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Crisi banche, Citigroup taglierà
fino a 53mila posti di lavoro

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17 novembre 2008

Il gruppo bancario statunitense Citigroup ha annunciato, con una nota sul proprio sito online, di voler tagliare «a breve termine» fino a un massimo di 53mila posti di lavoro in tutto il mondo. L'amministratore delegato Vikram Pandit ne ha rivelato i dettagli durante la mattinata in un incontro con i dipendenti a New York.

Il piano di Citigroup, che è la ex numero uno negli Usa e mantiene la presenza più ampia all'estero, prevede la riduzione del 20% dei costi a partire dal 2009 a un totale di 50-52 miliardi di dollari all'anno. Nel quarto trimestre 2007, la banca contava 375mila dipendenti, poi ridotti a 352mila a fine settembre. Un precedente piano prevedeva già 22 mila tagli per quest'anno, di cui 13mila già attuati. I nuovi licenziamenti dovrebbero partire in tempi relativamente stretti e proseguire nei prossimi trimestri.

Sempre sul fronte delle banche Usa è di poche ore fa è la notizia che anche JpMorgan sarebbe intenzionata a tagliare migliaia di posti di lavoro nelle sue sedi sparse in tutto il mondo. Lo ha scritto il Sunday Telegraph che cita fonti vicine al dossier, secondo cui sarebbero già iniziate le consultazioni sul piano di riduzione del personale che, probabilmente, non sarà troppo dissimile da quelli già varati da società rivali come Citigroup e Goldman Sachs.

Se anche JpMorgan deciderà di tagliare circa il 10% della forza lavoro, verranno cancellate circa 3mila posizioni. Sempre di questa mattina è la notizia che anche la banca numero uno in Europa, la britannica Hsbc, si appresta a licenziare 500 dipendenti in Asia, principalmente nella sede di Hong Kong, a causa delle condizioni di mercato che impongono «previsioni molto caute». Soltanto due mesi fa la stessa Hsbc aveva tagliato altre 1.100 posizioni nella divisione Global banking & markets.

La settimana scorsa era stata Royal Bank of Scotland, altro grande malato britannico del credito che ha evitato il peggio solo grazie all'ingresso in forze del Governo nel capitale, controllato ora al 60 per cento. (Al.An.)

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