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Dalla Bce prove di exit strategy
con una prima stretta sulle Abs

di Alberto Annicchiarico

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20 novembre 2009
Jean-Claude Trichet (Ap/Lapresse)
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Seppure con circospezione, l'exit strategy muove i primi passi. La Banca centrale europea ha deciso di avviare la graduale riduzione delle misure straordinarie di stimolo al sistema finanziario adottate a partire dall'inizio della crisi due anni fa. In particolare le banche ora sanno che la fase della liquidità facile imbocca una strada diversa.

L'istituto centrale di Francoforte ha reso noto, infatti, che le cartolarizzazioni garantite da asset-backed securities (Abs) che verranno emesse a partire dal prossimo 1 marzo 2010 potranno essere accettate dall'Eurotower solo se provviste del rating di almeno due diverse agenzie e per la loro utilizzabilità ai fini dei prestiti conterà il rating più basso. Questa medesima regola verrà poi estesa a tutte le cartolarizzazioni - indipendentemente da quando sono state emesse - a partire dal 1 marzo 2011.

L'attuale livello dei tassi di interesse, in ogni caso, è e resterà «molto basso», ma la Bce è determinata a riassorbire la liquidità per garantire la stabilità dei prezzi, ha commentato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso di una conferenza a Francoforte. Il numero uno dell'Eurotower ha spiegato che «non tutte le misure per rafforzare la liquidità saranno necessarie come in passato» e che «ogni misura straordinaria che dovesse minacciare la stabilità dei prezzi deve essere eliminata tempestivamente e inequivocabilmente».

Da Parigi Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio direttivo dell'Eurotower ha precisato che «visto che l'uscita sarà graduale e comporterà due dimensioni, cioè le misure non standard attuate dalle banche centrali e il livello dei tassi di interesse, vi è il rischio che gli operatori di mercato interpretino una decisione relativa a una parte di questa exit strategy come propedeutica a misure anche dall'altra part»". Bini Smaghi ha aggiunto che è troppo presto pensare ora a preparare nei dettagli un percorso di uscita perché ci sono ancora molti elementi di incertezza nell'economia e non ci si può di conseguenza impegnare ora a una particolare sequenza di provvedimenti di ritiro degli stimoli.

Tornando a Trichet, il presidente della Bce, ha poi rivolto un nuovo deciso appello alle banche affinché utilizzino gran parte degli aiuti ricevuti per erogare credito alle famiglie e alle imprese anziché per finanziare nuovi maxi-bonus. «I benefici devono essere utilizzati in via prioritaria per rafforzare capitali e riserve piuttosto che per pagare dividendi o indennità non meritate», ha dichiarato Trichet nel suo intervento di fronte a un'assemblea di banchieri.

«Le misure di sostegno a favore delle banche - ha aggiunto - sono state adottate in ragione del loro ruolo nell'economia e non per il beneficio della banche stesse». Per questo, ha aggiunto il governatore, «le indennità e i bonus devono essere contenuti». Trichet ha concluso esortando i banchieri a «comprendere le inquietudini delle nostre democrazie per quanto concerne indennità e bonus» e ha sottolineato l'urgenza di «eliminare gli incentivi a prendere rischi
assurdi».

20 novembre 2009
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