiana ha fatto un passo avanti verso l'acquisizione di Alitalia, con l'approvazione dell'aumento di capitale a 1,1 miliardi di euro della Cai. I 16 soci riuniti in assemblea ieri a Milano hanno anche deciso la trasformazione in Spa della Srl creata a fine agosto, che ora ha solo 160mila euro di capitale.
L'offerta vincolante per l'acquisto della polpa di Alitalia Fly sarà presentata solo se verrà raggiunto l'accordo con i sindacati, compresi i riluttanti piloti, sul nuovo contratto. La data chiave è venerdì 31 ottobre, il termine entro il quale il commissario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, si aspetta l'offerta vincolante, come ha confermato ieri. Il nuovo consiglio di amministrazione di Cai di 15 componenti, eletto ieri, si riunirà per la prima volta venerdì a Roma. Secondo una nota della società, venerdì il cda «attribuirà poteri e deleghe e delibererà la presentazione dell'offerta vincolante al commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, qualora tutti gli accordi sindacali fossero stati raggiunti». Oggi l'amministratore delegato della Cai, Rocco Sabelli, incontrerà i sindacati.
L'offerta – ha precisato la società – rimarrà comunque sospesa fino all'ottenimento dei provvedimenti della commissione Ue che attestino l'assenza di aiuti di Stato a vantaggio di Cai e delle decisione Antitrust. Una giornata positiva per l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, motore del Progetto Fenice, anche se diversi passaggi restano da completare.
«Abbiamo creato la Spa, abbiamo aumentato il capitale, abbiamo fatto lo statuto, ed è stato nominato il consiglio d'amministrazione che farà la proposta compatibilmente con gli accordi sindacali; ma tutte le scadenze sono state rispettate», ha commentato Passera. «I soci sono diventati di più e le risorse per fare ci sono». Gli advisor Banca Leonardo e Rothschild, per conto del Governo e di Fantozzi, avrebbero individuato per le attività di Alitalia un valore tra 900 milioni e un miliardo: la Cai potrebbe essere costretta ad alzare la sua offerta iniziale, che è di 3-400 milioni, in parte da pagare con l'accollo di debiti e per circa 100 milioni per cassa.
Tutti i soci hanno approvato l'aumento di capitale, ma non è scontato che i 16 fondatori restino tutti a bordo. Per il versamento c'è tempo fino al 31 dicembre 2008. In particolare il fondo Clessidra non è nel cda (ma non è l'unico) e considera difficile investire nell'iniziativa: sia perché – riferiscono fonti finanziarie – non c'è un piano aggiornato con le modifiche intervenute nella trattativa sindacale rispetto al documento di luglio, sia perché i valori della transazione con Carlo Toto per l'acquisto di Air One – secondo Clessidra – andrebbero rivisti al ribasso, rispetto ai 300 milioni indicati nel Progetto Fenice.
Su questo punto è in corso un negoziato tra il presidente di Cai, Roberto Colaninno e Toto. Ci sarebbero sei nuovi gruppi pronti ad entrare nella Cai: la Mpa della famiglia Traglio con 15 milioni, l'imprenditore Fontana (bulloni), l'azionista della Intek Vincenzo Manes, l'imprenditore savonese Antonio Orsero, il fondo Atlantis, il tandem di imprenditori tessili Carbonelli e D'Angelo.
I quattro soci principali verseranno circa 100 milioni a testa: Atlantia, Immsi (Colaninno), Intesa, Aponte. Nel cda, oltre a Colaninno, Sabelli e all'avvocato Andrea Guerra, sono entrati Gianluigi Aponte, Francesco Caltagirone Bellavista, Corrado Fratini, Salvatore Mancuso (Equinox), Fausto Marchionni (Fon-Sai), Francesco Paolo Mattioli (Atlantia), Gaetano Miccichè, Angelo Riva, Carlo Toto, Marco Tronchetti Provera. Ci sono inoltre Massimiliano Boschini di Intesa e l'avvocato Carlo d'Urso, i quali potrebbero uscire per far posto a nuovi soci.
Nello statuto approvato dall'assemblea è previsto un vincolo (lock up) a non vendere le azioni per 60 mesi, salvo il caso di quotazione dopo tre anni. Un socio potrà cedere le azioni a soggetti diversi dagli altri soci solo se autorizzato dalla maggioranza assoluta del cda e se l'acquirente è italiano. In ogni caso la maggioranza del capitale deve restare a soci italiani. Uno sbarramento per l'ingresso del partner estero, che sarà quasi sicuramente Air France-Klm e rileverà il 20% attraverso un aumento di capitale da 200 milioni.

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