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Faissola (Abi): «Imprese, moratoria di un anno»

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15 luglio 2009


Moratoria di un anno, limitata al capitale e riservata a imprese in bonis. Queste le condizioni base che le banche italiane, tramite il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, indicheranno domani, secondo quanto rivelato dall'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, all'incontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, per discutere sulla proposta di moratoria dei crediti verso le imprese lanciata la scorsa settimana dallo stesso Tremonti.

A Faissola l'esecutivo di Palazzo Altieri, riunito a Milano, ha dato oggi ampio mandato. Spetterà all'Abi quindi riempire di contenuti l'accordo che potrebbe prendere la forma di una convenzione con il Tesoro, sul tipo di quella siglata tra l'associazione delle banche e via XX Settembre lo scorso anno sui mutui casa, oppure essere frutto di accordi con le associazioni di rappresentanza di imprese. La contropartita che chiederà il sistema bancario è un ulteriore sgravio fiscale sulle perdite sui crediti, allargato, se possibile, non solo alle nuove rettifiche ma a quelle già accumulate in bilancio.

La buona riuscita dell'accordo per la moratoria è legata anche al percorso delle norme sul massimo scoperto contenute nel decreto anticrisi. Un ulteriore peggioramento rispetto all'attuale limite dello 0,5% trimestrale non renderebbe agevole un rapido raggiungimento di quell'«avviso comune» auspicato da Tremonti.

Ma in quali casi le aziende potranno chiedere la moratoria? Nel corso del confronto nella sede milanese dell'Abi i rappresentanti delle banche si sono trovati d'accordo su un ventaglio di ipotesi e - soprattutto - sul fatto che, in nessun caso, le banche potranno rinunciare al pagamento degli interessi. Certamente le imprese che registrano un aumento degli insoluti saranno considerate tra quelle che possono accedere alla moratoria alla quale le banche aderiranno su base volontaria. Semaforo verde anche per le imprese che si impegneranno in un'opera di patrimonializzazione.

Faissola ha ripetuto ai giornalisti che «la teoria che le banche non starebbero aiutando le piccole e medie imprese non corrisponde assolutamente al vero». Riferimento ovvio a Lamberto Cardia, presidente della Consob, che lunedì scorso ha puntato il dito contro il mondo del credito, accusando gli istituti di non concedere credito, spingendo così le Pmi verso l'«asfissia finanziaria». «Non siamo d'accordo con questa teoria», ha detto ancora il numero uno dei banchieri italiani.

Tuttavia, proprio secondo gli ultimi dati dell'Abi, a giugno si è registrata una ulteriore lieve decelerazione per l'andamento dei prestiti bancari a famiglie e imprese, che registra una crescita tendenziale pari all'1,9%, contro il 2,3% registrato a maggio e il 7,2% del giugno 2008. Secondo i dati che emergono dal rapporto mensile dell'associazione, rallenta anche l'incremento dei finanziamenti alle famiglie e alle società non finanziarie, che, sempre a giugno, si è attestato al 2,3% rispetto al 3% di maggio e all'8,6% di giugno 2008.

D'altra parte tende a salire il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi bancari, che si è attestato a maggio a 3,15%, in aumento rispetto al 3% registrato nello stesso mese del 2008. In aumento anche le sofferenze lorde, che fanno segnare una variazione annua del 6,1%. Incrementi che si registrano anche sui valori netti: il rapporto sofferenze nette/impeghi totali si è infatti attestato all'1,54%, contro l'1,29% registrato a dicembre 2008.

Infine, il tasso medio del sistema bancario italiano sui mutui per acquistare casa ha toccato il minimo storico. Lo scorso giugno è sceso al 3,58%, con una contrazione di 17 punti base rispetto al mese precedente. Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile. Nel maggio scorso il tasso medio del sistema bancario sui mutui per la casa era al 3,75%, mentre un anno prima, nel giugno 2008, si era attestato al 5,84 per cento.

15 luglio 2009
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