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Borsa, tonfo finale a New York:
S&P500 -5,74%, Nasdaq -5,8%

di Roberta Miraglia

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7 ottobre 2008

Un'altra giornata orribile per Wall Street nonostante l'intervento della Fed sui commercial papers, nonostante la promessa di imminenti tagli dei tassi da parte di Ben Bernanke. Dopo un timido avvio in ripresa, i mercati hanno invertito la tendenza e segnato un nuovo record negativo, con l'indice Standard&Poor's 500 al minimo da cinque anni, in calo del 5,74% a quota 996,23. Tonfo anche per il Dow Jones, al secondo giorno consecutivo sotto la soglia psicologica dei 10.000 punti. Ieri sera ha lasciato sul terreno 508 punti – a 9.447,11 - perdendo il 5,11 per cento. Male, infine, il Nasdaq (-5,80%) a 1.754,88). In profondo rosso i bancari: Bank of America ha perso il 26,23% dopo aver annunciato un dimezzamento dei dividendi; Citgroup il 12,98 per cento. Scivolone anche per Ford (-20,87%) mentre ha segnato un aumento dell'8,51% il titolo di Amd, l'azienda californiana di chip che ha annunciato l'accordo da 8 miliardi di dollari cobn un fondo sovrano arabo.


Seduta all'insegna della volatilità per le Borse europee che hanno chiuso contrastate
all'indomani del lunedì nerissimo dei mercati. Positivi il Cac40 di Parigi, il Ftse100 di Londra e l'Ibex di Amsterdam, che hanno messo a segno rialzi dello 0,55%, dello 0,35% e dell'1,27%. Negative invece Francoforte, con il Dax in calo dell'1,12% e Amsterdam (Aex -1%).

Il Mibtel e l'S&P/Mib, che avevano ripreso slancio dopo l'annuncio da parte della Federal Reserve dell'intervento sui commercial paper, hanno poi segnato in chiusura rispettivamente -0,91% e -0,65% trainati al ribasso da Impregilo (-9,64% a 2,39 euro), Bpm (-12,96% a 4,75 euro) e Telecom (-2,39% a 0,93 euro). Pesanti Unicredit (-4,02% a 2,79 euro) penalizzata dal downgrade di Moody's, e Fiat (-6,79% a 7,35 euro) mentre è balzata Tenaris (+8,68% a 11,5 euro). Tra i titoli positivi nel paniere principale Enel ha guadagnato il 2,48%, Eni l'1,76% e Stm l'1,44%. Positive anche Geox (+0,86%), Fonsai (+0,55%) e Luxottica (+0,53%).

Euribor a tre mesi ai massimi dal 1994. Rate dei mutui sempre più care: i tassi interbancari toccano i nuovi massimi sulla scia della crisi che ha travolto i mercati finanziari. L'Euribor a tre mesi vola al 5,37%, il livello più alto dal1994. L'equivalente a una settimana tocca invece i massimi da sette anni al 4,98% mentre quello a sei mesi registra un nuovo picco, il più consistente negli ultimi 14 anni, al 5,43 per cento.

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