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Google licenzia, Motorola trema

di Daniela Roveda

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16 Gennaio 2009

LOS ANGELES - Licenziamenti a Google, forse presto anche a Microsoft. La recessione ha iniziato a colpire anche i colossi high tech «al di sopra di ogni sospetto», società solide che secondo gli analisti riusciranno a navigare la crisi meglio di tutte le altre. Ieri Google ha annunciato per la prima volta nella sua decennale storia aziendale l'eliminazione di 100 posti di lavoro; le voci di un'imminente e «sostanziale» riduzione del personale alla Microsoft, un'azienda che non è mai ricorsa ai licenziamenti durante i suoi 34 anni di vita, hanno scosso Wall Street. Un annuncio potrebbe arrivare durante la prossima settimana, forse addirittura oggi, alla vigilia dei bilanci del secondo trimestre fiscale previsti per il 22 gennaio.
La reazione di Wall Street ai 4mila licenziamenti alla Motorola è stata invece rassegnata e anzi gli analisti credono che ulteriori tagli saranno necessari per garantire la sopravvivenza . Secondo le previsioni della società stessa, i bilanci del quarto trimestre (3 febbraio) dipingeranno una situazione preoccupante, marcata da un crollo del 50% delle vendite di telefonini durante il cruciale trimestre natalizio. Ieri Barclays ha dato un downgrade al titolo, mentre JP Morgan ha premiato le iniziative di riduzione dei costi con un upgrade, e ha mantenuto la previsione sulla valutazione del titolo in Borsa a 7 dollari. Le quotazioni di Motorola sono scese dell'1% a 4 dollari. Anche Intel ha registrato nel quarto trimestre una riduzione dell'utile netto a 234 milioni di dollari (-90%) su un fatturato di 8,4 miliardi. Pesano le svalutazioni e al momento non ci sono previsioni per il futuro.
In calo anche i titoli di Google e Microsoft, rispettivamente del 3% e del 2%. Il licenziamento di 100 addetti alle assunzioni di Google è un'iniziativa più simbolica che altro per una società con 20 mila dipendenti, ma indica che anche l'invincibile Google sta facendo i conti con una realtà congiunturale difficile. Wall Street continua a prevedere un aumento dell'11% del giro d'affari di Google nel corso del 2009, molto meno del 20% stimato fino a qualche mese fa; alcuni analisti credono tuttavia che anche queste stime siano troppo ottimistiche. Ieri Goldman Sachs ha abbassato da 475 a 420 dollari per azione il suo target sul titolo, che ieri ha chiuso tuttavia cinque dollari al di sotto della soglia dei 300 dollari per azione.
La ridda di voci sugli imminenti licenziamenti a Microsoft si è intensificata grazie ad alcune dichiarazioni fatte al Wall Street Journal da fonti vicine alla società. Le voci circolano dal 2 gennaio, quando alcuni blog high tech avevano iniziato a parlare dell'eliminazione di ben 15mila posti, il 15% del totale. Ieri la società di brokeraggio McAdams Wright Adams ha offerto un pronostico più realistico nell'ordine di 6-8mila licenziamenti, una riduzione consistente con il previsto rallentamento della crescita aziendale al 5% nel 2009 contro il 18% del 2008. Microsoft si è rifiutata di rilasciare commenti sulle indiscrezioni; e a questo punto non si può escludere che le voci sui licenziamenti siano del tutto infondate.

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