Il gruppo Fiat ha chiuso il 2009 con una perdita netta di 800 milioni di euro e include un impatto di 0,6 miliardi di euro derivante da oneri atipici (nel 2008 l'utile netto era stato di 1,7 miliardi di euro). I risultati sono stati approvati oggi dal consiglio di amministrazione che propone un dividendo complessivo per le tre categorie di azioni di 237 milioni di euro (escludendo le azioni proprie).

«La ripresa della distribuzione di dividendi - sottolina l'azienda - riflette la normalizzazione dei mercati dei capitali quale fonte di finanziamento per il Gruppo, nonchè la convinzione che il Gruppo ha la capacità di continuare a generare utili, anche se in un contesto di mercato significativamente differente». La proposta di dividendo è di 0,17 euro per azione ordinaria, 0,31 euro per le privilegiate e 0,325 per le azioni di risparmio.

Il gruppo chiude il 2009 con un utile della gestione ordinaria di 1,058 miliardi (contro i 3,362 miliardi del 2008) e un indebitamento netto industriale di 4,4 miliardi di euro. Entrambi i dati, sottolinea la nota diffusa al termine del cda che ha approvato questa mattina i conti, sono migliori dei target che erano stati indicati. L'utile della gestione ordinaria, come anticipato sttimana scorsa dall'amministratore delegato Sergio Marchionne, è superiore anche alla media del consensus degli analisti, che lo indicavano a 1,03 miliardi.

Il gruppo Fiat si aspetta per il 2010 ricavi in crescita fra il 3 e il 6%, un utile della gestione ordinaria di 1,5 miliardi di euro e un indebitamento netto inferiore a 5 miliardi di euro.

 

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