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Siu-Kee Chan: «Preferisco Usa e Giappone»

di Marzia Redaelli

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28 dicembre 2008

«Abbiamo costruito un portafoglio prudente per un investitore avverso al rischio, che abbia un orizzonte temporale di 12-24 mesi - spiega Siu-Kee Chan, gestore Multi Asset Group di Ing I.M -. Il rischio è rappresentato da un 10% di investimento azionario, mentre il restante 90% del patrimonio da reddito fisso, suddiviso per metà tra obbligazioni governative e societarie in euro e una piccola parte in titoli ad alto rendimento, che potranno beneficiare della ripresa del mercato del credito; per l'altra metà in liquidità, per ridurre il rischio.
Per il 2009 suggeriamo di continuare ad accumulare posizioni in titoli di credito e di iniziare a sovrappesare le azioni asiatiche. Per l'allocazione sull'equity preferiamo le aree geografiche Usa, Giappone e Europa, mentre siamo neutrali sui Paesi Emergenti. Il listino azionario Usa ha caratteristiche difensive e gode della forte proattività delle autorità politiche. Inoltre, negli Stati Uniti la diminuzione dei profitti aziendali è iniziata da tempo e ci aspettiamo che raggiungano il minimo in anticipo rispetto agli altri. L'Europa, invece, è storicamente in ritardo sul ciclo americano di due o tre trimestri.
Infine, il Giappone offre valutazioni interessanti delle azioni, le aziende nipponiche sono meno sensibili alla contrazione del credito, hanno bilanci più solidi e crediamo che l'euro rimanga debole sullo yen, oltre che sul dollaro. Abbiamo, per contro, una visione neutrale sui mercati emergenti, perché le valutazioni sono in linea con il quadro macro, anche se i fondamentali si stanno rafforzando, specie per il lungo termine. Ma è ancora presto per esporsi. Consigliamo anche di puntare di più sulle società che hanno buoni flussi di cassa e, quindi, distribuiscono dividendi, che aumentano il rendimento dell'investimento nei periodi di recessione. Tra i settori da sovra-pesare, individuiamo l'energia, e in particolare le grandi major europee, che hanno prezzi convenienti rispetto alla quotazione stimata del petrolio, anche se la domanda è sotto pressione; i beni di consumo, che è uno dei pochi settori con un profilo di crescita difensivo, anche se non è più a buon mercato; il comparto dei beni per la cura della salute e della persona, che ha prezzi più bassi della media storica ed è costituito da aziende con bilanci robusti che pagano dividendi elevati. Infine le Tlc anch'esse con buoni bilanci e cedole sostenibili, in grande sviluppo sulle reti mobili e con buone opportunità derivanti da fusioni e acquisizioni».

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